Riassunto capitolo 27 de I promessi sposi | Video

Di Marta Ferrucci.

Riassunto dettagliato del capitolo 27 de I promessi sposi di Alessandro Manzoni: le vicende della guerra di successione dei Gonzaga

RIASSUNTO CAPITOLO 27 DE I PROMESSI SPOSI

Fonte: Video Interni

Il capitolo 27 è quello in cui la Storia con la S maiuscola fa di nuovo la sua comparsa all’interno della narrazione manzoniana.

L’autore apre il capitolo spiegandoci che anche se fino ad adesso ha tralasciato di raccontarci le vicende storiche, ora è arrivato il momento di farlo, e lo fa spiegandoci come mai nessuno sta più cercando Renzo.

Quello che è accaduto, e che Renzo naturalmente non sa, è che il governatore di Milano è impegnato su altri fronti: dalla panoramica che Manzoni ci fa della situazione europea soprattutto in Francia e in Spagna, i cui interessi si svolgevano soprattutto in Italia, la successione – anzi, le problematiche legate alla successione – all’interno dei ducati di Mantova e del Monferrato, sta creando diversi problemi.

Nel momento in cui il governatore viene a sapere che Renzo non è stato catturato, non gli presta minimamente attenzione: e così il nostro protagonista, ignaro dei fatti storici, ha continuato a rimanere nascosto pensando solamente a un modo per mettersi in contatto con Agnese e Lucia.

I PROMESSI SPOSI CAPITOLO 27 ANALISI

Manzoni torna a raccontare i fatti. Renzo riceve una lettera da Agnese contenente ben cinquanta ducati d’oro e una triste spiegazione: Lucia ha fatto un voto e ha quindi sciolto la sua promessa di matrimonio. Renzo però decide di non arrendersi. E qui abbiamo un piccolo salto temporale, cioè sappiamo dal racconto che Lucia passa il suo tempo a casa di Donna Prassede. Non riesce a dimenticare Renzo e Donna Prassede di certo non le è d’aiuto. Fortunatamente, ci dice Manzoni facendo dell’ironia verso questo personaggio, Donna Prassede è anche impegnata con le sue cinque figlie e con suo marito, che non vuole essere comandato.

Manzoni, come abbiamo visto nel capitolo appena analizzato, si accanisce verso questi due personaggi: mentre da una parte abbiamo la spontaneità, la poca cultura e lo scambio di lettere tra Renzo e Agnese che però sono genuini, dall’altra abbiamo questa coppia, don Ferrante e donna Prassede, che incarnano quello che la cultura non deve essere: una cultura fine a sé stessa, che nella donna si traduce in un senso di religiosità quasi finto, perché tutto è legato alle apparenze, e nell’uomo si traduce in un personaggio che non applica mai alle leggi morali quello che impara dai propri libri.

I PROMESSI SPOSI PESTE

Trascorre così il tempo dei nostri protagonisti fino all’autunno del 1629, momento in cui Agnese e Lucia decidono di incontrarsi. L’incontro tra le due donne però non accadrà, e Manzoni ci anticipa il perché. La realtà è che la Storia, di nuovo quella con la S maiuscola, e gli avvenimenti pubblici lo impediranno. E Manzoni ci dice che nel prossimo capitolo racconterà con attenzione quali sono questi avvenimenti pubblici, perché a volte occorre conoscere prima la cornice e il contesto per poter capire al meglio quello che accade nei contesti privati.

Ora: noi sappiamo già che quello che sta per accadere non è altro che l’arrivo della carestia e poi della peste.

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