Ricerca sulla Liguria

Di Redazione Studenti.

Ricerca sulla Liguria di geografia: territorio e ambiente, clima, popolazione, economia e storia della regione italiana

Ricerca sulla Liguria

La Liguria è una regione amministrativa dell'Italia settentrionale. Si affaccia sul mar Ligure a sud e confina con la Francia a ovest, con il Piemonte a nord-ovest, con l'Emilia-Romagna a nord-est e con la Toscana a est. Ha quattro province province di Genova, Imperia, La Spezia e Savona e il capoluogo regionale è Genova. Il nome della regione deriva dall'antico popolo dei liguri, la cui presenza è storicamente attestata sin dagli inizi del I millennio a.C.

Ricerca di geografia sulla Liguria: territorio, clima, economia e storia
Ricerca di geografia sulla Liguria: territorio, clima, economia e storia — Fonte: getty-images

La regione della Liguria si estende per 5420 km quadrati e ha una popolazione di 1.658.500 abitanti (dato del 1995). E' tra le più piccole regioni d'Italia – solo la Valle d'Aosta e il Molise hanno una superficie minore – ma è anche tra le più densamente popolate, con una densità di 306 abitanti per km quadrato, una volta e mezza la media nazionale (190). I confini fisici dell Liguria sono ben delineati: la regione è interamente chiusa tra il mare, a sud, e i rilievi delle Alpi Marittime e dell'Appennino ligure, a nord.

Territorio della Liguria

Di tutte le regioni italiane, la Liguria è la più anomala dal punto di vista geografico. Il territorio della Liguria è costituito da una stretta fascia costiera che si inarca attorno al golfo di Genova, dal confine politico con la Francia a ovest a quello con la Toscana a est. Non esistono territori del tutto pianeggianti, in quanto i rilievi giungono sino al mare, con pareti a strapiombo. Vi si trovano solo due esigue pianure, formate dai depositi alluvionali allo sbocco di due piccoli fiumi, rispettivamente il Centa e l'Entella: quella di Albenga, in provincia di Savona, e quella di Chiavari, in provincia di Genova. A ovest di Genova si estende la cosiddetta Riviera di Ponente, orlata in più punti da spiagge strette e sabbiose; la fascia litoranea a est della città è chiamata per contro Riviera di Levante, ed è caratterizzata da numerosi e accentuati promontori e da rare ed esigue spiagge.

Cartina politica della Liguria
Cartina politica della Liguria — Fonte: istock

Le zone montuose

Il territorio della Liguria è per due terzi montuoso e per il resto collinare. La sezione propriamente alpina, che interessa la parte occidentale della regione, è rappresentata dalle Alpi Marittime, che toccano i 2200 m con il monte Saccarello; convenzionalmente il Colle di Cadibona, posto ad appena 435 m di quota, viene indicato come punto di raccordo tra le Alpi e l'Appennino ligure. È dunque appenninica l'intera sezione centrale e orientale della Liguria, che tocca i 1799 m con il monte Maggiorasca, presso il confine con l'Emilia-Romagna. Numerosi sono i valichi, generalmente agevoli anche nei mesi invernali poiché, data la loro modesta elevazione, non sono quasi mai bloccati dalla neve. Il passo dei Giovi (472 m) ha particolare importanza perché mette in comunicazione Genova con Milano e le principali città della Pianura Padana.

I corsi d'acqua

La limitata estensione del territorio, che in nessun punto supera la distanza di 30 km dal mare, non consente la formazione di veri e propri fiumi; per la Liguria si può parlare solo di brevi torrenti, impetuosi e sovente rovinosi durante le piene primaverili o autunnali, quasi asciutti d'estate (il Polcevera, l'Entella ecc.). Nascono tuttavia in Liguria alcuni importanti affluenti e subaffluenti del Po, il cui corso interessa soprattutto altre regioni: tra questi si citano la Bormida, affluente del Tanaro, il Trebbia (115 km) e lo Scrivia (90 km). Infine presso Ventimiglia sfocia la Roia (59 km), il cui corso però si svolge quasi interamente in Francia.

Clima e ambiente

Le condizioni climatiche della regione sono del tutto eccezionali, almeno nei 330 km del tratto costiero, in quella Riviera con la quale facilmente l'intera Liguria si identifica (cioè la Riviera ligure). Il mar Ligure, già molto profondo anche a breve distanza dal litorale, esercita sul clima una straordinaria azione mitigatrice; i rilievi formano una barriera che protegge la regione dai venti freddi provenienti da nord. L'area con il clima più mite è la Riviera di Ponente, protetta dalle Alpi Liguri: la temperatura qui è paragonabile a quella del golfo di Napoli. Anche se non sono mancate nevicate, sebbene del tutto eccezionali, la media invernale a Sanremo è di 10 °C. La Riviera di Levante, che gli Appennini proteggono in misura minore a causa della scarsa altitudine, ha temperature invernali inferiori di qualche grado rispetto a quella di Ponente, ed è anche più piovosa (più di 1000 mm all'anno, contro un massimo di 800 mm a ovest). La media estiva nelle località costiere è sui 23-24 °C.

Le condizioni climatiche variano passando dalle aree collinari a quelle montane, anche se si deve fare un'ulteriore distinzione tra il versante rivolto verso il mare, quindi più mite, e quello rivolto verso la Pianura Padana, dove si accentuano soprattutto i rigori invernali. A gennaio vengono raggiunte medie di 0 °C. Sui rilievi si hanno inoltre le massime precipitazioni, che si aggirano sui 1500-2000 mm annui.

Tra le coltivazioni, troviamo essenze profumate e fiori che hanno da sempre caratterizzato la Liguria, ma di cui è rimasto ben poco. Situazione relativamente migliore presenta la zona delle Cinque Terre, in provincia di La Spezia. Le istituzioni regionali, infatti, non hanno fatto molto per salvaguardare l'ambiente naturale.

Tra le aree protette della Liguria, ricordiamo:

  • il parco regionale del monte di Portofino (d'estate devastato dai frequenti incendi dolosi);
  • la riserva naturale dell'isola Gallinara, di fronte ad Alassio;
  • il parco naturale dell'isola di Palmaria, nel golfo di La Spezia;
  • il parco del monte Beigua, nell'Appennino ligure.

Flora e fauna della regione Liguria

Nelle poche decine di chilometri che separano la costa dai monti, si susseguono ben quattro associazioni vegetali tipiche. All'altitudine minore si stende la macchia mediterranea sempreverde, ricca di lecci, allori, oleandri, mirti, rosmarino, erica e ulivi, a cui si sono aggiunte specie esotiche subtropicali, come palme, cedri, araucarie, agavi e bougainvillee. Allontanandosi dalla costa, si trovano pinete e castagneti, che si spingono sino agli 800 m di quota; segue la fascia in cui cresce il faggio, che arriva sino ai 1500 m; infine si trova il piano montano, con boschi di larici e abeti. L'area occupata dal bosco supera il 50% della superficie totale, ma si tratta molto spesso di bosco povero.

L'aspetto più interessante della fauna riguarda l'ambiente marino, benché sia assai depauperato da un eccessivo sfruttamento e ancor più dagli scarichi altamente inquinanti delle industrie, che sono state costruite proprio a ridosso della costa (a Genova, Savona ecc.); s'impone così la necessità di realizzare riserve marine nelle zone relativamente più ricche di specie (come il golfo di Portofino e le Cinque Terre).

Economia

L'economia della Liguria è diversa da quella di qualsiasi altra regione dell'Italia settentrionale. L'economia regionale poggia più che sull'industria, su un'agricoltura specializzata e su una gamma assai vasta di servizi. La regione vive essenzialmente di due risorse naturali:

  • il clima;
  • il mare.

L'economia si basa sulla villeggiatura e sul turismo balneare, oltreché sulle attività portuali (con le connesse attività finanziarie, bancarie, assicurative) e commerciali.

Portovenere, comune ligure
Portovenere, comune ligure — Fonte: getty-images

Agricoltura

Il settore agricolo della Liguria si è indirizzato nel tempo su alcune specifiche produzioni di alta qualità e di tipo commerciale: un'olivicoltura molto affermata, le primizie ortofrutticole anche in serra nella piana di Albenga (carciofi, asparagi, albicocche ecc.), che vengono poi inviate alle grandi città della Pianura Padana, i vini rinomati prodotti nelle Cinque Terre, e soprattutto i fiori e le piante ornamentali coltivati nelle serre della zona di Sanremo e destinati con successo anche all'esportazione.

Pesca

Nonostante il grande affaccio sul mare, la Liguria oggi si dedica assai poco alla pesca; le sue acque sono d'altronde povere di pesce (e in più parti sono state inquinate dagli scarichi delle industrie). Il pescato, che comprende i crostacei e i più importanti molluschi, rappresenta poco più del 5% del totale nazionale.

Industria

L'industria ha avuto in Liguria, e particolarmente a Genova, sin dalle sue origini nel secolo scorso, uno dei principali poli, costituendo con Milano e Torino il cosiddetto "triangolo industriale", in cui si concentrava la parte più cospicua del settore in Italia. Il ruolo di Genova era quello di centro portuale e cantieristico. Ma si puntò su pochi settori che poi sarebbero entrati in una crisi più o meno profonda. Abbastanza sviluppato è rimasto il settore alimentare, che può contare su oleifici, pastifici e stabilimenti conservieri degli ortaggi. 

Terziario

Quasi i tre quarti del reddito della regione provengono dal settore terziario della Liguria. La regione è stata meta di turisti stranieri già a partire dalla seconda metà del XIX secolo, e ha attualmente nel settore turistico il fattore trainante della propria economia, grazie anche ai collegamenti autostradali e ferroviari con le principali città della Pianura Padana.

Le attività portuali, soprattutto quelle legate al porto di Genova, sono state in passato un altro caposaldo dell'economia regionale che si contendeva il potere con Marsiglia. Queste attività rappresentano però un settore in crisi, dovuti ai costi di trasporto, stoccaggio, scarico e carico delle merci.

Popolazione e città

La popolazione della Liguria è diminuita negli ultimi decenni, passando da 1,9 milioni di abitanti nel 1971 agli attuali 1,6 milioni. Il tasso di natalità è tra i più bassi d'Italia, mentre quello di mortalità è superiore alla media nazionale. Il numero degli abitanti si triplica d'estate e si concentra nella fascia costiera, quasi interamente urbanizzata che concorre a renderla uno dei territori più densamente popolati.

Genova, capoluogo di regione
Genova, capoluogo di regione — Fonte: getty-images

Tutti i capoluoghi di provincia della Liguria si trovano sulla costa. Genova rimane la città più popolosa. Oltre ai capoluoghi di provincia, tutti gli principali centri liguri rappresentano località di villeggiatura: tra i più noti si ricordano Portofino, Rapallo e Santa Margherita Ligure (in provincia di Genova), Alassio e Loano (in provincia di Savona), Bordighera (in provincia di Imperia), Lerici, Portovenere e i piccoli centri delle Cinque Terre (in provincia di La Spezia).

Storia della Liguria

In Liguria la fascia rivierasca che va da Finale Ligure alla Francia costituisce un'area di notevole interesse paleoantropologico, in quanto sono state qui rinvenute tracce di insediamenti umani che risalgono al Paleolitico. Ecco alcuni siti d'interesse:

  • grotta dei Balzi Rossi,
  • zona delle Arene Candide,
  • grotta della Basura a Toirano.

Nelle ere protostoriche la regione fu popolata da etnie celtiche e da uno dei gruppi dell'Italia primitiva, soprannominato ligure. I liguri, che occupavano un vasto territorio che si estendeva dall'Appennino settentrionale alle Alpi meridionali e alla valle del Rodano, furono divisi e dispersi dalle ondate migratorie dei celti. Ma gli abitanti costieri si difesero tra le montagne e il mare, trovando una sorta di unità che gli permise di contrastare l'avanzata romana. 

Dall'Impero Romano al Feudalesimo

Dopo l'espansione romana e i secoli di pace garantiti dall'Impero, la Liguria fu vittima delle incursioni barbariche; successivamente la regione passò sotto il potere bizantino, che la protesse dall'avanzata dei longobardi fino al 641 d.C. Tra il IX e il X secolo la Liguria fu protagonista delle incursioni dei saraceni e dei normanni. Il feudalesimo accentuò le peculiarità dell'economia agropastorale di montagna. 

La repubblica marinara di Genova

A partire dall'XI secolo in Liguria la rinascita politica ed economica fu dovuta al fiorire della civiltà comunale: Genova fu la prima città a costituirsi in Comune autonomo a cui aderirono il vescovo, le famiglie di feudatari, i mercanti, le corporazioni e i contadini inurbati. Genova avviò quindi un processo di espansione e di predominio nel territorio ligure, cimentandosi al contempo con la concorrente repubblica marinara di Pisa.

Questa conquista potè dirsi compiuta alla fine del XIV secolo, quando i confini della Repubblica di Genova si stabilizzarono nella fascia compresa tra Nizza e Portovenere, con ampie diramazioni appenniniche verso Ovada e Gavi. Da allora fino al XIX secolo la Liguria era rappresentata soprattutto da Genova, le cui casate nobiliari (i Grimaldi, gli Spinola, i Doria, i Fieschi, i Clavesana) influenzarono la vita sociale di tutto il territorio costiero.

La storia di Genova si può dividere in tre grandi fasi:

  • l'ascesa militare e mercantile come repubblica marinara nel tardo Medioevo, intervallata da lotte tra fazioni nobiliari e da periodi di sottomissione ai Visconti di Milano e ai francesi;
  • il periodo d'oro della repubblica aristocratica, rafforzata dall'iniziativa diplomatica di Andrea Doria (1528);
  • il declino politico tra Sei e Settecento.

Dopo la parentesi della Repubblica Ligure (1797-1805), Genova e la Liguria divennero territorio dell'impero francese fino a che, con il Congresso di Vienna (1814-1815), non furono consegnate ai Savoia. Ma la regione si aprì al movimento antisabaudo, nel quale si riconobbe una parte dei ceti professionali urbani, e che fu incarnato dalla figura del genovese Giuseppe Mazzini

Ottocento e Novecento

Verso la fine dell'Ottocento si poteva già considerare la prima regione turistica d'Italia. All'inizio del Novecento si formò il polo industriale di La Spezia, legato ai cantieri navali, mentre nell'entroterra genovese si radicava il paesaggio industriale delle ferriere e delle filande, e la zona di Oneglia si specializzava nell'industria alimentare. Queste strutture industriali e aeroportuali espose la Liguria a pesanti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, epoca in cui la regione fu percorsa da un forte movimento antifascista di resistenza armata all'occupazione tedesca.