Re cattolici: storia di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona

Re cattolici: storia di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona A cura di Edoardo Angione.

Il regno dei primi "re cattolici" segna le basi di una lunga dominazione spagnola nel mondo. Ecco come è nato e gli eventi che lo hanno segnato

1Aragona e Castiglia

Un particolare dello sbarco di Cristoforo Colombo in America. I due sovrani miravano a una Spagna unita e forte a livello mondiale: la missione di Colombo fu una delle mosse messe in atto dai "re cattolici" per raggiungere lo scopo.
Un particolare dello sbarco di Cristoforo Colombo in America. I due sovrani miravano a una Spagna unita e forte a livello mondiale: la missione di Colombo fu una delle mosse messe in atto dai "re cattolici" per raggiungere lo scopo. — Fonte: getty-images

Il 23 ottobre del 1469, a Valladolid, viene celebrato il matrimonio tra due eredi delle due più importanti corone di Spagna: Isabella di Castiglia (1451-1504) e Ferdinando di Aragona (1452-1516). Questo avvenimento sancirà l’unione personale tra i due regni, che tuttavia si fonderanno soltanto nel 1516 con Carlo V d’Asburgo (1500-1558).  

Isabella e Ferdinando saranno i primi monarchi a ricevere l’appellativo onorifico di “maestà cattoliche”, tuttora riservato ai re di Spagna. Il loro regno congiunto vedrà una serie di eventi epocali: la riconquista di Granada (1492),  i viaggi di Cristoforo Colombo, la riconsolidazione dell’Inquisizione spagnola e l’espulsione di ebrei e musulmani che non si convertiranno alla fede cattolica. È in questo periodo che vengono poste le prime basi di una lunga dominazione spagnola in Europa e nel nuovo mondo.   

La Corona di Aragona esercitava il proprio dominio su una federazione di regioni nettamente separate. Le sue importanti città mercantili sulla costa (come Barcellona e Valencia) erano popolate da una nobiltà dinamica e fortemente impegnata sul versante commerciale - in particolare quella che dominava le cortes di Catalogna. L’espansione catalana era rivolta verso il Mediterraneo, arrivando, pur senza esercitare un dominio netto sulle élites locali, fino al Regno di Napoli. A metà del XV secolo la Corona di Aragona stava attraversando un certo declino da un punto di vista economico, controbilanciato da un’aggressiva politica espansionistica nel Mediterraneo.    

  

La corona di Castiglia era sicuramente la più estesa tra le due: anche in questo caso, il complesso agglomerato di territori sotto il suo dominio era frutto di un lungo processo di espansione verso sud ai danni dei possedimenti musulmani (la cosiddetta reconquista). Quando salì al trono, nel 1454,  il re Enrico IV (1425-1474) ereditava un complesso agglomerato di stati saldamente controllato dalla nobiltà, la cui economia si reggeva in particolar modo sul possedimento terriero. La nobiltà castigliana, tuttavia, era fortemente divisa.  

2Isabella e Ferdinando: dal matrimonio alla successione

Il "battesimo dei Mori". Isabella e Ferdinando costrinsero al battesimo forzato gli ebrei e i musulmani che vivevano nella parte di penisola iberica riconquistata, espellendo dal regno chi si fosse rifiutato di convertirsi al cattolicesimo.
Il "battesimo dei Mori". Isabella e Ferdinando costrinsero al battesimo forzato gli ebrei e i musulmani che vivevano nella parte di penisola iberica riconquistata, espellendo dal regno chi si fosse rifiutato di convertirsi al cattolicesimo. — Fonte: getty-images

 Nel 1469 Isabella aveva 18 anni. Figlia di Giovanni II di Castiglia e di Isabella di Portogallo, nonché sorella del re di Castiglia Enrico IV, la ragazza godeva di consistenti diritti sul trono di Castiglia. Ferdinando, di un anno più giovane, era figlio di Giovanni II di Aragona, ed erede al trono di Aragona. Il riconoscimento di Isabella come erede al trono era stato fortemente voluto da una delle due fazioni della potente nobiltà castigliana, appoggiata dal primo ministro del re, il marchese di Villena, che attraverso questo matrimonio sperava di rafforzare la propria posizione.   

La fazione rivale appoggiava invece la successione di Giovanna, figlia di Enrico IV, ma di legittimità incerta, che nel 1475 avrebbe sposato lo zio Alfonso V, re di Portogallo.  

  

La prima persona a non accettare questo matrimonio tuttavia era stato lo stesso Enrico IV, che nel 1469 diseredò Isabella in favore di sua figlia Giovanna, di cui giurò pubblicamente la legittimità, e che proclamò ufficialmente erede al trono.  

Quando nel 1474 Enrico IV morì la Castiglia era più divisa che mai:  

  • da una parte c’erano i sostenitori di Isabella, supportati dal regno di Aragona
  • dall’altra quelli di Giovanna, supportati dal Portogallo.

La situazione sfociò in un guerra civile (1475-1479). I diritti di Isabella vennero definitivamente sanciti e riconosciuti nel 1479, con il Trattato di Alcaçovas. Nello stesso anno, dopo la morte di suo padre, Ferdinando saliva al trono di Aragona.  

3La Spagna dei Re Cattolici: una penisola unita

Nel 1479, per la prima volta nella storia, la corona di Castiglia e quella di Aragona erano politicamente unite, ma non per questo fuse tra loro. Entrambe le Corone, anzi, continuarono a mantenere una forte autonomia istituzionale almeno fino al XVIII secolo. A questo punto, i Re Cattolici cercarono una completa unificazione della penisola iberica. Attraverso una strategia matrimoniale, che tuttavia non andò in porto, tentarono di assicurare ai propri discendenti qualche pretesa dinastica sul Portogallo.  

Nel 1480 i Re Cattolici tornarono ad occuparsi dell’ultima presenza musulmana nella penisola iberica: il prosperoso Emirato di Granada, che nel 1492 venne definitivamente conquistato ed annesso alla Corona di Castiglia. La fine della presenza musulmana in Spagna valse a Ferdinando ed Isabella il titolo onorifico di Re Cattolici, conferito da papa Innocenzo VIII e poi confermato da Alessandro VI.   

Le mire espansionistiche della corona si rivolsero a questo punto verso il Nordafrica, con la conquista completa delle Canarie e la costruzione di una serie di fortezze presso Tripoli, Oran, Bugia e Mazalquivir. Contemporaneamente, con l’intento di aprire nuove rotte commerciali verso occidente, i re Cattolici finanziarono il viaggio di Cristoforo Colombo che portò alla scoperta involontaria del continente americano (1492).   

4Centralizzazione politica e unità religiosa

Da un punto di vista politico, i re cattolici tentarono di centralizzare per quanto possibile il proprio potere nei seguenti modi:  

  • riducendo il potere delle cortes
  • ripristinando il tribunale dell’Inquisizione spagnola con inquisitori scelti dalla corona (1478)
  • riformando il clero

Per affermare la propria identità cattolica, i monarchi si impegnarono all’evangelizzazione dei propri nuovi territori (in particolare Granada, le Canarie, le Americhe), decretando inoltre l’espulsione di ebrei (1492) e musulmani (1502) che si rifiutavano di convertirsi alla religione cattolica.   

Per contrastare l’influenza francese in Italia, i re cattolici si allearono in Italia con gli Asburgo, il papa, Venezia, Genova, Milano e l’Inghilterra nella Lega Santa (1495). Attraverso una serie di campagne in Italia, il controllo della corona di Aragona sul Regno di Napoli venne rinforzato. 

5Una Spagna davvero unita?

Filippo il Bello e Giovanna la Pazza
Filippo il Bello e Giovanna la Pazza — Fonte: getty-images

Attraverso il concordato di Segovia (1475), vennero decretati i diritti e le competenze di Ferdinando ed Isabella e la sostanziale equivalenza politica dei due regni. Alla morte di Isabella (1504), tuttavia, Ferdinando ottenne la reggenza di Castiglia in nome dell’erede al trono, sua figlia Giovanna di Castiglia (1479-1555), detta la Pazza.     

Allontanato in occasione del matrimonio di lei con Filippo il Bello, Ferdinando tornò a governare la Castiglia alla morte di costui nel 1507, per conto del nipote Carlo I, in seguito l’imperatore Carlo V (1500-1558).    

   

Dopo la morte di Isabella, Ferdinando riuscì ad annettere ai propri domini anche il regno di Navarra situato all’estremo nordest della penisola iberica, sposando in seconde nozze Germana de Foix (1505), un’erede al trono, ed ottenendo così il pretesto per invadere l’Alta Navarra nel 1512, annettendo quasi tutto il regno alla corona d’Aragona.  

Alla morte di Ferdinando, suo nipote Carlo V erediterà un complesso agglomerato di territori che per secoli sarebbe stato soggetto alla monarchia: i regni di Castiglia e di Aragona (comprese la Catalogna, Valencia e le Isole Baleari), la Navarra fino ai Pirenei, e le Canarie. A ciò si sommavano i possedimenti in Italia (Napoli, Sicilia e Sardegna), nelle Americhe e nel Nordafrica.  

Tutti questi complessi domini, tuttavia, restavano soggetti alle proprie leggi: per molto tempo ancora non fu una vera e propria fusione. Erede degli Asburgo, Carlo V avrebbe unito nella sua persona, e fino alla sua abdicazione, anche il Sacro Romano Impero, collegando per molti secoli questi due domini separati alla casata d’Asburgo. Ma questa è un’altra storia.   

La distinzione fra potere e forza è anche evidente in una sfera del tutto diversa: quella della devozione religiosa, nelle sue molteplici sfumature.

Elias Canetti