Il Realismo nel romanzo europeo: caratteristiche e protagonisti

Il Realismo nel romanzo europeo: caratteristiche e protagonisti A cura di Claudia Papaleo.

Caratteristiche del romanzo realista europeo. Analisi e trama delle opere più importanti di Stendhal e Honoré de Balzac come Il Rosso e il Nero, La certosa di Parma, la Commedia umana

1Cos’è il romanzo realista? Introduzione e significato

Ritratto di Stendhal (1783-1842)
Ritratto di Stendhal (1783-1842) — Fonte: getty-images

Come succede in Inghilterra anche in Francia, nel corso dell’Ottocento, si assiste al grande sviluppo della narrativa in prosa. Qui, in particolare, ad avere grande fortuna, a partire dal 1830, è il romanzo realista volto a esplorare, con profonda consapevolezza, la dimensione della modernità.   

A distinguersi in tal senso, per l’eccezionale rilievo delle proprie opere, sono due narratori su tutti: Stendhal e Honoré de Balzac. Entrambi mostrano la Francia a loro contemporanea: quella della Restaurazione, il primo e quella di Luigi Filippo, il secondo, basandosi sull’osservazione e lo studio sociale.

2Stendhal

Stendhal nasce nel 1783 e muore nel 1842. Nel 1800 partecipa alla spedizione di Napoleone in Italia e, per qualche anno, si stabilisce a Milano, fin quando decide di seguire nuovamente il generale in Germania, Austria e Russia, dove la campagna si risolve in un disastro. Caduto Napoleone, Stendhal torna a Milano, resta nella città per sette anni, e se ne allontana a causa dei sospetti della polizia, che lo ritiene affiliato al movimento carbonaro.

Immagine da Il rosso e il nero di Stendhal
Immagine da Il rosso e il nero di Stendhal — Fonte: getty-images

Nel 1821 è di nuovo in Francia, dove vive scrivendo di musica e di arte. Quando Luigi Filippo sale al potere, l’autore viene nominato console e inviato a Civitavecchia, dove dà alla luce, nel 1839, a La certosa di Parma, uno dei suoi capolavori insieme a Il Rosso e il Nero, che risale invece al 1830

Quella di Stendhal è una formazione atea e materialista che guarda agli ideali illuministi, subendo l’influenza di una serie di aspetti romantici come l’amore, il sogno, la gloria, le grandi gesta, l’analisi interiore e la fiducia nei confronti della storia.  

È proprio da ricondurre alla compente romantica del pensiero l’impossibilità, per Stendhal, di assecondare l’ipocrisia e la venialità della società emersa dopo la disfatta di Napoleone. D’altro canto l’autore prende le distanze dal Romanticismo per quanto riguarda le scelte da operare sullo stile, che non è mai pomposo o sentimentale, ma asciutto, nervoso e spregiudicato come ciò che nasce dall’osservazione diretta dei fatti.  

2.1Il Rosso e il Nero: trama e struttura

Come abbiamo detto poco fa Il Rosso e il Nero fa la sua prima apparizione nel 1830 e si divide in due parti che sono lo specchio dei momenti cruciali della vicenda del romanzo, ovvero il soggiorno del giovane Julien Sorel presso la casa de Rênal, nella provinciale Verrières, e la successiva esperienza parigina nella famiglia de La Mole.

La storia del protagonista si rifà a un evento di cronaca del 1827: il tentato omicidio di una donna in chiesa da parte del precettore che ne era diventato l’amante e che verrà poi condannato a morte a seguito del fatto.   

Nel romanzo Julien Sorel, figlio di un carpentiere, assume per l’appunto le vesti del precettore grazie al signor de Rênal, il sindaco di Verrières che infine lo allontana, a causa della relazione d’amore che scopre esserci tra il giovane e sua moglie.   

Copertina della prima edizione dell'opera Il rosso e il nero pubblicata da Stendhal nel 1831
Copertina della prima edizione dell'opera Il rosso e il nero pubblicata da Stendhal nel 1831 — Fonte: getty-images

Sorel, allora, viene trasferito in un seminario a Besançon, dove mette in campo tutta la sua astuzia e ambizione, mostrandosi virtuoso in ogni occasione, al punto che l’abate Pirard, ormai convinto della sua levatura, lo fa assumere come segretario del signor de La Mole, in quel di Parigi.  

Qui Sorel continua a impegnarsi nella scalata sociale: ottiene incarichi importanti e, addirittura, l’accesso a un titolo nobiliare, indispensabile perché possa prendere in moglie Mathilde, la figlia del marchese che si è perdutamente innamorata di lui e che è incinta di suo figlio.  

Ancora una volta, tuttavia, i piani del protagonista vanno in frantumi: la signora de Rênal, spinta dal suo confessore, recapita una lettera al marchese de La Mole e lo mette in guardia su come il giovane usi la seduzione per assecondare il proprio arrivismo. 

Quando Sorel scopre quanto accaduto, tenta di uccidere la donna a Verrières durante la messa, e per questo viene arrestato e processato. Mathilde prova in tutti i modi a farlo scagionare, ma invano: l’uomo viene condannato alla morte e, nei mesi di prigionia, che lasciano spazio alle riflessioni sulla propria meschinità e la profondità dell’amore, a stargli accanto è la signora de Rênal, che si spegna tre giorni dopo la sua esecuzione.  

Oltre alla forza magnetica connessa all’intreccio delle vicende, Il Rosso e il Nero si fissa nel nostro immaginario anche per il modo in cui, attraverso Julien Sorel, sa restituirci una vivida fotografia della Francia di Carlo X che, salito al trono nel 1824, s’impegna a restaurare l’assolutismo, nuovamente sconfitto nel 1830 grazie alla rivoluzione di luglio, e per la raffinatezza con cui si muove nel campo dell’ambiguità interiore

Stendhal, infatti, crea un personaggio inquieto, diviso tra la spinta verso ciò che si è e ciò che si deve essere. La società in cui vive, del resto, non ammette le grande imprese e l’ascesa di uomini puri, al punto che il giovane, pur non privo di innocenza, si piega alle logiche avvelenate dell’ambizione. 

2.2La certosa di Parma: trama e struttura

La battaglia di Waterloo (18 giugno 1815)
La battaglia di Waterloo (18 giugno 1815) — Fonte: ansa

Protagonista del libro, risalente al 1839, è Fabrizio del Dongo, un giovane nobiluomo che, a Waterloo, assiste deluso agli ultimi momenti della disfatta napoleonica. Ripudiato dal padre, trova rifugio a Parma, dove ad accoglierlo è la duchessa di Sanseverina, una zia che nutre nei suoi confronti una vera e propria passione. È la donna, inoltre, che lo aiuta a ottenere la protezione del primo ministro, il conte di Mosca, di cui ha bisogno perché sospettato di inclinazioni liberali.    

Pure, Fabrizio continua a essere osteggiato dai nemici del ministro finché, sempre più coinvolto negli intrighi di corte, che Stendhal descrive con cruda lucidità, viene costretto a un duello, uccide un attore e deve fuggire. Arrestato, viene rinchiuso nella torre Farnese, dove riesce a comunicare con Clelia Conti, la figlia del governatore della prigione di cui, infine, si innamora. 

La zia, nel frattempo, organizza l’evasione del nipote e riesce a far avvelenare il principe di Parma. Fabrizio, allora, può tornare in città e avere un figlio con Clelia. Quando entrambi moriranno al protagonista non resterà che il ritiro nella Certosa, dove ad accompagnarlo sarà il sapore amaro della sconfitta. 

La certosa di Parma rappresenta un vero e proprio capolavoro per il modo in cui sa restituire il meglio della letteratura illuministica e dello spirito romantico e per la sapienza con cui Stendhal ne fa un esempio romanzesco di evocazione storica, analisi psicologica e suggestione descrittiva

Le idee, le lotte di potere e le passioni dei personaggi vengono raccontati con un tono nostalgico, che trasmette il rimpianto dell’autore per l’epoca degli sconvolgimenti napoleonici e la sua contrarietà alla società della Restaurazione e della prima età liberale

3Honoré de Balzac

Honoré de Balzac (1799-1850) si forma in collegio e prosegue gli studi alla facoltà di Giurisprudenza; inizia a lavorare come scrivano in uno studio notarile e, a vent’anni, scopre la sua vocazione letteraria. A causa dello scarso successo che ottengono i suoi primi lavori, spesso firmati con degli pseudonimi come Lord R'hoone (anagramma di Honoré), Balzac si volge ad altro: fa l’editore, lo stampatore e compra una fonderia di caratteri da stampa raccogliendo, purtroppo, altri fallimenti, che peggiorano la sua situazione economica. 

Honoré de Balzac (1799-1850)
Honoré de Balzac (1799-1850) — Fonte: getty-images

A partire dal 1830 l’attività letteraria diventa inarrestabile, al punto che in sedici anni l’autore scrive all’incirca novanta romanzi, concentrandosi sui condizionamenti che l’ambiente esercita sull’uomo e analizzando i diversi ruoli all’interno della società. Allo stesso tempo, mostrando una spiccata sensibilità romantica, non manca di identificarsi nelle passioni e negli eventi vorticosi che interessano i suoi personaggi, alle prese con una serie di colpi di scena e grandi contrasti.

Non a caso la forza espressiva di Balzac sta proprio nell’armonia con cui lega insieme il mondo delle cose e il mondo dello spirito. La Francia che si mostra nella sua opera è quella di Luigi Filippo, segnata dal trionfo della borghesia, dalla rivoluzione industriale e dal denaro, simbolo per eccellenza dell’egoismo e dei bieco interesse economico. 

3.1La Commedia Umana: struttura

Nel 1842 Balzac decide di riunire in modo organico i romanzi scritti fino ad allora, e quelli futuri, per costruire una rappresentazione dettagliata dell’intera società. Il progetto viene intitolato Commedia umana ed è suddiviso in tre gruppi di opere: 

  • Studi di costume
  • Studi filosofici
  • Studi analitici

Il primo gruppo, poi, si suddivide a sua volta in altre sotto sezioni:

  • Scene della vita privata
  • Scene della vita di provincia
  • Scene della vita parigina
  • Scene della vita politica
  • Scene della vita militare
  • Scene della vita di campagna

Alla seconda sezione, in particolare, appartiene uno dei capolavori dell’autore: Eugénie Grandet.

3.2Eugénie Grandet

Eugénie Grandet esce nel 1833 e ruota attorno ai temi del denaro e dell’avarizia, capaci di generare alienazione anche all’interno del nucleo familiare. Il libro si basa sul contrasto e la dialettica tra il mondo interessato di Grandet e quello dei sentimenti puri di Eugénie.

Eugénie Grandet: illustrazione per il romanzo di Honorè de Balzac
Eugénie Grandet: illustrazione per il romanzo di Honorè de Balzac — Fonte: getty-images

Siamo a Saumur, un piccolo paesino della campagna francese. Grandet è un facoltoso possidente terriero che, ossessionato dall’accumulo della ricchezza, costringe la moglie e la figlia Eugénie a vivere di stenti. Quando il fratello di Grandet vede dissolversi i suoi affari, il figlio, Charles, viene accolto nella casa dello zio e conquista il cuore di Eugénie, pronta a donargli tutti i suoi risparmi. Purtroppo Charles è avido come lo zio Grandet: parte per l’India promettendo alla ragazza che la sposerà ma, tornato ad arricchirsi, sceglie di legarsi a una nobile. 

Disillusa e triste, Eugénie accetta di maritarsi con un uomo anziano, a patto di non dover mai consumare il matrimonio e, una volta rimasta vedova, dedica la sua esistenza a opere di beneficienza