I Promessi sposi di Alessandro Manzoni: domande sui capitoli 1-19

Di Redazione Studenti.

Domande sui capitoli 1-19 dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni. Esempi svolti di domande e risposte sul romanzo dell'autore milanese

PROMESSI SPOSI

Domande sui promessi Sposi di Alessandro Manzoni
Domande sui promessi Sposi di Alessandro Manzoni — Fonte: getty-images

I Promessi sposi sono il romanzo più famoso dell'autore milanese Alessandro Manzoni.

Protagonisti sono Renzo Tramaglino e Lucia Mondella.

Per orientarsi meglio all'interno dei capitoli 1-19 del testo, abbiamo pensato di fornire una serie di domande da cui partire per sviluppare un'analisi critica e approfondire le tematiche trattate.

PROMESSI SPOSI, DOMANDE E RISPOSTE

  • Quali sono, secondo il narratore, le cause della carestia del 1628?
    Per il narratore, la carestia era stata causata dal clima che aveva portato a una diminuzione del raccolto, ma anche ad alcuni provvedimenti negativi e alla lotta per la successione di Mantova.
  • E secondo gli abitanti di Milano, chi sono invece i responsabili della carestia?
    Il popolo considerava colpevoli il governatore, il vicario e tutti i ricchi.
  • Per quali motivi il popolo odia il vicario di provvisione e apprezza il governatore Ferrer?
    La popolazione apprezza Ferrer poiché si finge loro amico stabilendo un prezzo fisso per il pane, mentre il vicario viene odiato poiché la gente lo pensa responsabile della mancanza del pane a causa del suo altissimo prezzo e in seguito responsabile della chiusura dei forni.
  • Per quale motivo il forno era detto delle Grucce?
    Poiché le grucce sono le tipiche pale dei fornai.
  • In quali parti del dodicesimo capitolo il narratore utilizza la tecnica dell’analessi?
    L’analessi o retrospezione, viene usata dal narratore per spiegare al popolo le cause della rivolta.
  • Confronta l’atteggiamento dell’oste della “Luna Piena” con quello dell’altro oste che compare nel capitolo settimo.
    L’oste dell'Osteria della Luna Piena tratta Renzo come un qualsiasi cliente, resta distaccato da lui e continua a chiedergli i suoi dati personali per poter seguire le regole delle grida.
    L’oste della locanda ad Olate, invece, resta in silenzio senza domandare nulla temendo coinvolgimenti con i bravi.
  • Evidenzia, nel discorso di Renzo fatto a Milano una volta conclusa la rivolta, quali sono i riferimenti ai fatti personali del protagonista.
    Quando Renzo, finita la rivolta, comincia il suo discorso, lo racconta come se fosse un protagonista esterno e non il protagonista. Incita la gente a continuare la rivolta e a farsi sentire.
  • Nel quattordicesimo capitolo, quale funzione assume la reticenza nel discorso di Renzo?
    Nel discorso di Renzo la reticenza assume una funzione che evidenza la sua volontà di fare chiarezza e di ricevere giustizia.
  • Perché il narratore usa il termine “Usciaccio” per definire l’ingresso dell’osteria?
    Per far capire al lettore che attraverso quella porta sono passati tanti uomini incivili e tanti traditori che non hanno fatto altro che impedire a Renzo di poter portare a termine il suo percorso.
  • Evidenzia, nel viaggio di crescita di Renzo, le parti in cui si notano i suoi cambiamenti
    Nel suo viaggio di crescita, Renzo cambia fisicamente e caratterialmente. in particolare, tempera il suo essere impulsivo e aperto con tutti diventando più riflessivo.
  • Cosa c’è di vero e cosa di esagerato nel discorso del mecenate negli avvenimenti di Milano?
    Il Mecenate racconta i fatti accaduti, senza esagerare, ma enfatizza le imprese di Renzo fino a farlo diventare il capo dell’intera rivolta.
  • Confronta l’Addio ai Monti di Lucia con L’addio al Ducato di Milano di Renzo
    Entrambi i protagonisti riversano nel loro addio tutti i loro sentimenti: rabbia per Lucia che non vuole lasciare la sua patria, e la felicità di Renzo, che è soddisfatto dal  poter lasciare il luogo culla di suoi tanti problemi.
  • Perché Ferrer parla sia in Italiano che in Spagnolo?
    Ferrer è Spagnolo, ma vive in Italia. L’Italia, comunque, in quel periodo, è sotto la dominazione spagnola.
  • Riporta cinque espressioni proverbiali e metaforiche presenti nel capitolo quattordicesimo
    - A che negozio
    - Berlinghe , Reali e Parpagliole
    - Ho le spalle al muro
    - Col muso all’inferriata
  • In quale modo il notaio viene a sapere il nome di Renzo?
    L’oste della locanda Luna Piena fa bere grandi quantità di vino a Renzo, che finisce cosi, ubriaco, per dirgli le sue generalità, che subito l'oste riferisce al notaio.
  • In quale modo riesce Renzo a sfuggire all’arresto?
    Grazie a delle persone conosciute il giorno prima dell'assalto al forno delle grucce.
  • Evidenzia quattro figure retoriche presenti nel capitolo quindicesimo
    - Una ONOMATOPEA
    - una ANASTROFE (partite le donne, la lettera se la fecere distendere da don ferrante, di cui, per esser letterato, come diremo più in particolare si serviva per segretario, nell’occasione d’importanza),
    - delle RETICENZE (io ho sempre cercato di farlo, il mio dovere, anche con mio grave incomodo, ma quando si tratta della vita...)
    - alcune METAFORE.
  • Evidenzia le espressioni figurate e proverbiali del capitolo sedicesimo
    Le espressioni proverbiali sono presenti nel dialogo tra Renzo e gli altri personaggi del sedicesimo capitolo. Un esempio: “se ci fosse qui qualcheduno de’miei figliuoli” o "a quel satanasso le braccia al collo!"
  • Qual è il momento in cui Renzo, da protagonista diventa spettatore delle vicende?
    Quando si trova nell’Osteria a Gorgonzola e sente gli altri raccontare e discutere sui fatti a lui accaduti, ma non avendo rivelato le sue generalità viene considerato come una persona qualunque che assiste alla narrazione dei fatti.
  • Perché il mercante può essere definito narratore di secondo grado?
    Perché racconta le vicende accadute a Milano, che sono però già note al lettore
  • Spiega il ruolo narrativo, simbolico e sentimentale del fiume Adda
    Il fiume Adda ha un ruolo simbolico e geografico. Simbolico poiché dal suo “Addio” si capisce la felicità di Renzo all’idea di poter abbandonare quel posto, e geografico, poiché questo corso d’acqua divide Milano da territori confinanti, ed è quindi un ostacolo per scappare da quella città.
  • Cerca nel capitolo diciassettesimo un esempio di metonimia e di soliloquio
    Soliloquio: quando, durante la notte Renzo, non riuscendo a dormire, comincia a riflettere a voce alta
    Metonimia: “è vero che bisogna farlo per l’anima” che significa: “ Tutte le cose che si fanno devono avere in cambio un merito”
  • Nei discorsi del “Conte Zio” in quale modo è usata la figura della reticenza?
    La reticenza evidenzia il suo carattere instabile, la sua paura di essere scoperto e la sua incertezza.
  • Quali rapporti instaura L’innominato con i nobili suoi vicini?
    Un rapporto di timore reciproco
  • Confronta le tecniche di narrazione tra il colloquio tra Attilio e il conte zio e la biografia dell’Innominato
    Il colloquio è basato sulla narrazione tramite tecnica dialogata. La descrizione dell’innominato è invece narrativa e ricca di flashback.

L'AUDIOLEZIONE SUI PROMESSI SPOSI

Ascolta la puntata del nostro podcast dedicata all'ambientazione e ai personaggi dei Promessi Sposi.

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