Purgatorio di Dante Alighieri: struttura

Come si è formato il Purgatorio? Struttura della Cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, con conformazione della montagna in cui si svolgono le vicende

Purgatorio di Dante Alighieri: struttura
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PURGATORIO: STRUTTURA

Dante e Virgilio salgono al Purgatorio
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Dante, secondo la concezione aristotelico – tolemaica, riteneva che la terra fosse al centro del cosmo e che fosse suddivisa in due emisferi: l’emisfero settentrionale, quello abitato, e l’emisfero meridionale, quello delle acque. 

Dopo che Lucifero fu scaraventato da Dio oltre la Terra, creando la voragine dell’inferno, il resto della Terra, per non aver alcun contatto con l’angelo maledetto, emerse dell’altra parte dando origine alla montagna del purgatorio.

Mentre l’Inferno era caratterizzato dalla profondità e inizia dal peccato più lieve (lussuria), alle pene più gravi, il Purgatorio era inversamente strutturato, ovvero partiva dalle pene più gravi (superbia) alle più lievi (lussuria).  Il purgatorio si trovava agli antipodi di Gerusalemme, rappresentando così la deviazione e il riscatto. Quest’ultimo rappresentava l’espiazione del peccato e terminava con l’Eden, ovvero il paradiso terrestre.

Il purgatorio (peccato originale) quindi si identificava nella colpa commessa da Adamo e si concludeva con la possibilità della redenzione, poiché dopo che le anime erano state espiate potevano accedere al Paradiso.

Dante e Virgilio, al termine della traversata dell'Inferno, attraverso la natural burella, riuscirono a rivedere le stelle e giunsero in una spiaggia. Quest’ultima, insieme a due balze successive, rappresentava l’antipurgatorio, che era situato ancora nell’orbita terrestre, in contrapposizione al resto del purgatorio, situato al di fuori della sfera terrestre.

Nella spiaggia si trovavano tutti i morti scomunicati, coloro che erano stati scomunicati dalla chiesa e si erano pentiti in punto di morte. Questi morti per accedere al purgatorio dovevano rimanere, nell’anti purgatorio, 30 volte il tempo della loro scomunica.

Nell’inferno i peccatori erano condannati nell’eternità ed erano ancora ben radicati nei rispettivi peccati differentemente dal purgatorio in cui le anime si erano pentite, erano già state perdonate da Dio e dovevano soltanto espiare i peccati commessi. Nel purgatorio quindi non appariva più il buio ma una luce tenue ed inoltre vi era la presenza del tempo, assente sia dall’inferno che dal paradiso, regni connotati dall’eternità. Nel purgatorio quindi esisteva la transitorietà, caratteristica peculiare del regno.

BALZE E INGRESSO DEL PURGATORIO

Nella I balza si trovavano gli spirti pigri, ovvero tutti coloro che tardarono a pentirsi, o che si pentirono in fin di vita. Dio infatti aveva una capacità illimitata di perdono, purché esistesse il vero pentimento. Dante incontrò tra questi Manfredi, pentito in fin di vita. Quest’ultimo doveva sostare nella prima balza quanto tempo era stata lunga la propria vita.

Nella II Balza si trovavano coloro che tardarono a pentirsi ed ebbero una morte violenta.

Proseguendo verso il Paradiso si trovava un luogo ameno che Dante chiamò la valletta fiorita, in cui si trovarono i sovrani negligenti, cioè che furono troppo impegnati negli interessi personali perdendo di vista l’amore per Dio.

Dante e Virgilio nel Purgatorio
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Dopo si trovava la porta, l’ingresso del Purgatorio, custodita da Catone.

Nel percorso sulla spiaggia, Dante dovette sottostare anche a dei riti purificatori per eliminare tutto ciò che portava con sé dall’Inferno. Il viaggio nell’inferno servì a Dante affinché prendesse contatto con il peccato e si rendesse conto della vera esistenza di quest'ultimo.

Il viaggio nel purgatorio serviva ad espiare i propri peccati per giungere purificato al paradiso. Dante quindi doveva seguire lo stesso percorso delle anime espianti in un lasso di tempo molto breve. Giunse nel purgatorio all’alba, poiché questa segnava la possibilità della rinascita, di una nuova vita che per lo scrittore corrispondeva a quella della purificazione e dell'espiazione.

Catone Uticense morì suicida per non sottostare alla dittatura di Cesare e tale atto supremo venne ravvisato come l’affermazione della libertà. Nel purgatorio quindi era il simbolo della liberazione dai peccati.

Dinanzi alla porta del Purgatorio vi era un angelo, l’angelo nocchiero che disegnò sulla fronte di Dante sette P maiuscole che rappresentavano i sette peccati capitali distribuiti nel purgatorio. Quest’ultimo era costituito da sette cornici, e prima di accedere a quella successiva veniva cancellata una P.

PURGATORIO: SIMBOLOGIA NUMERICA

Anche nel purgatorio ritornò la simbologia numerica:

  • L’antipurgatorio era diviso in tre (trinità) luoghi, la spiaggia, la I e la II balza.
  • Le cornici del purgatorio situate al di fuori dell’orbita terrestre erano sette e all’interno venivano puniti i sette (2 volte la trinità + l’unità di Dio) peccati capitali.

Nel purgatorio non veniva punito il peccato concreto ma la tendenza peccaminosa, il peccato in senso generico. Il criterio filosofico e morale per cui Dante distribuì le anime corrispondeva a quello dell’amore. Un’importante differente venne stabilita tra l’amore naturale, innato, donatoci da Dio e tendente al bene per sua natura, e l’amore elettivo, possibilità offertaci da Dio della scelta, del libero arbitrio, della libera scelta tra il bene e il male.

L’amore elettivo era alla base del criterio filosofico della distribuzione delle anime, poiché era soggetto all’errore e sbagliava in tre modi differenti:

  1. Male obbietto (quello che sta di fronte): nelle prime tre cornici vennero punite le colpe più gravi (superbia, invidia e ira). Coloro che peccarono nei confronti del proprio prossimo.
  2. Poco vigore: nella quarta cornice venivano puniti gli accidiosi. Coloro che dimostrarono nei confronti di dio un amore apatico, quasi indifferente.
  3. Troppo vigore: nelle ultime tre cornici vennero puniti gli avari (ricerca dei beni materiali) e i prodighi (troppo vigore nel scialacquare i loro averi), i golosi e i lussuriosi (lasciati all’amore dei sensi). Coloro che avevano messo eccessivo amore che li aveva condotti a scelte errate.

Tutte le pareti del Purgatorio, essendo una montagna, erano rocciose. Alla fine della settima cornice vi era una scala che offriva il passaggio dal purgatorio al paradiso. Alla scala venne abbandonato da Virgilio, dalla ragione per essere aiutato da Beatrice, ovvero dalla fede.

Virgilio lo affidò alla donna Mateldua, probabile custode del Paradiso, rappresentazione della donna per eccellenza, allegoria di colei che doveva affidare Dante a Beatrice.

Prima di attraversare il paradiso Dante dovette immergersi in due fiumi, l’Ete che faceva dimenticare i peccati ed il male compiuto e l’Enoè, per vivificare il ricordo del bene compiuto. Incontrata Beatrice, lo rimproverò aspramente poiché Dante era caduto nel peccato dopo la sua morte. Grazie alla luce che identificò negli occhi di Beatrice trovò la forza propulsiva per attraversare la sfera del fuoco e giungere al primo cielo del paradiso, la luna.

I peccatori venivano punti sempre con la legge del contrappasso per contrasto o per analogia. In tutte le cornici del purgatorio venivano raffigurate delle scene rappresentati esempi della colpa che veniva punita e della virtù contraria alla colpa contraria.

PURGATORIO: CORNICI

Come sono divise le cornici del Purgatorio?

  • I Cornice -> I superbi (virtù contraria: umiltà) dovevano portare enormi pesi che li costringevano ad abbassare il capo. Legge del contrappasso per contrario poiché il superbo veniva rappresentato con il capo alto e fiero.
  • II Cornice -> Gli invidiosi (virtù contraria: carità) indossavano il cilicio e avevano gli occhi cuciti con il filo di ferro.
  • III Cornice -> Gli iracondi (virtù contraria: mansuetudine) erano avvolti dalle fiamme. Legge del contrappasso per analogia
  • IV Cornice -> Gli accidiosi (virtù contraria: sollecitudine) correvano e gridavano esempi della virtù contraria poiché furono pigri.
  • V Cornice -> Gli avari (virtù contraria: liberalità) e i prodighi erano stesi per terra con mani e piedi legati.
  • VI Cornice –> I golosi (virtù contraria: temperanza) che soffrivano la fame e la sete e avevano esempi di ciò che era giusto.
  • VII Cornice -> I lussuriosi (virtù contraria: castità).

L’antipurgatorio era situato nell’emisfero boreale, nella sfera terrestre. Il purgatorio, situato nell’emisfero australe, al di fuori dell’atmosfera terrestre, era la montagna più alta poiché tendeva ad avvicinarsi maggiormente al Paradiso terrestre cioè alla perfezione.

Un’altra importante caratteristica del Purgatorio era la coralità, il fare le cose insieme, mentre nell’Inferno vi era una forte individualità.  Inoltre fondamentale era il canto, le anime infatti cantavano all’unisono canti religiosi. Infine esisteva sempre la costante presenza degli angeli. Le anime erano prese sulla riva del Tevere dall’angelo nocchiero ed approdavano nell’antipurgatorio.

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