Repubbliche marinare

Di Redazione Studenti.

Storia e caratteristiche delle Repubbliche Marinare, ovvero di Amalfi, Pisa, Genova e Venezia

COSA SIGNIFICA REPUBBLICA MARINARA?

Con il termine di repubblica marinara si definisce una città portuale che dal Medioevo, grazie all’intensa attività commerciale che gli viene dalla sua privilegiata posizione geografica, diventa ricca e potente. Grazie a questa prosperità economica, la repubblica marinara conserva autonomia politica, forza e potere.

QUALI SONO LE QUATTRO REPUBBLICHE MARINARE?

Alla fine dell’alto medioevo la maggior parte delle coste italiane non aveva subito le occupazioni barbariche grazie alla presenza della flotta bizantina. Mentre nel resto d’Italia c’era il feudalesimo, città come Venezia, Pisa, Genova, Amalfi, Gaeta, Napoli, Trani e Bari poterono conservare la propria indipendenza e continuare indisturbate i commerci con l’Oriente bizantino. Questa indipendenza è importante per gli statuti che verranno presi a modello quando (nel 1.100 d.C. circa) nasceranno i comuni. Le repubbliche marinare più note e potenti sono quattro. In comune hanno il commercio marittimo e la cantieristica navale ma sono diverse territorialmente:

  1. Venezia è una città lagunare;
  2. Genova portuale;
  3. Amalfi adiacente al mare con a ridosso le montagne;
  4. Pisa fluviale con l’estuario dell’Arno a 6 km di distanza (oggi 11 km).

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELLE REPUBBLICHE MARINARE?

L’indipendenza. Di fatto le repubbliche marinare sono delle città-stato. Hanno leggi proprie e una moneta propria riconosciuta e accettata in tutto il Mediterraneo. Hanno un governo repubblicano e dei consoli (cioè dei propri rappresentanti) nei paesi stranieri con cui commerciano e viceversa, ovvero hanno a loro volta dei rappresentanti stranieri in città. Partecipano alle crociate e alle iniziative volte a reprimere la pirateria. Partecipare alle crociate dava anche la possibilità di espandersi commercialmente. La repressione della pirateria era invece una necessità, per rimuovere una grave minaccia ai traffici marittimi e quindi ai guadagni.

Amalfi
Amalfi — Fonte: getty-images

AMALFI

Amalfi, anche se era dipendente dall’Impero bizantino, fin dal X secolo aveva un governo presieduto da un duca eletto dal popolo. Con le sue navi (usate per il commercio ma non per la guerra) toccava molti porti mediterranei dove venivano fondate le colonie. Amalfi creerà la prima costituzione, le cosiddette “Tavole amalfitane”, il primo esempio di leggi marittime. Le rotte commerciali di Amalfi e Pisa erano analoghe: con due attacchi alla sua antagonista (rispettivamente il 1135 ed il 1137) Pisa sconfisse la sua rivale.

PISA

Intorno al IX secolo d.C. Pisa iniziò a costruirsi uno Stato indipendente. Questa repubblica aveva una posizione geografica strategica, sia dal punto di vista commerciale che di difesa: grazie alla presenza dell’Arno reso navigabile dalle navi affilate di cui disponevano, il fiume rappresentava anche un’efficiente arma a difesa della città. I pisani crearono una raccolta di leggi che prende il nome di “Statuto”, scritta dai consoli che comandavano la repubblica. I consoli venivano eletti direttamente dal popolo tra quelli appartenenti alle sette arti (carpentieri, lavoratori della lana e delle vele, cotone, seta, orafi, fabbri, beccai – cioè - macellai, speziali – ovvero i farmacisti). Pisa combatté contro i Saraceni anche con l’aiuto di Genova riuscendo a cacciarli dalla Sardegna, Corsica, Sicilia - dove requisiranno i marmi pagani nel 1054 – dall’Africa e dalle isole Baleari. Nei vari contrasti tra repubbliche, alla fine Pisa venne sconfitta dai genovesi nella battaglia navale della Meloria (1284).

GENOVA

Inizialmente Genova era governata dai marchesi Obertenghi ma alla fine diventò uno stato autonomo. Il primo Doge (capo del governo) fu Simon Boccanegra (1339), anche se la Campagna (l’associazione di mercanti e navigatori) ebbe un ruolo importante nel governo. Genova era in conflitto con Venezia che in un primo momento venne sconfitta nella battaglia di Curzula (1298). Nel 1380 ebbe invece la meglio, sconfiggendo i genovesi a Chioggia.

Facciata del palazzo Falier a Venezia
Facciata del palazzo Falier a Venezia — Fonte: ansa

VENEZIA

Nacque all’epoca delle invasioni barbariche quando alcuni romani si rifugiarono nelle isole della laguna. Tra tutte le isole, Rialto è la più importante perché era qui che aveva sede il governo. Venezia ottiene l’indipendenza dai bizantini con il patto di Lotario nell'840. La sua strategica posizione geografica consente a Venezia di diventare l’intermediaria dei commerci tra Oriente ed Occidente. Quando si indebolisce e poi viene meno l’autorità bizantina, il duca venne sostituito con il doge, una carica inizialmente ereditaria che in seguito diventa elettiva. Il doge viene assistito dal Maggior Consiglio (aristocratici) e dal Consiglio Minore (cittadini). L’ascesa di Venezia si ha con l’occupazione della Dalmazia (1000 d.C.) quando il doge prese il titolo di Duce dei Veneti e dei Dalmati. La repubblica di Venezia finisce nel 1797 quando Napoleone, con il trattato di Campoformio, la vende all’Austria.