Renzo Tramaglino: descrizione del personaggio

Di Redazione Studenti.

Renzo Tramaglino: descrizione del personaggio. Carattere, storia, citazioni testuali del protagonista dei Promessi Sposi di Manzoni

RENZO TRAMAGLINO

Renzo e Lucia
Renzo e Lucia — Fonte: getty-images

Renzo Tramaglino è il protagonista dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Cosa sappiamo di questo personaggio? Cosa ci dice il suo autore nel testo? Qual è la sua storia?

Orfano, Renzo è il protagonista della storia, e rappresenta il ceto popolare che, nel suo caso specifico, subisce una trasformazione dal negativo al positivo. Nel Romanzo commette spesso sciocchezze perché Manzoni attraverso di lui mostra il carattere del giovane inesperto che matura commettendo degli errori e degli sbagli. Un personaggio decisamente in crescita, insomma.

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RENZO TRAMAGLINO, DESCRIZIONE FISICA

Manzoni presenta Renzo tramite un breve ritratto diretto all’inizio del cap. II, procurandoci una breve descrizione:

«…Lorenzo, o come dicevan tutti, Renzo non si fece molto aspettare […]. Era fin dall’adolescenza, rimasto privo de’ parenti, ed esercitava la professione di filatore di seta, ereditaria, per dir così, nella sua famiglia […] Oltre di questo possedeva Renzo un poderetto che faceva lavorare e lavorava egli stesso, quando il filatoio stava fermo; in modo che, per la sua condizione, poteva dirsi agiato[…]. Comparve davanti a don Abbondio, in gran gala, con penne di vario colore al cappello, col suo pugnale dal manico bello, nel taschino dei calzoni, con una cert’aria di festa e nello stesso tempo di braveria, comune allora anche agli uomini più quieti…»

RENZO TRAMAGLINO, CARATTERE

Renzo è un giovane che, nato e cresciuto nel limitato ambiente del suo paese, conosce la vita solo nei suoi aspetti più semplici e consueti, cioè la fatica del lavoro e la forza degli affetti: la prima, affrontata con l’entusiasmo e il vigore dei vent’anni, l’altra intimamente sentita e tutta concentrata su un unico affetto.

Renzo, di indole buona, ha tuttavia un temperamento impetuoso, incline a scatti e ribellioni improvvise («un agnello se nessun lo tocca – pensa di lui don Abbondio – ma se uno vuol contraddirgli…ih!») che presto vengono e presto si dissipano e si calmano. Si tratta quindi d’esuberanza più che di prepotenza, di vivacità unita ad un’ingenuità talvolta fanciullesca.

Renzo è però anche un personaggio intelligente, che impara ad essere scaltro: queste sue caratteristiche si rivelano particolarmente infallibili nei momenti più critici. 

Renzo non pensa al male, è anzi incline a giudicare il suo prossimo con ottimismo. Tuttavia, quando è ben certo di trovarsi di fronte al sopruso e alla prepotenza, si ribella.

Renzo nel corso della storia vive una catarsi. Il suo processo di formazione si attua attraverso due esperienze:

  • La sommossa popolare (l'assalto ai forni)
  • La peste di Milano.

Grazie a questi momenti, Renzo comprende la vanità delle pretese umane, e si rassegna alla volontà di Dio. Fondamentali per questa trasformazione sono la notte passata sull’Adda, in cui Renzo fa il bilancio degli errori commessi durante la sommossa, e il perdono concesso a Don Rodrigo in agonia nel lazzaretto.