Prima prova maturità 2022: i consigli della scrittrice Alessandra Carati per il primo scritto del 22 giugno

Di Marta Ferrucci.

I consigli di scrittura per la prima prova di maturità di Alessandra Carati, scrittrice e autrice del libro "E poi saremo salvi", sulla guerra in Bosnia e oggi incredibilmente attuale.

Un libro sulla guerra incredibilmente attuale

La scrittrice Alessandra Carati
La scrittrice Alessandra Carati — Fonte: getty-images

Alessandra Carati è una scrittrice che ha da poco pubblicato il libro per Mondadori "E poi saremo salvi" con cui ha vinto il Premio Strega 2022 ed il premio Opera prima al Viareggio-Rèpaci di quest'anno. Il romanzo racconta la guerra in Bosnia scoppiata trent'anni fa, nel 1992, una storia che nonostante gli anni passati è incredibilmente attuale. Le abbiamo fatto qualche domanda sul libro e chiesto dei consigli di scrittura per i maturandi 2022 che il prossimo 22 giugno dovranno affrontare la prima prova di maturità di nuovo a carattere nazionale dopo due anni di pandemia.

  • Domanda: Il tuo libro racconta la fuga di una madre e la figlia dalla guerra nel Balcani degli anni ’90 e l’arrivo in Italia. Oggi al centro delle nostre giornate ci sono i racconti della guerra in Ucraina, degli orrori e della fuga da quel territorio martoriato. Come mai hai voluto raccontare questa storia, un libro iniziato in tempi non sospetti, oggi così terribilmente attuale?


    Autrice:
    Un incontro ha acceso l’interesse per questa storia. Nel 2008 ho avuto l’occasione di entrare in contatto con un gruppo di Bosniaci. Vivevano a Milano, dopo essere scappati dal loro paese d’origine per mettersi in salvo da una feroce operazione di pulizia etnica. La forza delle loro esperienze mi ha colpito da subito e da subito avrei voluto farne un romanzo. Allora non avevo una tenuta emotiva e professionale che potesse sorreggermi nella scrittura. Ho aspettato, ho lavorato su altri progetti, con quell’intuizione di libro sempre in visione periferica. Poi, nel 2016 c’è stata la prima stesura, da lì una serie di riscritture che l’hanno portato alla forma in cui oggi il lettore incontra il libro. Quando è scoppiata la guerra in Ucraina, ho sentito un forte straniamento, mai avrei pensato che il romanzo potesse prendere luce, all’improvviso, dall’attualità.

  • Domanda: A volte, dalle nostre vite comode, anche se proviamo dispiacere ed empatia, siamo lontani dal metterci davvero nei panni degli altri. Come hai fatto a raccontarci così bene questa storia di guerra, di profughi e di un nuovo inizio?


    Autrice:
    Ho seguito un metodo che ho affinato negli anni, un lavoro minuzioso di documentazione insieme a una frequentazione assidua del materiale: ho passato diverso tempo con famiglie di profughi, in Italia e in Bosnia; ho ascoltato le loro storie, quando avevano voglia di raccontarmele; ho visitato le case che oggi abitano, ho mangiato con loro; ho viaggiato a ritroso fino ai paesi d’origine. E poi ho lasciato che tutto questo sedimentasse, s’ingigantisse nel ricordo, si mescolasse alla ricerca sui testi, allo studio, alla necessità di capire un pezzo oscuro di storia recente. Allora ho scritto, poi sono tornata a loro, e ho scritto di nuovo. Così, per anni, in un andirivieni che a un certo punto è diventato anche la mia vita.

  • Domanda: E poi saremo salvi è la storia di una fuga ma anche di un ritorno, di successi e di perdite. Aida in Italia studia e diventa un medico, il fratello invece si perde e muore giovane, nonostante non abbia davvero conosciuto la guerra e la fuga. Cosa fa la differenza in queste famiglie? Giocano le stesse dinamiche che ci sono nelle famiglie “normali” o c’è qualcosa che ti segna comunque, un dolore che ti porti dentro e che non ti farà mai davvero essere come gli altri?

    Autrice: In parte i conflitti, le tensioni sono gli stessi – sono quelli legati alla crescita e alla necessità di individuarsi rispetto alla propria famiglia, di lasciare spazio al sentimento misterioso e ambivalente che ci lega ai genitori.

    Nel caso di E poi saremo salvi la Storia torchia i personaggi in modo così radicale da soverchiarne l’equilibrio, irreversibilmente. Lo stato di perenne emergenza, di caos fa perdere lucidità, li sommerge e richiede uno sforzo talmente grande che nessuno di loro riesce più a stare in ascolto. Ecco, nel momento in cui l’ascolto reciproco salta, tutto comincia a andare in rovina.

I consigli di scrittura di Alessandra Carati per la prima prova di maturità

  • Domanda: prima prova maturità (lo scritto di Italiano), cos’è che secondo te non deve mancare al primo scritto dell’esame di Stato: una riflessione sull’attualità, una citazione pertinente, una riflessione personale, una frase coraggiosa…

    Autrice: uno sguardo onesto e realmente curioso sugli altri, sul mondo. Non è importante la forma che può prendere (citazione, attualità, frase coraggiosa), è importante che sgorghi dal desiderio di mettersi in relazione con qualcosa, qualsiasi cosa, che attiri la nostra attenzione.

Un consiglio di scrittura

Autrice: Respirare, cercare di disporsi sempre in uno stato di apertura nei confronti di quello che ci circonda. La scrittura non nasce dalla testa, nasce dal corpo e al corpo del lettore parla.

Quanto vale il giudizio degli altri?

Autrice: la restituzione che arriva dall’esterno è un termometro per capire quanto ci sia di buono nel lavoro che abbiamo fatto e quanto ancora ci sia da fare, fin dove possiamo spingerci per essere ancora più efficaci, per fare un pezzo ulteriore di strada. Non andrebbe mai presa come giudizio sul valore del nostro essere, anche se a volte è difficile riuscire a non mescolare i piani. Il senso di quello che facciamo risiede nella parte più profonda di noi e andrebbe sempre rispettato.

Come ti rilassi prima di una prova importante?

Autrice: Cerco di tenermi al riparo da situazioni stressanti, non rimugino su quello che ho fatto, se sia buono o meno, non ci ritorno in continuazione con il dubbio di non essere pronta.

Quel che è fatto, è fatto. Mi dedico ad attività piacevoli, libere, uno spazio solo per me in cui distolgo la mente dall’obiettivo.

Riti scaramantici?

Autrice: Non ho nessun rito, non l’ho avuto nemmeno in passato, alle superiori o all’università. Nemmeno un oggetto portafortuna. Non perché non ci creda, solo non ne ho mai sentito la necessità, non ho mai pensato che potesse essere un buon alleato.

Raccontaci una “lezione” importante che hai imparato nel corso della tua vita.

Autrice: La vita mi ha insegnato la pazienza. Il premio per quello che abbiamo fatto – quando arriva – non è mai lì dove e come lo aspettiamo, almeno questo credo di aver intuito.

Una traccia per il tema della prima prova: quale potrebbe essere?

Autrice: Immagino che sarà presentata una traccia che abbia a che fare con la storia recentissima, lo scoppio della guerra in Ucraina. Forse potrebbero chiedere di stabilire un’analogia con una guerra passata, oppure potrebbero proporre una riflessione su cosa sia la pace e con quali strumenti si possa perseguire.

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Quali temi saranno i protagonisti della prima prova di maturità 2022? Noi un'idea ce la siamo fatta: