Le principali correnti artistiche durante la I Guerra Mondiale

Di Redazione Studenti.

Sintesi dei movimenti artistici operanti nel periodo della Grande Guerra. L'arte durante la prima guerra mondiale: pittura, architettura e scultura

Arte durante la Prima guerra mondiale

Joan Mirò è uno degli artisti che hanno operato durante la Prima guerra mondiale
Joan Mirò è uno degli artisti che hanno operato durante la Prima guerra mondiale — Fonte: getty-images

Durante la Prima guerra mondiale l'arte ha conosciuto diverse tendenze, molto differenti tra di loro. Fra queste si annoverano certamente il cubismo, l'astrattismo e il futurismo - per citare le più famose - ma anche l'arte metafisica, il dadaismo, il surrealismo.

Grande stimolo ha avuto anche l'architettura, che inizia con la Bauhaus a conoscere nuovi canoni, e la scultura, con artisti del calibro di Giacometti, Marini o Manzù.

In questo approfondimento, vedremo le principali correnti artistiche della prima guerra mondiale.

Il cubismo

Il nome Cubismo designa la più importante corrente figurativa moderna, che ha avuto inizio nel 1907 a Parigi e ha costituito una decisa innovazione nell’arte occidentale.

L’arte per i cubisti è espressione plastica pura. Le tre dimensioni dello spazio e della rappresentazione reale e delle sue dimensioni si attuano in modo sintetico e simultaneo.

  • Dal 1909 ha inizio il Cubismo analitico, nel quale la realtà viene scomposta per essere analizzata in ogni suo aspetto e da vari punti di vista. Quando l'artista ricompone sulla tela le diverse visioni percepite nello spazio e nel tempo, trasmette la reale conoscenza dell’oggetto. Nell’opera pittorica a due e a tre dimensioni - larghezza, altezza e profondità - i cubisti introducono l’idea del tempo, volendo inserire la quarta dimensione. Il colore viene ridotto a tinte quasi monocrome fatte di grigi o di terre.
  • Verso il 1912 ha inizio il Cubismo sintetico, nel quale solo alcuni aspetti della realtà, osservata sempre da vari punti di vista, vengono scelti e raffigurati nel quadro. Oggetti e persone sono semplificati e poco somiglianti e la natura morta diventa uno dei temi dominanti. Il colore si ravviva e nella pittura appaiono lettere e numeri; vengono usati nuovi materiali, come carta,  sabbia e frammenti di legno.

Pablo Picasso

Pablo Picasso
Pablo Picasso — Fonte: getty-images

Pablo Picasso nacque a Malaga in Spagna nel 1881, figlio di un professore dell’ Accademia di Belle Arti di Barcellona. Fu proprio da suo padre che l'artista ricevette i primi insegnamenti.

Visse per alcuni anni a Barcellona, e nel 1900, non ancora ventenne, si trasferì a Parigi, proseguendo i suoi studi.

Dal 1901 al 1904 Picasso attraversa il cosiddetto Periodo Blu, una pittura giocata sui colori freddi, dove i soggetti umani rappresentati, emarginati e degli sfruttati, sembrano sospesi in una atmosfera malinconica e monumentale. Si avrà poi il Periodo Rosa, malinconico anch'esso. I soggetti sono saltimbanchi, acrobati o comunque legati al mondo del circo.

Gli ultimi mesi del 1906 lo portano a contatto con la cultura africana. Nel 1907, la mostra retrospettiva dedicata a Cezanne, gli fa scoprire questo grande artista. Sempre nello stesso anno Picasso incontra Braque, con il quale inizia una proficua collaborazione, da cui nascerà il cubismo. Un punto di arrivo del cammino artistico di Picasso è Les Demoiselles d’Avignon.

Nel 1909 Picasso trascorse l’estate in Spagna e creò i suoi primi paesaggi cubisti. Sperimentò varie tecniche, come il collage, e del cubismo visse vari stadi (protocubismo, cubismo analitico, cubismo sintetico).

La durata del periodo cubista fu estremamente breve e si chiuse definitivamente con la prima guerra mondiale. Nel dopoguerra alternò dipinti monumentali a riprese di cubismo sintetico, rivolgendosi anche alla grafica e alla scenografia.

Picasso morì a Mougins nel 1973.

Il Guernica

Una delle opere più famose di Picasso è il suo Guernica. Ascolta la storia del dipinto e la sua descrizione atraverso la puntata che gli abbiamo dedicato nel nostro podcast.

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Il futurismo

Il futurismo fu un movimento letterario, artistico e politico. Come movimento artistico italiano, fu fondato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti, che propose, attraverso una serie di manifesti e un’intensa e spesso clamorosa opera di propaganda, un’arte e un costume che cancellava qualsiasi traccia del passato e di ogni forma espressiva tradizionale, incapace a sua detta di rendere l’idea del movimento e della velocità.

La pittura classica, con le sue immagini immobili, aveva impedito allo spettatore di entrare nel quadro. Il Futurismo crea quindi opere dinamiche, capaci di mettere lo spettatore al centro del dipinto, per esaltare la vitalità e il progresso.

Un'opera dinamica tipica dell'arte futurista
Un'opera dinamica tipica dell'arte futurista — Fonte: ansa

I Futuristi nel mito del movimento e della velocità vedevano la chiave della città industriale, della fabbrica, della locomotiva e di tutti gli elementi che nel loro tempo stavano trasformando il volto dell’Italia contadina in una realtà industriale.

Il movimento futurista fece capo a Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Fortunato Depero e Gino Severini.

Astrattismo

Con il termine Astrattismo si intendono tutte quelle forme di espressione che non hanno alcun richiamo al mondo reale e il cui significato va ricercato nei segni visivi e nella loro composizione. A partire dal 1910 producono arte non figurativa.

L’iniziatore dell’astrattismo in Europa viene considerato Wassily Kandinskij (1866 – 1964), un pittore russo che nel 1910, a Monaco, dipinse il primo acquerello astratto, dando l’avvio a tutte le correnti non figurative del Novecento.

Gli artisti di questo gruppo avevano intenzione, all'interno delle loro opere, di esprimere con autenticità i propri impulsi spirituali e il proprio mondo interiore. Per fare ciò, ricorsero a particolari accostamenti di linee e di colori, tratti per creare veri e propri accordi, proprio come avviene per le note musicali.

I soggetti perciò non avevano forma attinente al reale, ma erano costituiti dall’equilibrio tra forme astratte, tra colori freddi e caldi, tra le linee e le masse, tra i piani e la profondità degli sfondi.

Piet Mondrian, artista olandese, diede invece origine a un astrattismo geometrico, nel quale i quadri erano divisi in precisi reticoli matematicamente calcolati, riempiti in parte da colori.

Arte metafisica

Le muse inquietanti, di Giorgio De Chirico
Le muse inquietanti, di Giorgio De Chirico — Fonte: ansa

Un gruppo di pittori italiani, dopo le provocatorie esperienze delle avanguardie europee, sentì il bisogno di tornare a dipingere con figure, racconti e messaggi. Per realizzare questo progetto non vollero però copiare la natura, ma inventarono dei simboli: manichini, idoli, nature morte, vedute di piazze e di interni portavano gli spettatori “al di là delle cose fisiche“. Era nata l'epoca della pittura metafisica.

Il vero scopo della pittura di Giorgio De Chirico fu quello di far riscoprire il valore intimo delle cose, il loro mistero. E lo fece generando una pittura molto allusiva, interessata a presentare oggetti perfetti e proporzionati.

Con De Chirico si schierarono altri pittori:

  • Carlo Carrà fu più interessato agli aspetti plastici e volumetrici.
  • Giorgio Moranti eseguì delle nature morte intimiste, quasi religiose

Dadaismo e Surrealismo

Esempio di pittura surrealista
Esempio di pittura surrealista — Fonte: getty-images

Il dadaismo fu un'avanguardia artistica che coinvolse pittura, musica, letteratura e fotografia. La sua nascita del DADAISMO è collocata a Zurigo nel 1916, con l’apertura di uno spazio in cui si tenevano mostre d’arte russa e francese, danze, letture poetiche, canzoni, musiche africane, dove si erano riuniti molti intellettuali contrari alla guerra, provenienti da vari paesi.

L’arte Dada faceva derivare la creazione artistica dal caso, dall’imprevisto, dal gioco. Gli artisti non avevano un programma e non volevano proporre nulla. Il nome Dada non significa niente: era solo un simbolo di protesta e di rivolta contro i massacri della guerra e contro quella società che l’aveva voluta e la giustificava.

Le tecniche fecero ricorso ai collages, agli assemblaggi di materiali poveri, alla scelta di oggetti di uso quotidiano (sedie, sgabelli, scola bottiglie, ferri da stiro ).

Dalla Svizzera il movimento si estese in Germania e in Francia e perfino negli Stati Uniti, ma durò pochi anni: nel 1922 può considerarsi terminato.

In seguito molti dei principali protagonisti aderirono al surrealismo, che ha avuto inizio a Parigi nel 1924. Il movimento nacque nel quadro culturale europeo seguente alla Prima guerra Mondiale, quando fra gli intellettuali era diffusa la sfiducia nella razionalità dell’uomo e nel progresso, che durante la guerra avevano portato a distruzione e morte. Il movimento si basa sulla ricerca di espressioni artistiche che facessero emergere la parte più libera, più istintiva e autentica dell’uomo.

Le tecniche usate furono spesso nuove:

  • Il frottage
  • La decalcomania
  • Il fotomontaggio
  • Il collage
  • Il dripping
  • L'assemblaggio di materiali

Joan Mirò

Joan Mirò nasce a Barcellona il 20 aprile 1883. Inizia a frequentare la scuola elementare nel 1900 e segue i corsi di disegno del Sr. Civil. I suoi primi disegni risalgono al 1901 e sono conservati alla Fondazione Mirò di Barcellona.

Nel 1918 fa la sua prima mostra alla galleria Dalmau e nel 1930 negli Stati Uniti. Dal 1933-37 esegue disegni-collages, pastelli, pastelli, pitture a tempera, rame e masonite e realizza le cosiddette pitture selvagge e la serie dei Mostri, riferiti alla tragedia della Seconda guerra Mondiale.

Nel 1940 inizia la serie delle Costellazioni. Dieci anni più tardi lavora alla pittura murale per l’ Harvard University e nel 1968 ottiene un dottorato onorario.

Nel 1972 comincia i lavori sui tessuti che culminano in arazzi monumentali. Sette anni dopo viene nominato dottore honoris causa dall’Università di Barcellona. Muore il 25 dicembre a Palma di Maiorca.

Architettura del Novecento

La Bauhaus
La Bauhaus — Fonte: getty-images

In questo periodo sorse in Germania nel 1919 la Bauhaus, una scuola fondata da Walter Gropius. La base teorica di questo tipo di architettura era la creazione di forme geometriche e funzionali che rispondessero all’uso cui erano destinati gli oggetti costruiti e gli edifici.

Nella prima metà del Novecento operò negli Stati Uniti Frank Lloyd Wright, iniziatore dell’architettura organica, che progetto edifici che si ponessero in dialogo con l’ambiente. Wright progettò un’abitazione unifamiliare, a contatto con il terreno, semplice e a dimensione umana, che partisse dal suo spazio interno per proiettarsi verso l’esterno. Questo portò alla fluidità spaziale, evitando i frazionamenti interni.

Contemporaneamente in Francia, Le Corbusier si applicò a studiare le sue macchine per abitare, che risolvessero i gravi problemi della convivenza abitativa: la casa per tutti, il rispetto dell’ambiente esterno, l’eliminazione dei conflitti sociali, l’equilibrio tra costruzioni e costi.

La scultura del Novecento

Anche la scultura, nel periodo dello scoppio delle due guerre mondiali, segue le correnti artistiche che meglio rappresentano questo secolo. Gli scultori che riproposero l’arte mediante la manipolazione plastica dei volumi e delle forme tridimensionali furono Brancusi e Giacometti. L’inglese Moore cercò di rappresentare la struttura interiore di un corpo e delle linee che lo rendono vivo.

Molti e importanti furono gli scultori italiani del Novecento: Arturo Marini, Marino Marini, Giacomo Manzù.

Le avanguardie artistiche: il video

Quali sono le caratteristiche delle avanguardie europee? Guarda la nostra video-spiegazione!