Riassunto sulla Francia del Re Sole, Luigi XIV

Di Redazione Studenti.

Francia del Re Sole: riassunto sul potere, la riorganizzazione dell'esercito, il progetto espansionistico, la politica fiscale ed economica, culturale e religiosa di Luigi XIV

Francia del Re Sole: riassunto

Il Re Sole, Luigi XIV, è stato protagonista di uno dei periodi più floridi della Francia
Il Re Sole, Luigi XIV, è stato protagonista di uno dei periodi più floridi della Francia — Fonte: getty-images

Luigi XIV ereditò il trono nel 1643, ma era ancora piccolo: per questo il governo fu retto dalla madre, Anna d’Austria, e dall’abile ministro Giulio Mazzarino.

Nel 1661, quando Mazzarino morì, Luigi assunse il potere. Egli era cresciuto nella convinzione che il governo del paese dovesse restare nelle mani del sovrano. Decise di governare da solo, di avere ogni responsabilità. Aveva una gran consapevolezza del proprio ruolo, credeva nell’origine divina, infatti, scelse l’antico emblema del sole.

La centralizzazione del potere di Luigi XIV

Gli obiettivi di Luigi erano:

  1. Rafforzare lo stato eliminando il potere dell’aristocrazia, dei parlamenti e della chiesa.
  2. Rafforzare il proprio potere assumendo il controllo di tutta la macchina statale

A tal fini fece un sistema di consigli, che facevano a capo a un consiglio supremo di stato costituito dal re e dai tre ministri:affari segreti,finanze e interni. La nobiltà fu esclusa da questi ruoli, infatti lui scelse  i suoi collaboratori tra la borghesia. Reintrodusse gli intendenti, cioè funzionari pubblici dipendenti della corona e ne ampliò i poteri e le competenze. Questo ceto era fedele e rappresentava il benessere economico del re. Abolì il diritto di rimostranza, cioè la facoltà di opporsi alle decisioni del re. L’opera di subordinazione della grande nobiltà fu uno dei successi del re sole, perché i tenaci della monarchia furono sottomessi. Luigi li ridusse a dei cortigiani, mantenuti da lui, ma privi di ogni potere politico. Luigi XIV riuscì a realizzare uno stato centralizzato e assoluto, identificato totalmente nella persona del sovrano, tutto era fatto in nome del re.

La politica fiscale

Le guerre assorbirono enormi quantità di denaro. La politica fiscale e economica furono affidate a Jean-Baptiste Colbert (1619-1684), che aveva la carica più importante del consiglio supremo era i controllore generale dello stato. Egli risanò il sistema fiscale e amministrativo, caratterizzato da abusi e inefficienza. Impostò la contabilità, come quella delle aziende commerciali. Eliminò gli abusi tra i funzionari pubblici.  Le entrate della corona nel 1667 aumentarono considerevolmente.

La politica economica

Colbert applicò una politica mercantilista, infatti il termine colbertismo è inteso come sinonimo di mercantilismo. Secondo Colbert, lo stato dipendeva dall’efficienza del sistema fiscale, che garantiva entrate adeguate e dalla capacità di proteggersi dalla concorrenza straniera. La sua politica prevede l’intervento statale a tutela della produzione interna con incentivi alle esportazioni e dazi per limitare le importazioni. I suoi provvedimenti promossero l’espansione del commercio e delle manifatture. Rinnovò le reti di comunicazioni, infatti a lui si deve il canale del mezzogiorno, che collegava il mediterraneo con l’atlantico.

Inoltre realizzò un’unificazione doganale, per ridurre gli ostacoli al commercio interno e rafforzo la marina mercantile e da guerra: creo nel 1664 nuove compagnie privilegiate per incoraggiare l’espansione coloniale, che sono la Compagnia delle Indie Orientali e delle Indie occidentali. Nel settore manifatturiero rese migliore la qualità della produzione imponendo norme precise sui metodi di fabbricazione.

La riorganizzazione dell’esercito e il progetto espansionistico

Luigi si dotò anche di una grande forza militare. La riforma dell’esercito promossa da Louvois, il ministro della guerra. Furono istituite scuole per l’addestramento degli ufficiali. A ciò si aggiunse un rafforzamento del sistema di fortificazioni lungo le frontiere operato dal marchese Vauban. Tutto ciò fu fatto perché Luigi puntava a conquistare la supremazia in Europa. Infatti nel corso del suo regno tenne la Francia perennemente in guerra.

La politica culturale

Con la politica culturale cercò il controllo delle coscienze al fine di dare uniformità ideologica al regno. A tale fine il sovrano istituì strumenti di controllo e la censura che consentirono il controllo sistematico del dissenso. Tutti dovevano uniformarsi a una cultura ufficiale, al fine di accrescere il prestigio della Francia, infatti era convinto che doveva investire sulla cultura per dare lustro alla sua immagine, per questo fu un grande mecenate.

La vera meraviglia, del regno di Luigi XIV, fu la reggia di Versailles, costruita per celebrare i fasti e la gloria del sovrano. La nobiltà era obbligata a risiedervi e privata di potere effettivo. La vita nella reggia era regolata da procedure comportamentali.

La politica religiosa

La religione costituiva un indispensabile strumento di governo, pertanto il sovrano cercò di assicurarsi il controllo della chiesa francese, questo lo portò a scontrarsi con il papa, fino a raggiungere il momento più duro dello scontro quando nel 1682 Luigi fece approvare la dichiarazione dei quattro articoli, che affermava l’assoluta autonomia della chiesa francese da Roma e la dipendenza del clero dall’autorità de sovrano(gallicanesimo).Lo scontro si risolse nel 1693, quando luigi ritratto la dichiarazione. Un altro obiettivo di luigi fu il dissenso religioso in particolare da giansenisti e ugonotti.

Il giansenismo era una corrente interna al mondo cattolico elaborata da Jansen, e affermava la teoria della salvezza per mezzo della grazia, indipendentemente dalle opere. I giansenisti predicavano inoltre una vita austera lontana dai piaceri e dal lusso, ma auspicavano ad una religione più autentica, criticavano la corruzione.

Incontrò molto successo in Francia, tanto che il sovrano nel 1709 fece chiudere il monastero di Port Royal che era il centro di questo culto. Per l’assomiglianza al protestantesimo, il giansenismo fu condannato anche da Roma con la bolla Unigenitus (1713). In Francia vi erano molti ugonotti, che erano tollerati grazie all’editto di Nantes del 1598. Luigi con l’editto di Fontainebleau (1685) decretò la chiusura delle scuole protestanti, l’obbligo al battesimo cattolico, la conversione al cattolicesimo e la distruzione dei luoghi protestanti. Vi fu una tremenda persecuzione, tanto che gli ugonotti scapparono e questo fu un danno per l’economia francese che perse molti lavoratori.

La fine del Regno

Luigi XIV morì il 1° settembre del 1715. Alla sua morte ci furono festeggiamenti, manifestazioni di gioia popolare accompagnarono il convoglio funebre. Però il suo stato fu un modello di stato per gli europei.

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