Esame terza media italiano 2017: come scrivere la relazione su un libro

Di Chiara Casalin.

Come si svolge la traccia della relazione su un libro alla prova di italiano di terza media? Ecco la guida con tutto quello che devi sapere su stile, linguaggio, schema e scaletta

ESAME TERZA MEDIA, RELAZIONE SU UN LIBRO

Tra le varie tipologie di temi di italiano che puoi trovare all'esame terza media 2018 c'è anche la traccia della relazione su un libro che hai letto a scuola o a casa. Questa è probabilmente la traccia della prova d'italiano che richiede alla tua memoria uno sforzo più grande rispetto alle altre tipologie, come il tema di attualità o la pagina di diario, perchè per svolgere questo tema dovrai riuscire a ricordare cose che hai letto settimane, o addirittura mesi prima. Insomma, scrivere una relazione su un libro all'esame d'italiano di terza media è impegnativo, ma se ti alleni e impari a farlo bene farai un figurone con i professori della commissione. Per questo motivo ti spieghiamo tutto quello che devi sapere per creare la tua relazione.

1. Che cos’è la relazione su un libro
2. Stile e linguaggio della relazione su un libro
3. Lo schema della relazione di un libro
4. Come scrivere la relazione su un libro
5. Esempio di relazione su un libro svolta

Traccia della relazione su un libro, esame terza media italiano
Traccia della relazione su un libro, esame terza media italiano — Fonte: istock

1. CHE COS’E’ LA RELAZIONE SU UN LIBRO

La relazione di un libro è un tipo di elaborato che ha lo scopo di informare chi legge sul contenuto e le caratteristiche di un romanzo o di un altro tipo di testo che hai letto. Per questo devi seguire uno schema ben preciso quando scrivi, in modo da inserire nel tuo tema tutti gli elementi necessari per dare al lettore una panoramica dell’opera (autore, trama, personaggi, ecc.).


2. STILE E LINGUAGGIO DELLA RELAZIONE SU UN LIBRO

Lo stile della relazione su un libro è piuttosto formale e oggettivo: dovrai evitare di esprimere le tue opinioni e di fare considerazioni personali. Ricorda che è importante riportare le informazioni in modo semplice, così come sono, senza aggiungere il tuo punto di vista, che al massimo potrai dare nella parte finale del tuo tema.
Il linguaggio deve essere preciso, descrittivo – devi fare un buon uso degli aggettivi - e abbastanza tecnico, ovvero dovrai usare quei termini specifici che si usano quando si analizza un libro, come ad esempio “narratore”, “trama”, “punto di vista interno” e così via.


3. LO SCHEMA DELLA RELAZIONE DI UN LIBRO PER L’ESAME DI TERZA MEDIA

Ogni relazione su un libro segue uno schema, una struttura che comprende le seguenti parti:

Un’introduzione: in cui spieghi di quale testo parlerai

Un corpo/trattazione: in cui approfondisci i contenuti

Una conclusione: in cui tiri le somme e dai una tua opinione.


4. COME SCRIVERE LA RELAZIONE DI UN LIBRO ALL’ESAME DI TERZA MEDIA

La prima cosa da fare se vuoi svolgere la traccia della relazione su un libro è quella di fare mente locale su quello che hai letto. All’esame, infatti, non potrai sfogliare il romanzo per ripassare un po’ i nomi dei personaggi o la storia, quindi prenditi qualche minuto per pensare. Ricordi bene la trama, l’autore e i protagonisti? Se la risposta è sì allora prendi la penna e inizia a scrivere sul foglio di brutta copia la tua scaletta, raggruppando tutte le informazioni che ti vengono in mente in queste tre parti:

Introduzione: in questa sezione devi spiegare a chi legge di quale libro parlerai, quindi riporta:

- Il titolo dell’opera e, se li ricordi, l’anno di pubblicazione e la casa editrice;

- Il nome e cognome dell’autore, dando possibilmente anche qualche notizia su di lui;

- Il genere narrativo del libro. Ad esempio: romanzo d’avventura, racconto horror, ecc.;

- Per quale motivo lo hai letto: te lo ha consigliato un amico? Ti è stato assegnato come compito per casa? Te lo hanno regalato?

Trattazione/corpo del testo: nella parte centrale della tua relazione devi dare invece le informazioni più “succose” sul libro. Qui dovrai ricordarti di scrivere:

- La trama: fai un breve riassunto della storia, raccontando in ordine cronologico cosa avviene. Non soffermarti troppo sui particolari, altrimenti la tua sintesi diventerà troppo lunga.

- Il luogo e il tempo: spiega dove e quando è ambientato il racconto e fai capire al lettore se questo influisce in qualche modo sulle vicende descritte.

- I personaggi principali: chi sono i protagonisti? Descrivili brevemente.

- Il narratore: chi racconta la storia, e come? Scrivi se il narratore è interno alla storia, cioè se è uno dei personaggi, oppure se è esterno, non partecipa ai fatti ma si limita a descriverli dal di fuori.

- Lo stile: l’autore ha usato un linguaggio formale o informale? La scrittura è semplice e chiara oppure complessa, costituita da frasi lunghe e contorte?

- Il messaggio: cosa voleva comunicare l’autore del libro con la storia narrata?

La conclusione: questa è la sezione dove tiri le somme di ciò che hai letto e puoi dare una tua opinione. Spiega a chi legge se il libro ti è piaciuto, se l’hai trovato avvincente, appassionante, divertente oppure noioso e monotono. Consiglieresti di leggerlo?

Bene, una volta che hai strutturato la scaletta in questo modo puoi iniziare a scrivere la tua relazione di un libro.
Prima di consegnare la bella copia alla commissione ricordati di rileggerla per correggere eventuali errori d'italiano ed evitare figuracce.


5. ESEMPIO DI RELAZIONE SU UN LIBRO SVOLTA

Qui di seguito trovi un esempio tratto dagli appunti di Studenti.it.

Relazione del libro Arrivederci Ragazzi

Quest’anno ho letto il libro dal titolo “Arrivederci Ragazzi”, scritto da Luis Malle, regista nato in Francia nel 1932 e che nel 1987 ha girato il film omonimo che abbiamo visto con la professoressa di storia quando abbiamo studiato la seconda guerra mondiale. Il libro appartiene al genere letterario del romanzo ed è stato pubblicato solo nel 1993, quindi sei anni dopo la versione cinematografica.
Ho deciso di leggerlo perché il film mi era piaciuto molto e volevo scoprire se la versione scritta era un po’ diversa oppure lo seguiva fedelmente.
La storia è ambientata nel gennaio del 1944, durante il secondo conflitto mondiale. Un ragazzo di nome Julien è ospite di un collegio religioso vicino a Parigi, nella Francia occupata dai nazisti. I genitori avevano deciso di mandarlo dai frati assieme al fratello François per proteggerli dalla guerra e dagli scontri che animavano la zona.
Un giorno arriva al collegio un nuovo studente di nome Jean Bonnet, che dice di essere originario di Marsiglia, anche se di lui nessuno sa niente. Il neo arrivato, a causa dei comportamenti particolari, richiama l’attenzione degli altri giovani, che iniziano a deriderlo e a prenderlo in giro. Jean però, si dimostra sempre gentile e tranquillo con tutti, nonostante il modo in cui viene trattato.
Presto Julien, insospettito da questo comportamento, inizia ad indagare sul passato di Jean. Un giorno trova una vecchia foto nel suo armadietto e scopre che il suo vero cognome è Kippelstein, un cognome ebraico. Julien capisce che il giovane, che continua a mentire sulle sue origini, si era rifugiato dai frati per evitare le persecuzioni razziali fatte dai nazisti tedeschi e dai loro collaboratori.
La scoperta inizialmente turba Julien che cambia il suo comportamento nei confronti del nuovo arrivato, cercando di strappargli di bocca qualche pezzo di verità ogni volta che parla con lui.
Jean Kippelstein reagisce spesso in malo modo alle provocazioni di Julien ma, col passare del tempo, seccato dalla sua insistenza, gli dice la verità e lo invita a non farne parola con gli amici.
I due giovani diventano presto amici inseparabili e condividono la passione per la musica e i romanzi, ma sono consapevoli che un giorno la loro origine diversa li dividerà per sempre.
Quel giorno arriva: un gruppo di soldati della Gestapo fa irruzione nel collegio per scoprire chi sia l’ebreo che studia dai frati e che gli è stato segnalato da una spia. Dopo alcune perquisizioni Jean viene arrestato e portato ad Auschwitz, dove muore un anno dopo. La stessa sorte tocca anche ad altri due suoi compagni e a padre Jean, il frate direttore del collegio, che muore invece nel campo di concentramento di Mauthausen.
A Julien rimane negli occhi l’ultimo saluto dell’amico che la guerra gli ha strappato e l’ultimo incrocio dei loro sguardi.
I fatti narrati nel libro si svolgono durante la seconda guerra mondiale, e più precisamente nel gennaio del 1944, il periodo più freddo e duro del conflitto. Il conflitto in corso influisce molto sulla storia dei due giovani.
Gli avvenimenti si svolgono soprattutto in un collegio di frati vicino a Parigi, nella Francia occupata dai nazisti, ma nel testo sono presenti anche le descrizioni di alcuni locali della città e dei boschi attorno al collegio.
Il protagonista del racconto è Julien, un ragazzo francese figlio di una famiglia borghese, mandato dai genitori in collegio insieme al fratello. Per rimanere con i più grandi a scuola Julien cerca di avere un comportamento più maturo e nasconde il suo vero carattere, che potrà invece venire fuori solo quando incontrerà Jean e diventeranno amici.
Julien ama moltissimo i racconti e durante il soggiorno dai frati spesso legge quelli che si è portato da casa. Il giovane è anche curioso e per scoprire la verità sul nuovo arrivato in collegio cerca nel suo armadietto e legge le sue cose di nascosto.
Jean Kippelstein, invece, è un ragazzo ebreo che si presenta al collegio di frati sotto falso nome per non essere riconosciuto e per evitare le persecuzioni razziali. Il ragazzo è nella stessa classe di Julien, ama molto la musica ed in particolare il pianoforte. È appassionato di romanzi e spesso li legge insieme a Julien.
Ha un carattere diverso rispetto agli altri studenti del collegio, è molto tranquillo e pronto a porgere l’altra guancia a tutti, anche se a volte reagisce male alle provocazioni di Julien.
Un altro dei personaggi principali è Padre Jean, il frate più importante del collegio: è gentile ed educato coi ragazzi e li accudisce affettuosamente fino al giorno della sua deportazione.
Il tema predominante del racconto è indubbiamente l’amicizia tra Jean e Julien, nata nel periodo molto difficile della seconda guerra mondiale; i due giovani hanno legato nonostante le origini diverse, e sono rimasti sempre insieme fino all’irruzione della Gestapo.
Con questa storia l’autore dimostra come tra due ragazzi di origini diverse possa sbocciare una bellissima e profonda amicizia, nonostante il difficile periodo storico in cui si incontrano.
Questo libro ci fa capire come la guerra lasci dietro di sé solo morte e distruzione e sottolinea l’ipocrisia del mondo degli adulti, l’orrore delle persecuzioni razziali che uccidono, oltre alle persone, anche amicizie e legami profondi.
A me il libro è piaciuto poiché mi ha saputo coinvolgere nelle vicende e soprattutto perché è una storia vera, con riferimenti ad avvenimenti accaduti realmente.
Consiglierei di leggerlo perché parla di una bellissima storia di amicizia ed è molto toccante.