Professori su Facebook, devono chattare con gli studenti?

Di Tommaso Caldarelli.

Sempre più alunni si mettono in contatto con i loro docenti grazie ai social network

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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Professori su Facebook, sono certamente una novità moderna: e secondo Alex Corlazzoli, professore e blogger che scrive sul Fatto Quotidiano, sono ancora troppo pochi. Sopratutto se confrontati, invece, con la crescente quantità di studenti che hanno un profilo sul principale social network mondiale e per i quali l'utilizzo anche a fini scolastici è sostanzialmente la norma. Secondo il prof-blogger, gli insegnanti dovrebbero superare in brevissimo tempo tutte le resistenze che ancora hanno riguardo l'utilizzo dei social network su internet.

SCUOLA DIGITALE, ECCO LE NEWS

USARE FACEBOOK - Perché, dice Corlazzoli, non c'è un orario in cui si cessa di essere educatori e professori. Per questo gli insegnanti dovrebbero accettare al più presto le sfide dell'educazione digitale.

Lo dico con chiarezza: ho un profilo, accetto l’amicizia dei miei allievi e non ho alcuna intenzione di demonizzare il social network di Zuckerberg. Anzi credo che sia compito degli insegnanti educare ad usare Facebook, Twitter o Instagram.

Secondo il professore bisogna che, in brevissimo tempo, i docenti si abituino ad utilizzare mezzi di insegnamento ed apprendimento digitali come tablet, computer ed e-book. D'altronde i dati parlano chiaro: "Che piaccia o no, il 74% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni e il 34% dai 9 ai 12 anni (Atlante dell’Infanzia Save The Children) ha un profilo sui social network".

LA SCUOLA? TI CONTROLLA SU FACEBOOK

RIVOLUZIONE DIGITALE - E raggiungere i propri studenti sui social network ha un ulteriore vantaggio, dice il prof: aiuta a prevenire i fenomeni di cyberbullismo. Insomma, dice Corlazzoli, un professore deve essere in grado di utilizzare con disinvoltura libri, gessi e meccanismi di istruzione più moderni.

Iniziamo a parlare con i nostri allievi anche via chat. Vi accorgerete che spesso non vi chiederanno nulla di assurdo ma vi chatteranno per dirvi: “Domani maestra interroghi?”

Con questo articolo Corlazzoli intende sottolineare la sfiducia che da parte di moltissimi professori permane riguardo la tecnologia e la rivoluzione digitale. Quanti professori, in effetti, accettano di chattare con i propri studenti?