La priorità? Tranquillizzare i ragazzi. La testimonianza di una docente di Roma

Di Veronica Adriani.

La didattica a distanza serve a proseguire le lezioni, ma anche a stare vicino ai ragazzi in un momento complesso. Ne parliamo con una docente di Roma

DIDATTICA A DISTANZA

Didattica a distanza: la testimonianza di una docente di scuola media
Didattica a distanza: la testimonianza di una docente di scuola media — Fonte: istock

I ragazzi sono entusiasti e si impegnano. L’interazione è ottima. Svolgono regolarmente i compiti, a volte consegnandoli anche in anticipo sulle scadenze. La loro partecipazione mi ha davvero emozionato. Lo racconta Alessandra, docente di Lettere in una scuola secondaria di primo grado di Roma est. Anche lei, come tanti suoi colleghi, si è trovata a fare i conti con l'esigenza di svolgere lezioni a distanza con le sue classi. Una scoperta continua, per docenti e studenti: tante le piattaforme, tante le opportunità e le difficoltà.

DIDATTICA A DISTANZA: PIATTAFORME

In una prima fase ci sono stati contatti via mail con i ragazzi, e aggiornamenti con le famiglie tramite una mamma rappresentante di classe, su Whatsapp. Solo successivamente si è passati alla didattica online vera e propria, facendo scouting fra i diversi strumenti.

La piattaforma scelta dalla scuola di Alessandra è Edmodo, ma si sta valutando l'introduzione di Zoom dalla prossima settimana.

Complessivamente credo che la piattaforma sia valida - spiega Alessandra - ma, data l’emergenza e il grande numero di utenti connessi in tutta Italia, il sistema è spesso lento. Bisogna rigenerarlo frequentemente: questo rende la comunicazione in sincrono parecchio complessa.

Meglio quindi un sistema "misto": Credo che il miglior sistema sia quello di utilizzare Edmodo, come piattaforma di incontro e scambio di idee e materiale, un luogo dove dare l’appuntamento per la lezione, e Zoom come “classe virtuale”, per fare video lezioni, correggere esercizi e interrogare. Le funzionalità dell’uno aiutano e migliorano quelle dell’altro.

Verifiche e interrogazioni sarebbero gestibili anche a distanza, ma la scelta della scuola di Alessandra, per questo mese, è stata controcorrente rispetto ad altre realtà: Per il momento abbiamo deciso di non farle - racconta - ci organizzeremo a breve, seguendo le norme ministeriali. La nostra priorità è stata quella di tranquillizzare ragazzi e famiglie, dargli il tempo di abituarsi al nuovo sistema e alla situazione in generale, ricreare la fiducia reciproca e trovare un codice condiviso.

DIDATTICA ONLINE

L'esperienza della didattica a distanza è comunque positiva: Permette di avere una comunicazione diretta con gli studenti, non mediata dai genitori, di creare quiz, compiti e anche di ricreare una sorta di classe, spiega la prof. E gli studenti? Stanno reagendo molto bene. Nonostante varie siano le casistiche e le possibilità di utilizzo di internet e di strumenti elettronici, tutti stanno facendo del loro meglio per essere presenti e partecipare.

Un ruolo davvero importante nelle classi di Alessandra lo stanno avendo però le famiglie: I ragazzi sono molto seguiti dalle famiglie che stanno facendo i salti mortali per permettergli di proseguire nella didattica, racconta Alessandra. Per questo le ringrazio di cuore.

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