Riassunto sul relativismo pirandelliano e la maschera

Di Redazione Studenti.

Il relativismo di Pirandello, il concetto di maschera e la trama di "Uno nessuno e centomila", una delle opere più famose dello scrittore siciliano

RELATIVISMO PIRANDELLIANO

Cosa si intende per relativismo pirandelliano?
Cosa si intende per relativismo pirandelliano? — Fonte: getty-images

In molte sue opere Pirandello mette in risalto la crisi di identità dell’uomo e la sua conseguente costante ricerca di una nuova identità e un senso dell'esistenza.

Secondo Pirandello, l'uomo non possiede unìunica personalità immobile e immutabile, ma molteplici, attraverso quella che lui chiama frantumazione dell'Io. Ogni individuo, insomma, manifesta più aspetti della personalità in base all'interlocutore o al contesto. Non esiste quindi una verità assoluta, ma ogni realtà è vincolata al relativismo, in base al quale ciascun aspetto del mondo viene percepito differentemente. Questo non accade solo a persone diverse, per via del proprio background culturale, ma anche ai singoli individui in base al contesto di cui abbiamo parlato prima.

La frantumazione dell’io ed il relativismo pirandelliano sfociano nel dualismo tra ciò che si è veramente e ciò che si manifesta all’esterno, tra l’essenza e la forma che ci viene imposta dalla società o ci imponiamo da soli in relazione alle situazioni in cui veniamo a trovarci.

Da qui scaturisce il concetto di maschera, fondamentale nell’opera di Pirandello.

UNO, NESSUNO E CENTOMILA

Una delle opere di Pirandello che esalta maggiormente il concetto di frantumazione dell’io e del relativismo è Uno, nessuno e centomila. Il libro inizia con l’osservazione da parte della moglie del protagonista sul fatto che il naso del marito penda a destra. L'affermazione, seppur banale, sconvolge il protagonista: non aveva mai notato che il suo naso pendesse a destra, eppure qualcuno aveva notato quell'aspetto di lui.

Basta questa semplice considerazione per scoprire mille altre caratteristiche di sé che non aveva mai notato, ma che evidentemente qualcuno può osservare. Basta vedersi allo specchio, insomma, per scoprire tanti lati nascosti di sé che neppure conosceva.

Ciò che Pirandello sottolinea è che il nostro comportamento varia a seconda delle circostanze e delle persone con cui ci troviamo. Persino il nostro linguaggio verbale e non verbale viene adattato incosciamente alle diverse situazioni.

Basti pensare a cosa accade quando ci troviamo in una conversazione nella quale irrompe una persona con cui solitamente abbiamo un atteggiamento differente da quello della persona con cui eravamo: proviamo immediatametnte una sensazione di profondo disagio ed imbarazzo, perché ci troviamo di fronte alla scelta fra due diverse maschere.

LA MASCHERA IN PIRANDELLO

A volte è difficile anche per se stessi comprendere a fondo le diverse maschere che si indossano. Così come il protagonista di Uno, nessuno e centomila, si va alla ricerca della propria vera identità.

In una scena del libro, l’uomo vede con la coda dell’occhio, per strada, la sua immagine riflessa in una vetrina mentre sta parlando e ridendo e non si riconosce in quell’immagine. del resto a nessuno capita di osservarsi mentre agisce: la percezione di ciascun individuo è perciò falsata rispetto a quella che hanno gli altri.

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LA FOLLIA IN PIRANDELLO

Pirandello esprime l’orrore per la prigionia delle "forme" in cui la società ci costringe e l’angoscia di scoprire di non essere "nessuno" neppure per noi stessi, con conseguente sentimento di frustrazione e solitudine.

La presa di coscienza di tutto questo da parte del protagonista di Uno, nessuno e centomila, lo porta infatti a compiere atti incomprensibili, di pazzia, altro tema ricorrente nelle opere pirandelliane, nonché mezzo che i suoi personaggi utilizzano per scardinare il meccanismo delle forme e delle maschere. Per Pirandello quindi la pazzia ha un’accezione positiva, quasi fosse capace di scardinare quei ruoi sociali che ci imprigionano.