Il ratto delle sabine: dalla leggenda al quadro

Di Redazione Studenti.

Dal quadro al film, la leggenda del ratto delle Sabine. Cosa c'è di vero nella storia romana, cosa c'è invece nel mito

RATTO DELLE SABINE

Ratto delle sabine, dipinto di Nicolas Poussin
Ratto delle sabine, dipinto di Nicolas Poussin — Fonte: getty-images

Il Ratto delle Sabine (rapimento delle sabine) è uno degli episodi più importanti della storia della fondazione di Roma.

Parte tutto da Romolo e Remo, i due fratelli che fondano la città il 21 aprile del 753 a.C.

Roma, secondo la leggenda, viene ingrandita e fortificata, ma è destinata a crollare nel giro di breve tempo se non si troveranno donne con cui procreare una nuova stirpe.

È qui che Romolo inizia a cercare alleanze con i popoli vicini, per poter stipulare patti di unione sanciti da nuovi matrimoni: purtroppo ogni tentativo di creare alleanze viene rifiutato.

Fu quindi necessario ricorrere alla forza: durante i giochi dedicati al dio Conso, i Consualia, Romolo invitò in città gli uomini delle vicine tribù e, durante lo spettacolo, fece estrarre le spade e programmare il rapimento delle donne presenti - consorti e figlie - costringendo alla fuga gli uomini, che promisero vendetta.

Tito Livio parla del ratto delle sabine non come una violenza sessuale ai danni delle donne dei popoli vicini, ma come un espediente usato per promettere alle donne diritti civili e di proprietà in cambio dell'unione con i romani. 

RATTO DELLE SABINE DIPINTO

Le sabine, dipinto di Jacques Louis David
Le sabine, dipinto di Jacques Louis David — Fonte: getty-images

La conseguenza del ratto delle sabine, naturalmente, fu la guerra. Dopo aver sconfitto tutti i popoli vicini, i romani dovettero fronteggiare anche lo scontro con i sabini, che li affrontarono nella battaglia del lago Curzio.

Questa battaglia, in cui le sabine intervennero per separare romani e sabini nello scontro, ha ispirato il dipinto di Jacques Louis David Le sabine.

Nella storia dell'arte sono tante le testimonianze pittoriche nate da questa leggenda. In apertura abbiamo utilizzato un dipinto di Nicolas Poussin, Il ratto delle sabine, ma anche nella scultura abbiamo opere che ricordano il mito. Un esempio classico è quello del Ratto delle sabine del Gianbologna.

Nella cinematografia, troviamo testimonianze a partire dagli anni '40 del secolo scorso:

  • Il ratto delle sabine di Mario Bonnard
  • Romolo e Remo di Sergio Corbucci
  • Sette spose per sette fratelli di Stanley Donen