Prima prova maturità, Giovanni Pascoli e La via ferrata

Di Redazione Studenti.

La via ferrata di Giovanni Pascoli è il testo uscito alla prima prova di maturità. Chi è l'autore di Myricae e cosa scrivere nel testo

PRIMA PROVA MATURITÀ GIOVANNI PASCOLI

Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli — Fonte: getty-images

L'autore uscito alla prima prova per una delle due tracce del'analisi del testo poetico è Giovanni Pascoli. Sui banchi, i ragazzi dovrebbero affrontare una lirica tratta da Myricae dal titolo La via ferrata, parlando con ogni probabilità del tema del progresso tecnologico e delle invenzioni umane che in quell'epoca iniziavano a cambiare il volto della società.

 

CHI ERA GIOVANNI PASCOLI

Autore che ha composto le sue opere a cavallo tra Ottocento e Novecento, Pascoli è stato un poeta simbolista, professore universitario - sostituì Carducci nella cattedra di letteratura italiana dell’Università di Bologna nel 1905 - ma anche esponente della Poetica del Fanciullino e dei temi relativi al mondo familiare e al dolore per la perdita di una persona cara. In effetti, la vita di Pascoli, oltre al forte rapporto con la sorella, è stato segnato anche da una serie di lutti. prima il padre, poi la madre, una delle sorelle e due fratelli.

LA VIA FERRATA, TESTO

Vediamo cosa dice La via ferrata, la lirica di Myricae che secondo Fanpage è protagonista dlel'analisi del testo poetico della maturità:

Tra gli argini su cui mucche tranquilla-
mente pascono, bruna si difila
la via ferrata che lontano brilla;

e nel cielo di perla dritti, uguali,
con loro trama delle aeree fila
digradano in fuggente ordine i pali.

Qual di gemiti e d'ululi rombando
cresce e dilegua femminil lamento?
I fili di metallo a quando a quando
squillano, immensa arpa sonora, al vento.

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DI COSA PARLA LA VIA FERRATA: TEMI E ANALISI

La poesia è ambientata in campagna: vediamo subito delle mucche al pascolo, che non sembrano preoccuparsi del fatto che in lontananaza appare un treno. La via ferrata altro non è se non la ferrovia, appunto, che in lontananza scorre brillando.
 
Il telegrafo compare più avanti nel testo: la poesia in una prima stesura aveva infatti un titolo diverso, Il telegrafo, appunto. l'immagine è quella del palo i cui fili pian piano scompaiono alla vista.
 
Pascoli riesce anche a mostrare nella poesia dei suoni: il rumore del treno diventa un femminil lamento, i suoni dei fili del telegrafo sono un'arpa sonora.
 
troviamo nel testo la ripetizione della sibilante s, che rimanda a un treno in movimento. L'ultima strofa contiene molti termini che rimandano ai suoni: squillano, lamento, rombando, ululi, gemiti.

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