Riassunto delle Guerre Persiane

Breve riassunto delle vicende e delle cause delle Guerre Persiane. Sviluppi della democrazia ateniese e schema degli eventi

Riassunto delle Guerre Persiane
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Le guerre persiane

Le guerre persiane furono una serie di conflitti avvenuti tra il 490 e il 479 a.C. tra l'Impero Persiano, guidato dalla dinastia degli Achemenidi, e le città-stato greche, in particolare Atene e Sparta. Le guerre persiane rappresentano un momento cruciale nella storia dell'antica Grecia, poiché segnarono una svolta nella lotta per l'indipendenza delle città greche e diedero origine all'espansione dell'influenza ellenica nel Mediterraneo orientale. 

Guerre persiane: riassunto

Battaglia di Salamina
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Nei secoli VII e VI a.C. i popoli greci impegnati nella grande espansione territoriale e politica, detta Seconda Colonizzazione.

In questo periodo, dovettero misurarsi con le altre potenze del Mediterraneo sia ad occidente che ad oriente. A occidente gli etruschi e i cartaginesi arginarono l'espansione greca verso l'alto Tirreno, senza però riuscire a compromettere il predominio ellenico nell'Italia meridionale.

Ma la minaccia più pericolosa arrivava da oriente: nel 545 a.C. il re persiano Dario annetteva all'impero l'Asia Minore entrando in diretta competizione con le poleis greche per il dominio sull'Egeo.

La rivalità fra i greci e la Persia divenne aperto conflitto nel 499 a.C., quando le poleis della Ionia insorsero contro gli eccessivi tributi imposti da Dario. Tra le poleis della madrepatria solo Atene (oltre ad Eretria) intervenne a fianco degli insorti, inviando una flotta.

La rivolta fu soffocata nel 493, e Dario progettò una spedizione punitiva contro Atene, ma subì un'umiliante sconfitta a Maratona (490 a.C.), dove l'esercito ateniese, nonostante la netta inferiorità numerica, vinse.

La vittoria di Maratona conferì un grandissimo prestigio ad Atene, che aveva assunto il ruolo di baluardo dell'indipendenza delle città greche. Questo nuovo ruolo della città ebbe riflessi sulla politica interna, in cui si contrapposero due indirizzi strategici:

  • quello di Temistocle, che riteneva che la città avrebbe potuto sostenere ulteriori scontri con la Persia solo se si fosse dotata di una potente flotta;
  • quello di Aristide, che confidava sulla fanteria e soprattutto temeva che il potenziamento della flotta: gli equipaggi erano formati dai teti, e questo avrebbe portato a un ulteriore allargamento dei diritti politici ai ceti meno abbienti.

L'ALLEANZA DELLE POLEIS GRECHE

Il successo ottenuto dagli ateniesi portò le altre poleis a impegnarsi nella guerra che il successore di Dario, Serse, stava preparando. Nel 481 a.C., una volta riunite al congresso dell'istmo di Corinto, le città pronte alla difesa sottoscrissero un'alleanza militare.

Il piano di Serse per la sua campagna in Grecia, iniziata nel 480, era più complesso di quello del padre:prevedeva un'invasione per via di terra accompagnata dall'azione di flotte navali. Dopo il rovescio delle Termopili, che aprì ai persiani la via alla Grecia interna, i greci ottennero un fondamentale successo navale a Salamina, grazie alla flotta ateniese. Seguì quindi la vittoria terrestre a Platea (479 a.C.), realizzata sotto la guida dello spartano Pausania.

L'offensiva di Serse fu un insuccesso ancor più grave di quello subito dal padre.

IL RUOLO DI ATENE

La seconda guerra persiana portò ai massimi storici il prestigio delle due poleis più importanti, Sparta e Atene; tuttavia, mentre la prima, dopo aver perso il comando delle forze di terra con di Pausania, si trovò in una condizione di isolamento, Atene seppe sfruttare al meglio il prestigio acquistato.

Attraverso la Lega di Delo, un'alleanza permanente con le altre poleis che versavano tributi per mantenere di una flotta comune, la città attica iniziò ad esercitare un controllo egemonico sulle poleis alleate.

La spinta a questa politica estera piuttosto aggressiva veniva sia dai teti, per cui il servizio nella flotta militare rappresentava ormai una professione, sia dai ceti manifatturieri e commerciali, che erano i primi a trarre beneficio dal dominio ateniese.

All'ascesa dei ceti popolari si accompagnò un'evoluzione democratica dell'ordinamento politico della città, guidata dapprima da Efialte e poi da Pericle, che condusse la politica cittadina dal 460 a.C. Alla morte, avvenuta nel 429 a.C.

L'accesso alle cariche politiche venne di fatto aperto ai cittadini di tutti gli ordini sociali, anche gintroducendo indennità e stipendi per l'esercizio delle magistrature. A eccezione degli strateghi, scelti per le loro capacità militari, gli altri magistrati vennero sorteggiati direttamente fra i membri della boulè, il principale organo esecutivo in età periclea.

I poteri dell'assemblea vennero ampliati, non solo dandole la funzione di giudicare i magistrati per il loro operato, ma riconoscendo a ogni cittadino il diritto di iscrivere all'ordine del giorno le proprie proposte.

Attraverso queste misure l'ordine democratico istituito da Clistene assunse un carattere popolare, che trovava forza nel peso militare e politico assunto dai teti e dai ceti commerciali della città.

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