Prima prova 2018: i consigli di Umberto Eco

Di Francesca Ferrandi.

Prima prova maturità 2018: ecco i 40 consigli di Umberto Eco per scrivere correttamente in italiano, utilissimi per affrontare le tracce del primo scritto

PRIMA PROVA, MATURITà 2018: LE 40 REGOLE DI UMBERTO ECO

La prima prova Maturità 2018 si terrà il 20 giugno, quando gli studenti di quinta superiore dovranno affrontare la prima prova scritta, che consisterà in un elaborato di italianoanalisi del testo, saggio breve, articolo di giornale, tema storico o tema di attualità. Tra le diverse prove in cui si suddivide l’esame di Stato, si tratta probabilmente di quella che spaventa meno i maturandi: essi potranno infatti scegliere tra le diverse tracce quella su cui si sentono più ferrati ed andare così sul sicuro. Ci sono però un paio di vincoli a cui stare attenti per riuscire a strappare un buon voto alla prima prova di Maturità: cercare di essere originali e, soprattutto, scrivere in italiano corretto.
Come? Umberto Eco, filosofo e scrittore di grandissima importanza che proprio il 19 febbraio di due anni fa anno è deceduto, ha scritto 40 divertenti ed utilissimi consigli per scrivere in italiano corretto. Sono stati pubblicati da Bompiani nel volume La bustina di Minerva e il nostro consiglio è quello di leggerli tutti e trarne insegnamento in vista della prima prova di Maturità 2018.

MATURITà 2018: CONSIGLI PER SCRIVERE LA PRIMA PROVA

Prima prova Maturità 2018: i consigli di Umberto Eco
Prima prova Maturità 2018: i consigli di Umberto Eco

Vuoi scoprire quali sono i 40 consigli di Umberto Eco per scrivere correttamente in italiano e che possono tornarti utili per le tracce di prima prova di Maturità 2018? Noi di Studenti.it abbiamo deciso di pubblicarli tutti qui di seguito. Sono divertenti e utilissimi per cercare di non commettere qualche errore di troppo che possa portare la commissione a decidere di abbassare il voto della prima prova. Sei pronto per leggerli tutti e prendere appunt? Qui di seguito trovi tutte le dritte di Umberto Eco, perfette per la prima prova, per scrivere in italiano corretto:

  • Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
  • Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
  • Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
  • Esprimiti siccome ti nutri.
  • Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
  • Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
  • Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
  • Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
  • Non generalizzare mai.
  • Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
  • Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
  • I paragoni sono come le frasi fatte.
  • Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

PRIMA PROVA MATURITà 2018: COME SCRIVERE CORRETTAMENTE

  • Solo gli stronzi usano parole volgari.
  • Sii sempre più o meno specifico.
  • L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
  • Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
  • Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
  • Metti, le virgole, al posto giusto.
  • Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
  • Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
  • Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
  • C’è davvero bisogno di domande retoriche?
  • Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

MATURITà 2018: I CONSIGLI DI UMBERTO ECO

  • Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
  • Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
  • Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
  • Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
  • Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
  • Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
  • All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
  • Cura puntiliosamente l’ortograffia.
  • Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

MATURITà 2018, PRIMA PROVA: COME SI SCRIVE SECONDO UMBERTO ECO

  • Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
  • Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
  • Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
  • Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
  • Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
  • Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
  • Una frase compiuta deve avere.