Project Manager: chi è, cosa fa e quanto guadagna questa figura professionale

Il project manager è una delle nuove professioni, tra le più ricercate oggi dalle aziende: qual è il suo ruolo e che percorso di studi serve

Project Manager: chi è, cosa fa e quanto guadagna questa figura professionale
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Project Manager: chi è, cosa fa e quanto guadagna questa figura professionale

Il project manager guida il suo team alla realizzazione degli obiettivi
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Oggi non si parla d’altro che di nuove professioni e lavori del futuro. Avrai sicuramente sentito nominare il ruolo del project manager, ma al momento non ti è ben chiaro di che cosa si occupa. Le nuove professioni aprono la strada - per studenti e professionisti - a percorsi lavorativi prima non esistevano e che si sono (e si stanno) sviluppati negli ultimi anni, grazie al progresso tecnologico, alla digitalizzazione, a nuovi settori legati all’ecosostenibilità e alla protezione dell’ambiente.

Il mondo del lavoro cambia e si evolve, per questo motivo nascono le nuove professioni e i lavori del futuro. In questo articolo in particolare approfondiamo il ruolo del project manager; se questa figura ti incuriosisce, puoi scoprire che compiti svolge in azienda e qual è il percorso di studi più adatto per assumere questa posizione.

Intanto è bene sapere che, per entrare nel mondo del lavoro oggi e prepararsi per le nuove professioni, è fondamentale sviluppare competenze e conoscenze digitali e tecnologiche, ma anche altre doti personali e trasversali come la creatività, la leadership, la capacità di lavorare in team e la flessibilità.

Chi è il project manager?

Il project manager, che in azienda viene chiamato in breve PM, è una delle figure che fanno parte delle nuove professioni e che – secondo gli esperti – avrà parecchio successo nel mercato del lavoro nell’immediato futuro.

In base a quanto dicono dati e stime, infatti, pare che nei prossimi 10 anni la domanda di project manager sia destinata ad aumentare del 33%, con la nascita di ben oltre 20 milioni di nuovi posti di lavoro.

Il project manager è colui che in Italia viene chiamato Responsabile di Progetto, che ha il compito di avviare, pianificare, controllare l’esecuzione del lavoro e chiudere il progetto secondo metodi e tecniche propri del professionista.

Quali studi deve fare

Chiariamo subito che non esiste un corso di laurea specifico per diventare project manager, non c’è un percorso universitario riconosciuto come ufficiale per poter esercitare la professione.

È importante avere un titolo di studio adeguato, questo senza dubbio, ma le materie e le capacità acquisite non sono essenziali per entrare in un campo piuttosto che in un altro. Quello che fa la differenza sono le reali competenze della persona, le cosiddette skills.

Corsi di laurea e master

Oltre alla formazione universitaria, chiaramente utile per avere il titolo di studio adeguato, quello che può dare una maggiore formazione in uno o nell’altro settore sono eventuali corsi e master che un aspirante project manager può seguire dopo la laurea.

Motivo per cui la prima cosa da fare è riuscire a individuare il comparto in cui si desidera lavorare, per orientarsi sul percorso di studi più adatto ad acquisire le skills necessarie a seguire i progetti tipici di quel segmento di mercato.

Se al momento non hai ancora le idee chiare o non hai un unico settore di interesse di riferimento, allora il consiglio è quello di scegliere un corso di laurea in Economia: ricorda infatti che un project manager ha ogni giorno a che fare con calcoli di profitto, budget e bilanci per la realizzazione dei progetti e il conseguimenti degli obiettivi previsti.

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  • Economia Aziendale Laurea Triennale
  • Scienze e Tecniche Psicologiche Laurea Triennale
  • Scienze Pedagogiche Laurea Magistrale
  • Giurisprudenza Laurea Magistrale

Per questo un buon approfondimento sulle materie economiche, statistiche e matematiche può sicuramente essere utile.

La figura del project manager è molto richiesta dalle aziende e sono tanti i professionisti che scelgono questa strada, rendendo così i colloqui e i percorsi di selezioni sempre più complessi.

Il master può fare la differenza: nel momento in cui le aziende visualizzano centinaia o migliaia di curriculum, molto spesso in maniera più rapida del dovuto – a causa dell’altissima quantità di richieste – un corso o un master balzano all’occhio di chi procede alle selezioni (l’ufficio delle risorse umane).

Generalmente i master sono abbastanza costosi, ma garantiscono una formazione ottimale e soprattutto programmi pratici e aggiornati costantemente; l’obiettivo di questi corsi infatti è aiutare l’ingresso dei frequentatori nel mondo del lavoro.

Di che cosa si occupa?

Nel senso stretto, il termine project manager sta a indicare la persona responsabile del progetto: il più grande obiettivo del suo lavoro è sostenere i committenti e offrire loro la consulenza necessaria per difendere l’idea progettuale dei progettisti.

  • Il project manager è la guida del team: ha una personalità da leader, è in grado di sostenere tutti coloro che partecipano al progetto e di guidarli verso l’obiettivo che il cliente vuole perseguire. Il compito più arduo, ma anche più soddisfacente, è riuscire a captare il reale interesse dell’investitore e incrociarlo con le capacità del team di lavoro.
  • In pratica il project manager deve saper tradurre il progetto, parlando la stessa lingua dei professionisti che se ne occupano, ma arrivando a creare quello che il cliente desidera. È la figura professionale che si interfaccia ogni giorno con pubbliche amministrazioni e imprese – a seconda del settore di appartenenza - e che ottiene le autorizzazioni indispensabili per realizzare quanto dovuto al committente. E infine, deve far quadrare i conti: quindi il progetto deve essere portato a termine, sì, ma rispettando tempi, costi e qualità dello stesso.
  • Il project manager è una delle figure che fanno parte delle nuove professioni, ha delle competenze specifiche e delle qualità che lo rendono in grado di supportare il cliente nel prendere scelte consapevoli. In alcuni ambiti specifici, è chiaro che deve avere una formazione tecnica tale da poter consigliare e entrare nel merito di determinate questioni.
  • La responsabilità della gestione economica del progetto è nelle mani del project manager, che sostiene tutto il processo - dalla valutazione dei rischi alla gestione delle risorse – per questo spesso le aziende cercano persone laureate in Economia, Marketing e Comunicazione.

Quali doti dovrebbe avere un buon project manager?

È chiaro come oggi, soprattutto nell’ambito delle nuove professioni, il mercato del lavoro sia cambiato parecchio e per entrare a farne parte con successo, è importante avere competenze professionali, in questo caso tecnico-gestionali, ma anche relazionali e creative.

In ogni caso, nessuno nasce project manager, ma tutti possono imparare a farlo. Per fare un esempio, chi ha una laurea in materie umanistiche o ha affrontato percorsi di studi differenti non deve sentirsi escluso a prescindere da questa possibile carriera, anzi.

 

Skills richieste

Quelle che vedi di seguito, secondo gli esperti, sono alcune delle doti personali che un project manager, a prescindere dalla sua formazione, dovrebbe avere:

  • buone capacità di problem solving;
  • ottime doti di leadership;
  • attitudine al lavoro in team;
  • abilità comunicative eccellenti;
  • capacità e precisione nei processi di controllo.

Quanto guadagna

Non possiamo fare un discorso univoco in questo caso, perché lo stipendio di un project manager può variare molto a seconda del Paese in cui lavora, dell’azienda, della regione, del settore di competenza e dei progetti in sé.

Possiamo dire che in Italia la retribuzione media oscilla tra i 30.000 e i 50.000 euro all’anno, spesso sono previsti benefit come smartphone, pc o altro. Ci sono poi project manager con esperienza pluriennale, che hanno lavorato anche all’estero, che possono arrivare anche a cifre molto più alte, oltre i 70-80.000 euro all’anno.

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