Riassunto de Il sistema periodico di Primo Levi

Di Redazione Studenti.

Riassunto della trama, spiegazione e considerazioni personali sul libro Il sistema periodico di Primo Levi

IL SISTEMA PERIODICO

Il sistema periodico è un famoso libro di Primo Levi
Il sistema periodico è un famoso libro di Primo Levi — Fonte: getty-images

Il sistema periodico è stato scritto da Primo Levi dopo 30 anni dal ritorno da Auschwitz.

Il libro è diviso in 21 capitoli, ognuno di quali ha il nome di un elemento chimico, e racconta un episodio preciso della vita del suo autore, che riguarda in qualche modo l'elemento che dà il nome al capitolo.

Nel primo capitolo Primo Levi narra la abitudini e lo stile di vita dei suoi antenati. Fin da piccolo è attratto dalla chimica, al punto che all’università segue le lezioni di chimica generale ed inorganica laureandosi poi con 110 e lode.

Alla fine di novembre del 1941 va a lavorare come chimico in un laboratorio d’amianto dove estrarrà piccole quantità di nichel. Conosce molte persone e molte storie ma, data la situazione politica, mantiene un certo distacco dai colleghi.

Dopo molte prove, trova il metodo per estrarre una quantità maggiore di nichel, ma lo abbandona per il costo troppo elevato. Una mattina lo chiama al telefono il dottor Martini, che gli propone di lavorare come chimico in una fabbrica farmaceutica per trovare una cura per il diabete.

Qui ritrova Giulia, una compagna d’università della quale si accorge di essere innamorato solamente quando questa si sposa.

Nell'autunno del 1942 Primo Levi vive a Milano con sei amici torinesi: Euge, Silvio, Ettore, Lina, Vanda e Ada. Vivono scrivendo poesie,cercando di ignorare la guerra. L'8 settembresi accende però nei sette la maturazione di una coscienza politica.

Levi scende in campo coi partigiani, ma il 13 dicembre del 1943 viene catturato insieme ad Aldo e Guido. Nel novembre del 1944 Primo si trova nel campo di Auschwitz, dove lavora come chimico per la fabbrica della Buna. Per sopravvivere ruba qualsiasi cosa dal laboratorio, e un giorno trova delle barrette di ferro-cerio, con cui si possono fabbricare accendini, da vendere allo spaccio del lager.

Con l'aiuto dell'amico Alberto riescono a guadagnare viveri a sufficienza fino all'arrivo dei Russi. Alberto non sopravvive alla marcia di ritorno.

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Tornato in Italia Primo Levi si mette in società con un amico, Emilio. Insieme analizzano i composti che i pochi clienti portano loro, ma i guadagni sono scarsi, e i due sono costretti a smantellare il laboratorio e installarne uno più precario e disordinato nella casa dei genitori di Emilio.

Abbandonato anche questo lavoro, Levi viene assunto prima nel Servizio Assistenza Clienti che si occupa della vendita diretta al pubblico di alcuni prodotti, e poi in una fabbrica di vernici. Incontra qui due vecchi amici: Cerrato, al quale esprime il desiderio di voler scrivere un libro sul loro mestiere di chimici, e poi il dottor Muller, conosciuto nella fabbrica di Buna durante il soggiorno nel lager.

Levi gli manda una lettera con l'edizione tedesca di Se questo è un uomo. Il dottore risponde confermando la sua identità: dice di essere pentito di ciò che era avvenuto, ma si scusa dicendo che lui non immaginava minimamente cosa avvenisse ai prigionieri di Auschwitz.

L’autore rivela allora l'intento del libro: raccontare la storia del chimico.

IL SISTEMA PERIODICO, COMMENTO

È difficile citare un singolo brano, perché Levi in ogni capitolo dà degli insegnamenti non solo sul lavoro di chimico ma sulla vita in generale. Fondamentale è questo brano:

. . . Poco da fare, la caldaia stava andando in pressione.  
"Spegni e scappa". "Spegni tutto e scappa". Ma non scappò: acchiappo' una chiave inglese e menava colpi sul tubo del vuoto, per tutta la lunghezza: doveva essere ostruito, non c'era un'altra ragione possibile. Picchia e ripicchia: niente di fatto, la pompa continuava a macinare a vuoto, e la lancetta ballonzolava intorno a un terzo di atmosfera.  (…) A pugni stretti e a testa calda, Lanza andava farneticando di scoperchiare il boccaporto per lasciare sfogare la pressione; cominciò ad allentare i bulloni ed ecco schizzare friggendo dalla fenditura una bava giallastra con soffi di fumo impestato: la caldaia doveva essere piena di schiuma.

(…) E allora alla cosa più ovvia: aprì la valvola della ventola d'aspirazione mise questa in moto, chiuse i coprivuoto e fermò la pompa. Con sollievo e con fierezza, perché l'aveva studiata giusta, vide l'ago salire fino a zero, comeuna pecora smarrita che ritorni all'ovile, e inclinandosi di nuovo docilmente dalla parte del vuoto.  
Si guardò intorno, con un gran bisogno di ridere e raccontarla, e con un senso di leggerezza in tutte le membra.

Qui Levi mostra che l’uomo, davanti all’irreparabile, deve sempre seguire la logica.

Il libro coinvolge e fa immedesimare nella vita di un chimico: il lettore più adatto è probabnilmente proprio chi conosce o pratica questa professione. Allo stesso tempo, deve amare l’autore che in questo libro è ancor più un maestro di vita.

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