Capitoli 7 e 8 de I promessi sposi di Manzoni, riassunto | Video

Di Marta Ferrucci.

Riassunto breve dei capitoli 7 e 8 dei Promessi Sposi di Manzoni. Ecco per voi il video con trama, analisi e spiegazione veloce per un ripasso facile

Fonte: Video Interni

RIASSUNTO CAPITOLO 7 E CAPITOLO 8 PROMESSI SPOSI - I capitoli 7 e 8 sono dedicati alla notte degli imbrogli e sono ricchi di suspense. Fra Cristoforo comunica che la sua visita a Don Rodrigo non ha avuto gli effetti sperati. Renzo ha uno scoppio d'ira e questo serve a Manzoni per descrivere il carattere del giovane. In questo capitolo, infatti, si assiste ad una riflessione dello scrittore sul carattere dei personaggi che si alternano in un equilibrio perfetto.

CAPITOLO 7 PROMESSI SPOSI SEQUENZE

La narrazione si apre con Fra Cristoforo che rivela a Renzo e Lucia che purtroppo la sua visita Don Rodrigo è stata inutile, ma che potrebbe avere in mano un filo per salvarli, di cui gli darà notizia soltanto il giorno successivo.

Noi sappiamo che questo filo o altro non è se non la confessione del servo di Don Rodrigo che arriverà solamente il giorno dopo. Passata la visita però Renzo perde di nuovo la pazienza: questo scoppio d'ira serve a Manzoni per sottolineare qual è il carattere del personaggio di Renzo.

RIASSUNTO CAPITOLO 7 PROMESSI SPOSI

Cerca di ricordarti che nonostante il capitolo 7 sia un capitolo di passaggio non è per niente vero che Manzoni è meno curato nello stile, tutt'altro. In questo capitolo, infatti, suspense tensione e riflessione sulle caratteristiche dei personaggi si alternano in un equilibrio perfetto.

Questa ira di Renzo convince Lucia a consentire allo stratagemma del matrimonio: come tu sai questo stratagemma non era in linea con la morale Manzoniana e infatti qui l'autore cerca di giustificare il suo personaggio dicendo che forse la fanciulla non era completamente d'accordo quando acconsentì.

Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni — Fonte: ansa

Comunque si decide di mandare il piccolo nipote dodicenne di Agnese, Menico, il giorno dopo a trovare Fra Cristoforo in modo di avere comunque notizie dal frate. Nel frattempo, nel corso della giornata successiva, si verificano degli strani accadimenti: la casa viene quasi presa di mira da strani personaggi tra cui un mendicante che cerca in tutti i modi di entrare di esplorare le varie stanze.

Manzoni ricorre di nuovo alla sua voce di narratore onnisciente e ci racconta che questi strani personaggi sono stati mandati da Don Rodrigo in persona. Infatti, nonostante le parole di Fra Cristoforo sembravano essere cadute, una volta che il frate  abbandona la stanza, Don Rodrigo sembra quasi inquieto, piuttosto pensieroso.

Alcuni critici hanno visto in questo momento Don Rodrigo quasi un inizio di conversione ma è in realtà è un nulla di fatto perché è passato questo momento Don Rodrigo chiama il Griso e gli chiede di rapire Lucia facendo in modo però di non torcere nessun capello alla ragazza.

Nel resto della narrazione vediamo un Don Rodrigo piuttosto stranito e preoccupato al punto tale che suo cugino si rende conto del cambiamento del suo animo e gli chiede se non vuole  direttamente pagare la scommessa dato che la perdere. Ma il mattino dopo Don Rodrigo si sveglia di nuovo se stesso, ovvero dotato della cattivera che l’aveva sempre contraddistinto… ed è così arriviamo alla notte degli imbrogli.

L'ENTRATA IN SCENA DI TONIO E GERVASO

Prima di andare verso Don Abbondio, Renzo con i suoi compagni Tonio e Gervaso si recano all'osteria.  Qui incontriamo il primo oste del romanzo, figura si mostra per quello che è, una persona per cui l'utile viene prima della morale, un personaggio che favorisce il male. In questo caso, per esempio, non rivela a Renzo  l'identità dell'avventore che lo sta spiando che altri non è se non uno scagnozzo di Don Rodrigo ma rivela a questo scagnozzo l'identità di Renzo,  favorendo dei piani malvagi.

La narrazione del capitolo si chiude quella sera che cala e Tonio e Gervaso che si recano da Don Abbondio facendosi aprire da Perpetua con la scusa di saldare alcuni debiti ed è proprio su questo calar della sera che si aprirà il capitolo successivo.

LA FIGURA DI DON ABBONDIO

Nel successivo troviamo Don Abbondio intento nelle sue letture e qui se vuoi puoi aggiungere che pronuncia la famosa frase “Carneade! Chi era costui?” sintomo dell'effettiva ignoranza del povero prelato che ogni sera prova a leggere qualcosa con lo scopo di acculturarsi.

Nel frattempo Perpetua apre ad Agnese che con uno stratagemma legato ad un pettegolezzo riesce a farla allontanare dalla casa.  Quindi Tonia e Gervasio salgono su Don Abbondio e mentre il prelato firma la ricevuta dei soldi che sta in questo momento acquisendo, compaiono quasi dal niente Renzo e Lucia pronti per dichiararsi marito e moglie e come da piani.

In questo momento però Don Abbondio se ne accorge inizia a chiamare aiuto si ribella il calo fallisce miseramente e Manzoni a una osservazione molto utile: in questo momento godono a voglio che chiede aiuto sembra che Renzo sia l'oppressore mentre in realtà è l'oppresso nella verità dei fatti.

IL PIANO PER RAPIRE LUCIA

Contestualmente anche l'altro piano, quello dei bravi di rapire Lucia, fallisce miseramente perché si recano a casa di poesie ma non trovano nessuno se non Menico che era di ritorno dal convento. A questo punto bisogna ricordarsi una cosa particolare di questo capitolo: che è costruito come un contrappunto musicale. Da una parte c'è il silenzio e dall'altra parte ci sono le grida, le urla; da una parte la luce e dall'altra il buio; e questo si verifica soprattutto dopo che Don Abbondio inizia a suonare le campane.

In questo momento c'è quindi una grandissima confusione e il paese si sveglia e scende in piazza, ma piano piano la situazione ritorna nella normalità e ci lascia nel privato della chiesa dove Fra Cristoforo si confronta con i Promessi Sposi e consiglia loro la fuga.

L'ADDIO AI MONTI

Questo è il primo momento di forte religiosità del romanzo: c'è da una parte la religiosità di fra Fra Cristoforo pronto a mettere da parte se stesso e a pregare per il suo nemico e dall'altra la religiosità di Lucia. Infatti è questo il capitolo che contiene il famoso addio ai monti: Lucia deve salutare tutta la propria famiglia, le proprie aspettative, il proprio futuro di sposa, il proprio futuro di madre e si rifugia in Dio. In poche parole Dio viene visto come un effettivo rifugio di fronte a quelle che sono le difficoltà di tutti i casi della vita.

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