Colloquio di lavoro, psicologia

Di Marta Ferrucci.

Colloquio di lavoro, psicologia dei piccoli gesti paraverbali e non solo. Ecco cosa succede quando l'emotività entra in gioco durante un colloquio

COLLOQUIO DI LAVORO, PSICOLOGIA

Psicologia del colloquio di lavoro: a volte un gesto dice più di mille parole
Psicologia del colloquio di lavoro: a volte un gesto dice più di mille parole — Fonte: istock

Nel corso di un colloquio di lavoro siamo valutati in base a moltissimi fattori dal nostro interlocutore. Ad un occhio esperto come è quello dei selezionatori, basta infatti uno sguardo per capire da un nostro gesto se siamo resistenti allo stress, aggressivi o timidi e via discorrendo. Questi, naturalmente, sono tutti fattori ai quali, generalmente, noi neanche pensiamo ma che invece hanno un loro peso: più di altri elementi, infatti, certi gesti rivelano davvero come siamo.

"Allargarsi" sulla scrivania del selezionatore, ad esempio, mettendo mani e braccia sul suo tavolo denotano aggressività mentre chi si tocca naso ed oracchie trasmette insicurezza e rivela che non sta dicendo la verità.

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Gli atteggiamenti da tenere sotto controllo sono tanti, per lo più sconosciuti, ma una volta individuati sono anche facili da controllare o evitare del tutto.

L'esame che il selezionatore vi fa spesso comincia nella sala d'attesa, anche se sono in pochi ad accorgersene. Come siete seduti, cosa guardate, che libro o rivista state leggendo, quante volte guardate l'orologio... sono tutti elementi che parlano già di voi. Il  consiglio? Non rilassatevi neanche nella sala di aspetto ed intrattenetevi leggendo qualcosa di impegnato. Va bene anche Il Sole 24 Ore ma, sin dall'anticamera, dimostrate di essere persone interessanti ed interessate a ciò che vi circonda.

Quando si entra nella stanza è importante salutare con cordialità e stringere la mano in modo deciso e sicuro. Evitate la mano "floscia", sinonimo di una persona poco volitiva e poco interessata a chi ha davanti.

Se la sedia è distante dalla scrivania del selezionatore, non la avvicinate: è un trucco per leggere il linguaggio del vostro corpo. Rimanete dove hanno collocato la sedia ed assumete una posizione rilassata, ma non eccessivamente. Da evitare le gambe incrociate sotto la sedia o le gambe unite vicine con le mani sul grembo perchè denotano scarso interesse o timore reverenziale verso chi si ha davanti. La posizione con gambe incrociate e schiena dritta è la migliore.

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Durante il colloquio non siate evasivi a nessuna domanda e rispondete sempre; inotre, non agitatevi e non accettate provocazioni. Esiste un tipo di colloquio, il cosiddetto "colloquio stress" che ha l'obiettivo di creare disagio nel candidato e verificare quanto questo riesce a reggere lo stress. In questa occasione dovrete mantenere sempre la calma, dimostrando costante padronanza di voi stessi; non mentire mai; una piccola bugia potrebbe farvi contraddire successivamente e questo non sfuggirebbe al selezionatore.

Ricordate anche di presentarvi con un look adeguato all'azienda presso la quale state andando a fare il colloquio. Evitate abiti troppo eleganti, decisamente fuori luogo per un colloquio e, nelle donne, sono rigorosamente bandite minigonne, tacchi a spillo o abiti scollati perchè dovete puntare tutto solo sulla vostra professionalità. L'ideale è il classico tailleur, preferibilmente nei colori pastello, perchè "rilassano" l'interlocutore. Da evitare colori forti come il rosso o il fucsia ed un trucco troppo pesante.

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