Riassunto di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll

Di Redazione Studenti.

Alice nel paese delle meraviglie o Alice in Wonderland: riassunto del libro più famoso dello scrittore britannico Lewis Carroll

Alice nel paese delle meraviglie

Alice nel paese delle meraviglie è uno dei romanzi più famosi di Lewis Carroll
Alice nel paese delle meraviglie è uno dei romanzi più famosi di Lewis Carroll — Fonte: getty-images

Alice nel paese delle meraviglie (titolo originale Alice in Wonderland) è un libro scritto da Charles Lutwige Dodgson, in arte Lewis Carroll, che racconta una storia fantastica: “Converrete infatti che di recente le erano capitate tante di quelle cose fuori dal normale che Alice cominciava a pensare che ne restavano pochissime davvero impossibili”.

Trama di Alice in wonderland

La storia inizia con un’introduzione in versi dell’autore, che narra di una gita con le sue tre nipoti in un pomeriggio di maggio. Le tre ragazze gli chiedono con insistenza di narrare una storia che le faccia viaggiare con la fantasia: “Mettici dentro nonsense a palate!”. Alice Liddell, la protagonista del racconto, è una ragazza inglese amante dei racconti di fantasia e delle filastrocche che le bambine di quel tempo usano imparare a memoria a scuola.

La piccola Alice si trova in campagna insieme alla sorella, quando a un tratto vede sbucare dal nulla un Coniglio Bianco con gli occhi rosa che le passa accanto di fretta. La bambina decide di seguire il Coniglio e, dopo essersi infilata in un buco nel terreno, si ritrova sbalzata in un altro mondo, completamente fantastico, dove vive avventure surreali tra animali parlanti, dolcetti che le permettono di cambiare dimensioni a suo piacimento e altri nonsense che caratterizzano l’intero racconto.

“Giù, giù, giù. Avrebbe mai finito di cadere?… -Starò avvicinandomi più o meno al centro della Terra. Vediamo un po’: dovrebbe fare un seimila chilometri, penso”.

Alice continua a precipitare nel vuoto a lungo, e mentre lo fa, paradossalmente, riesce anche ad addormentarsi: questo è solo il primo di una serie infinita di nonsense e situazioni inverosimili che accompagneranno Alice nella sua avventura. Dopo vari sconvolgimenti della situazione ed eventi completamente casuali che vedono la protagonista prima ingrandita a dismisura, poi incredibilmente piccola, oppure in mezzo a un gruppo di animali parlanti, o ancora al cospetto di una tartaruga intelligente, la storia giunge al culmine del nonsense quando Alice arriva in un bellissimo giardino che si trova dietro una porta microscopica. La ragazza trova, appena entrata nel parco, delle carte da gioco animate e dominate dalla Regina di Cuori, una donna del tutto fuori di senno, che per risolvere i problemi ne ordina la decapitazione del responsabile.

Il Bianconiglio
Il Bianconiglio — Fonte: getty-images

Nel giardino si trovano tutti i personaggi incontrati da Alice nella sua avventura. Ci si prepara per una partita di croquet organizzata per sfidare la regina. Quando Alice crede ormai di aver passato il peggio in questa sua avventura nel paese delle meraviglie, viene portata in un’aula di un tribunale per testimoniare su un furto avvenuto a Corte. Alla fine di questo processo, insensato proprio come la stessa storia, proprio quando la regina ordina di tagliare la testa ad Alice, la ragazza si sveglia vicino alla sorella intenta a leggere un libro sulla riva di un fiume.

L’unica cosa che le resterà sarà il ricordo di tante storie straordinarie e insensate caratteristiche del suo pensiero da bambina.

Alice nel paese delle meraviglie: personaggi

I personaggi di Alice nel paese delle meraviglie sono numerosi: tutti hanno una caratterizzazione a sé e, con una lettura approfondita, possono diventare veri e propri elementi satirici o simbolici. Le descrizioni fisiche sono, come nella mente dei bambini, poco dettagliate ma estremamente focalizzate negli elementi bizzarri che caratterizzano in modo unico i vari personaggi.

Alice Liddell

La protagonista del racconto è Alice Liddell, una bambina di circa dieci anni. La sua giovane età e poca esperienza saranno evidenziate nei ragionamenti sconclusionati che farà per spiegare le situazioni impossibili in cui si troverà: proprio come i bambini Alice tempesta gli altri personaggi di domande, ricevendone in cambio risposte che la trattano come un'adulta.

“- Hai mai visto lo schizzo di una linea di massima? - - Per la verità, adesso che me lo chiedi – disse Alice molto confusa – non mi pare… - Allora faresti meglio a stare zitta! – disse il Cappellaio… Questa risposta sconcertò a tal punto la povera Alice che per un po’ lo lasciò continuare senza interromperlo”.

Il passaggio attraverso le porte di varie dimensioni simboleggia il periodo di cambiamenti caratteristico della crescita: non è né una bambina né una donna, e perde spesso la sicurezza delle sue abilità e del suo corpo (in un momento al culmine del nonsense la ragazza immagina di mandare lettere ai suoi piedi perché sono così lontani che non riesce a vederli).

La Regina di cuori

Alice Liddell
Alice Liddell — Fonte: getty-images

Gli altri personaggi sono tutti parte del messaggio politico nascosto da Carroll dietro un'apparentemente semplice storia per bambini. La Regina di Cuori per esempio rappresenta la monarchia inglese e in generale tutta la nobiltà: pretende di governare su tutti e pensa di poter risolvere ogni problema di governo con la decapitazione dei malcapitati. 

Ma il personaggio rappresenta anche il confronto tra Alice e il mondo adulto: autoritario, deciso, ristretto nella mentalità oscurata dai problemi quotidiani.

La nobiltà

Oltre alla Regina di Cuori, altri personaggi rappresentano la nobiltà inglese: la Duchessa, che si preoccupa di sciocchezze come il troppo pepe nella sua cucina; il Cappellaio e la Lepre Marzolina, che rappresentano le feste della nobiltà, ricche di discussioni inutili e vuote: “è il tè più stupido che abbia mai preso in vita mia!”; le carte, prive di spessore proprio come i nobili della società inglese dell’Ottocento, sottomessi al sovrano e timorosi del suo giudizio (le carte hanno paura che la regina ordini di tagliare loro la testa).

“- Chiudi il becco! – disse la Regina, facendosi scarlatta.

- Chiudilo tu! – disse Alice.

- Boia, un bel zac a quella lì! – strillò la Regina con quanto fiato aveva in corpo.”

Il Bianconiglio

Il Coniglio Bianco o Bianconiglio, diversamente da tutti questi personaggi, rappresenta tutto il resto del popolo inglese, sottomesso alla nobiltà criticata da Carroll: ha paura di tutti e corre da una parte all’altra perennemente in fuga, poiché teme che alla prima sosta gli venga tagliata la testa.

La fretta del Coniglio rappresenta anche il mondo adulto, sempre occupato in tanti problemi e privo di momenti di riposo.

Lo Stregatto

Ultimo ma importantissimo personaggio è il Gatto del Cheschire, o Stregatto: col suo sorriso appariscente e sempre presente, ritrae l’autore del racconto, che utilizzando l’abile stratagemma della storia per bambini, espone clandestinamente tutte le sue critiche beffandosi della società senza timore di essere scoperto.

L'ambientazione di Alice nel paese delle meraviglie

I luoghi in cui si svolge la storia sono tutti fantastici, tranne la riva del lago dove si trova la protagonista all’inizio del racconto. La ragazza si sposta spesso tra posti bizzarri e inverosimili (Alice si trova in precipizi infiniti o in posti di dimensioni sproporzionate). Le descrizioni dei luoghi si soffermano molto nei dettagli e nei colori che spiccano tra tutti gli altri, proprio come avviene nell’immaginazione dei bambini: “passò finalmente nel bel giardino, tra le aiuole rilucenti di colori e i freschi zampilli di fontane”.

L’ambiente è vario ma si concentra in contesti che possono meglio raffigurare i nobili, cui si rivolge la critica maggiore.

Alice in wonderland: la lingua

Per quanto riguarda il linguaggio, si deve fare una premessa: il testo originale è scritto in inglese, ed è pieno di giochi di parole, figure retoriche, filastrocche e proverbi. Rendere lo stesso effetto in un’altra lingua è complicatissimo.

Le traduzioni italiane sono quindi molto diverse, e ognuna rappresenta un libro a sé. La particolarità del racconto è che vengono citate numerose filastrocche tipicamente inglesi dei tempi di Carroll, che vengono però distorte perché Alice sostiene di non ricordare bene le parole: questo meccanismo serve a dare modo al lettore di entrare maggiormente nella mente della protagonista, una mente da bambina in cui il nonsense fa da padrone.

“ – Recita Caro vecchio buon papà, disse il Bruco. Alice si mise a braccia conserte e cominciò… - Non me la conti giusta – disse il Bruco.

“Si, temo che sia un po’ diversa – disse Alice timidamente – è stata cambiata qualche rima qua e là”.

Alice nel paese delle meraviglie: il contesto storico

La regina Vittoria
La regina Vittoria — Fonte: getty-images

Il periodo storico in cui Carroll ambienta il racconto non è specificato, ma si può ipotizzare che sia contemporaneo alla vita dell’autore, dal momento che nella vita reale proprio lui era precettore della bambina protagonista della storia: Alice Liddell.

Alice nel paese delle meraviglie è un racconto che fa del nonsense il suo senso ultimo, e crea una rete intricata di significati tra personaggi talmente incredibili da meritare infinite trasposizioni cinematografiche. Un messaggio molto particolare riguarda la psicologia e il pensiero dei bambini: il continuo cambiare dimensioni rappresenta il cambiamento di Alice nella crescita (esattamentecome avviene a tutti i bambini, che si sentono più piccoli o più grandi a seconda della situazione in cui vengono a trovarsi).

“Evviva, sono a metà dell’opera! Però tutti questi cambiamenti fan girare la testa, non si sa mai quello che si diventa da un momento all’altro!”

Non bisogna dimenticare inoltre che proprio in quel periodo, ovvero l'età Vittoriana, stava prendendo forma la teoria pedagogica dell’educazione dei bambini. Rousseau teorizzò un programma pedagogico basato sul concetto dell'"educazione preventiva", ovvero di un'educazione che non inculca alcuna virtù, ma previene il vizio, non insegna la verità, ma preserva dall'errore consentendo il libero sviluppo della personalità.

Rousseau espone la sua visione dell'educazione nell’Emilio, un libro parzialmente di fantasia, che racconta nei dettagli la crescita di un giovane ragazzo chiamato appunto Emilio, guidato dallo stesso autore. È lui a portarlo nella campagna, il luogo che, per lui, è maggiormente congeniale alla natura umana, diversamente dalla città, dove rischierebbe invece di apprendere unicamente cattive abitudini, sia dal punto di vista fisico che morale.

Obiettivo dell'educazione, dice Rousseau, è come imparare a vivere, cosa che si ottiene seguendo un guardiano in grado di mostrare la strada per una buona vita. La teoria appena esposta è strettamente collegata con l’opera di Carroll, in cui Alice si ritrova a dover affrontare i problemi completamente sola: non può contare su nessun consiglio ma resta affidata alle proprie scelte e alla sua esperienza.

Leggendo le pagine di Carroll tuttavia troviamo, con una lettura più approfondita rispetto a quella che si attribuirebbe a un normale racconto per bambini, numerose analogie con la vita reale, tanto da far diventare il libro un’opera aperta a diversi livelli di interpretazione. La cosa che stupisce di più in questo libro è l’assonanza tra il mondo fantastico, popolato da personaggi improbabili e strani, con la nostra società moderna, dove la gente sembra completamente impazzita e solo la mente innocente di un bambino può trovare una spiegazione a tutti i fatti incredibili che avvengono ogni giorno.