Capitolo 13 de I promessi sposi, riassunto | Video

Di Marta Ferrucci.

Capitolo 13 de I Promessi sposi: riassunto, spiegazione e video. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul capitolo del mancato omicidio del Vicario

CAPITOLO 13 PROMESSI SPOSI VIDEO

Fonte: Video Interni

PROMESSI SPOSI CAPITOLO 13 RIASSUNTO

La narrazione si apre di nuovo a Milano, esattamente dove abbiamo lasciato Renzo nel capitolo precedente, e dove il popolo in tumulto si sta recando verso la casa del Vicario. Manzoni apre subito con un tocco d’ironia, perché immortala il Vicario proprio mentre sta facendo colazione e si lamenta per la mancanza di pane fresco. La folla urlante vendetta raggiunge la sua casa, i servi sprangano porte e finestre e lui cerca in tutti i modi di difendersi.

In questo capitolo la folla è divisa in due parti:

  • Una parte, violenta e che Manzoni non giustifica, vuole uccidere il Vicario: questa è incarnata dal personaggio del vecchio mal vissuto, descritto in maniera abbastanza rude da Manzoni, proprio per sottolineare il suo distacco nei confronti di questa folla la cui violenza sta per esplodere;
  • Un’altra parte di folla, quella incarnata da Renzo, che vuole far sentire le proprie ragioni ma che non vuole degenerare nella violenza.

Proprio mentre le cose stanno per volgere al peggio per il povero Vicario, arriva il Governatore Ferrer, che incarna un modello negativo di anziano. Infatti lui utilizza le buone maniere per cercare di calmare il popolo, e le proprie conoscenze per ingannarlo.

Il Governatore Ferrer dice alla folla che è venuto per arrestare il Vicario, ma in realtà non è così: in spagnolo infatti comunica con il proprio cocchiere dicendogli ben altri piani. Il Governatore riesce a prelevare il Vicario e a salvarsi, peraltro aiutato da Renzo, che si ricorda di aver letto il suo nome in una delle bolle dell’Azzeccagarbugli e quindi aiuta la carrozza a passare.

CAPITOLO 13 PROMESSI SPOSI ANALISI E COMMENTO

In questo capitolo siamo di nuovo nel campo sia del romanzo storico che nell’espressione della morale manzoniana. Infatti Manzoni in questo capitolo parla essenzialmente del fatto che la storia tutte le volte contraddice il comandamento non uccidere. Ed è per questo che lo stile di questo capitolo è molto teso: perché si sta rischiando un omicidio, si sta rischiando di contraddire sia l’etica che la morale cristiana.

Manzoni però non esprime un giudizio vero e proprio, pur facendo capire di essere contrario alla violenza. Si limita a descriverne lo svolgimento storico dando spazio sia a coloro che la compiono che a coloro che vorrebbero evitarla.

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