Ragazza col turbante: storia, descrizione e analisi del dipinto di Vermeer

Ragazza col turbante: storia, descrizione e analisi del dipinto di Vermeer A cura di Joshua De Loa.

Analisi del dipinto Ragazza col turbante, anche noto con il nome di Ragazza con l'orecchino di perla. Storia, descrizione e analisi del ritratto soprannominato realizzato da Vermeer, anche noto come la Monna Lisa olandese.

1Introduzione

Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer, 1665
Ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer, 1665 — Fonte: getty-images

Considerata come uno dei capolavori della pittura moderna, la Ragazza col turbante, oppure chiamata anche la Ragazza con l’orecchino di perla, è un olio su tela realizzato nel 1665 dal pittore olandese Johannes van der Meer (1632-1675), conosciuto col nome abbreviato Jan Vermeer

Attualmente il dipinto è esposto presso la Pinacoteca Reale Mauritshuis, a L’Aia. 

Quest’opera si inserisce nel periodo del Secolo d’oro olandese del 1600, dove la Repubblica delle Province Unite si liberò definitivamente della sovranità dell’impero spagnolo nelle Guerre di religione tra il XVI e il XVII secolo. 

L’enorme crescita economica, data soprattutto dal commercio internazionale, permise anche uno sviluppo nella cultura e nell’arte patrocinate principalmente dalla classe borghese

2Storia dell'opera

Stradina di Delft di Jan Vermeer, 1658. Collezione Rijksmuseum di Amsterdam
Stradina di Delft di Jan Vermeer, 1658. Collezione Rijksmuseum di Amsterdam — Fonte: getty-images

2.1Veermer

Se fino al Cinquecento l’artista olandese doveva interagire con un solo mecenate, tra il XVI e il XVII secolo, egli si sarebbe dovuto confrontare con il pubblico degli acquirenti: i pittori potevano esporre i loro lavori in delle fiere oppure affidarsi a degli intermediari

Ma ciò non fece altro che alzare la concorrenza, dato che sempre più artisti dovevano far i conti le proprie necessità economiche

Ci son pervenute poche notizie biografiche sul pittore. Quel che sappiamo è che, salvo dei viaggi formativi per l’Europa in età giovanile, Vermeer visse e lavorò per tutta la vita a Delft, sua città natale. 

All’inizio della propria carriera, Jan Vermeer riscosse una certa fama dipingendo quadri con storie bibliche e mitologiche. Tuttavia, solo alla fine degli anni Cinquanta, il pittore si impose sulla scena artistica olandese.

Fu proprio in questo periodo che produsse i suoi dipinti più celebri, come la Donna che legge una lettera davanti alla finestra (1657), la Lattaia (1660 ca) e il Geografo (1669).

2.2Note collezionistiche

Il geografo di Jan Vermeer, olio su tela, 52x45.5 cm (1668-1669)
Il geografo di Jan Vermeer, olio su tela, 52x45.5 cm (1668-1669) — Fonte: getty-images

Fino al 1676 la Ragazza col turbante era nell’inventario dei beni della famiglia di Vermeer e, successivamente, la si trova citata nella collezione Dissius del 1696. Il dipinto viene menzionato di nuovo solo nel 1881, in un’asta a L’Aia da un certo signor Braams.

Dopodiché, il quadro venne acquistato per una cifra ridicola dal collezionista Arnoldus des Tombe (1816-1902), su consiglio dello storico dell’arte Victor de Stuers (1843-1916). Infine, lo stesso des Tombe, tramite un lascito testamentario, donò il dipinto al Mauritshuis nel 1903.

3Analisi dell'opera

3.1Descrizione

Ragazza con l'orecchino di perla o Ragazza con il turbante di Vermeer
Ragazza con l'orecchino di perla o Ragazza con il turbante di Vermeer — Fonte: getty-images

L’opera ritrae una ragazza di profilo a mezzo busto che rivolge il suo volto e i suoi occhi verso lo spettatore. La giovane è vestita in abiti esotici, in particolare con un inconsueto turbante sulla testa e con un luminescente orecchino di perla.

Il contrasto col fondale scuro fa emergere la bellezza luminosa della fanciulla: l’espressione languida ma incantevole della giovane è data dal suo sorriso abbozzato, dal suo sguardo intenso e dall’incarnato delicatamente vivo.

Ad attirare è anche l’abbigliamento della giovane: la lucentezza del turbante avvolto da due pezzi di stoffa, uno azzurro e uno giallo, il luccichio del gioiello in perla e l’eleganza semplice del suo manto in accordo armonico col copricapo.

Sappiamo che all’inizio del XX secolo il dipinto fu molto sporco, tanto da non poter riconoscere la mano di Vermeer. Sottoposto a diverse operazioni di pulitura, il quadro ha fatto emergere il suo ottimo stato di conservazione e soprattutto la sua luminosità.

3.2Stile

Il pensiero secondo cui Vermeer fosse lento e perfezionista sembra non trovare riscontro nelle ultime indagini chimiche sulle opere dell’artista presenti alla National Gallery of Art di Washington: si è potuto notare invece che il pittore dava le prime pennellate sulla tela in maniera veloce, abbozzata e creativa, anziché ampie velature.

L’effetto di vividezza e di trasparenza che caratterizza le opere di Vermeer è stato ottenuto mediante la tecnica del pointillé, che consiste nell’accostare piccoli punti di colore in maniera ravvicinata: creando così un’unità atmosferica.

Inoltre, l’artista era solito impiegare colori costosi, come per esempio il blu oltremare ottenuto dai lapislazzuli.

Una spiegazione sulla percezione di esattezza fotografica dei lavori di Vermeer è data dalla tesi Hockney-Falco: essa sostiene che il pittore adottava la camera oscura per la definizione precisa dei lineamenti delle figure e per la posizione accurata degli oggetti. Ciò potrebbe spiegare come otteneva i suoi effetti di luce e di fuori fuoco.

4Iconografia

Ragazza col velo di Jan Vermeer. Esempio di "tronien"
Ragazza col velo di Jan Vermeer. Esempio di "tronien" — Fonte: getty-images

I recenti studi affermano che nel XVII secolo le ragazze olandesi non erano solite utilizzare il turbante: questa scelta può essere spiegata dal fatto che Vermeer voleva orientalizzare la figura.

Né tantomeno è verosimile che la giovane potesse indossare quell’orecchino così grande: all’epoca le perle erano rarissime e le uniche che ne esistevano non potevano avere quelle dimensioni: possibile che fosse quindi una goccia di perle di vetro oppure un inserto fantasioso del pittore.

Infatti, la Ragazza col turbante si inserisce nella tradizione pittorica olandese dei tronien, che in olandese del XVI e XVII secolo significafaccia” o “viso”. Questo genere consiste in ritratti di personaggi storici o biblici abbigliati all’antica o in vesti esotiche.   

I “finti ritratti” dei tronien avevano solitamente dei modelli veri, spesso provenienti dal ceto popolare, ma anonimi. A meno che non esca un documento che attesti l’identità della Ragazza col turbante, questa rimarrà sconosciuta. Altrimenti potrebbe anche essere uno studio idealizzato o un’invenzione di Vermeer.   

5Fortuna critica

Il momento in cui si Vermeer si affermò anche al grande pubblico, dove si poté ammirare i suoi capolavori riuniti in un’unica mostra, fu in occasione dell’esposizione personale del 1995, tenutasi alla National Gallery of Art di Washington.

Per la qualità pittorica e per l’aria enigmatica della donna ritratta, la critica tende ad accostare la Ragazza col turbante di Vermeer alla Gioconda (1503 ca) di Leonardo da Vinci (1452-1519), tanto da conferire il titolo di Monna Lisa del Nord.

A rendere ancor più celebre questo dipinto fu la storia del tutto ipotetica narrata nel romanzo La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier (1962), del 1999, e poi la sua trasposizione cinematografica del 2003 con il titolo omonimo.

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