Riassunto capitolo 24 de I promessi sposi | Video

Di Marta Ferrucci.

Riassunto capitolo 24 de I promessi sposi. Don Abbondio teme don Rodrigo dopo il colloquio col Cardinal Borromeo e Lucia si pente del suo voto

CAPITOLO 24 I PROMESSI SPOSI

Fonte: Video Interni

Lucia viene liberata e l'Innominato le chiede perdono. Decide di cambiare vita e invita i bravi con le stesse intenzioni a seguirlo. Don abbondio è sempre più tormentato: non è decisamente un uomo nato per l'avventura eppure sembra che questa vada a cercarlo di proposito.

Il capitolo 24 dei Promessi Sposi è il capitolo in cui Lucia viene liberata e può, finalmente, lasciare il castello dell'Innominato. La narrazione si apre con la ragazza che al risveglio trova nella sua stanza la vecchia,  l'unico personaggio a mantenere le caratteristiche che aveva nei capitoli precedenti, anche Don Abbondio e la donna che le è stata inviata dal cardinale Federico Borromeo.

CAPITOLO 24 PROMESSI SPOSI ANALISI

Questi cercano di rassicurarla, rassicurazioni che aumentano nel momento in cui viene raggiunta anche dall'Innominato che chiede subito il suo perdono. La ragazza, ovviamente, glielo concede e, mentre si rivolge a lui, sente crescere dentro di sé un senso di speranza e di santità

I quattro partono alla volta del paese ma Don Abbondio è costretto a viaggiare sulla mula e questo fornisce a Manzoni l'occasione di alleggerire un po' la drammaticità del racconto, predendosi di nuovo il gioco del curato che non smentisce la propria natura. Don Abbondio, lungo tutto il tragitto, non solo si lamenta della scomodità del viaggio ma esprime il timore che i bravi e Don Rodrigo possano poi arrabbiarsi con lui.

CAPITOLO 24 PROMESSI SPOSI TESTO RIASSUNTO

Un'altra delle preoccupazioni di Don Abbondio è quella di spiegare a Borromeo la questione del matrimonio non celebrato. Infatti, non solo questo è ciò che ha dato il via a tutte le vicende del romanzo ma è anche una problematica che ritroveremo nei capitoli successivi.

Ritratto di Alessandro Manzoni
Ritratto di Alessandro Manzoni — Fonte: ansa

Nulla però si risolve perché il prelato viene salvato all'ultimo minuto dal fatto che la funzione non sia ancora terminata e questo gli dà l'occasione per sottrarsi a un  confronto diretto con il cardinale e per incamminarsi verso la propria parrocchia.

Nel frattempo, lungo la strada, incontra Agnese, alla quale chiede di non raccontare al cardinale Borromeo la questione del matrimonio. Nel paese, intanto, la funzione è terminata e Lucia viene ospitata dalla moglie del sarto. Poco dopo, proprio a casa del sarto e di sua moglie, Lucia potrà finalmente riabbracciare sua madre.

Qui abbiamo un primo scioglimento delle vicende però Lucia decide di non raccontare del voto fatto alla vergine Maria e questo segna un certo cambiamento all'interno del personaggio: da questo momento in poi Lucia sarà assediata da una dualismo perché da una parte si sentirà spinta dall'amore e dall'altra dalla fede; da una parte avrà il suo istinto e dall'altra la religione. Si mantiene comunque un personaggio portatore di grazia poiché la sua convinzione è che, agendo nel modo voluto da dio, si agisce sempre bene.

Dopo aver pranzato con l'Innominato, anche il Cardinal Federigo Borromeo raggiunge il gruppo e Agnese, che è un altro di quei personaggi che Manzoni usa per spezzare un po' la tensione, racconta i fatti e si lascia sfuggire anche che il matrimonio non è stato celebrato proprio per colpa di Don Abbondio.

Un'illustrazione dell'edizione del 1840
Un'illustrazione dell'edizione del 1840 — Fonte: ansa

CAPITOLO 24 PROMESSI SPOSI PUNTI FOCALI

Che cosa devi ricordare di questo capitolo così ricco? La cosa importante è l'evoluzione o la non evoluzione dei vari personaggi, oltre appunto a Lucia, Don Abbondio e Agnese, ma puoi fare un breve accenno anche alla famiglia del sarto. Infatti, se da una parte sua moglie è un'esponente di una gentilezza aristocratica che si manifesta nel momento in cui - a differenza della Monaca di Monza - chiede a Lucia la sua storia senza fare domande che possano metterla in imbarazzo, dall'altra abbiamo suo marito, il sarto, palesemente convinto di essere la persona più acculturata di tutto il suo paese perché incarna quell'aristocrazia convinta che il suo status sia elevato dalla mediocrità.

Il sarto, però, è un vero e proprio mediocre e Manzoni si prende il gioco di lui nel momento in cui lo pone di fronte al cardinale e non gli fa pronunciare niente di particolarmente intelligente.

Il capitolo si conclude nelle stanze del castello dell'Innominato dove l'uomo, ormai convertito, fa sapere ai bravi che le cose sono cambiate e chiede chi di loro vuole comunque rimanere con lui, affermando che tutti coloro che accetteranno la nuova legge potranno addirittura avere il suo ultimo pezzo di pane.

A questo punto, come non faceva da anni, l'uomo prima dice le proprie preghiere e poi riesce ad addormentarsi sereno, esattamente come quando era bambino.

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