Prima prova 2022: tema argomentativo sui vaccini a partire dai 200 anni dalla nascita di Louis Pasteur

Di Redazione Studenti.

Tema argomentativo sui vaccini per la prima prova di maturità 2022, tra fiducia nella scienza e opposizione alla vaccinazione

PRIMA PROVA 2022

Negli ultimi anni si è tornato a parlare di vaccini. Ma la scoperta risale a Louis Pasteur
Negli ultimi anni si è tornato a parlare di vaccini. Ma la scoperta risale a Louis Pasteur — Fonte: getty-images

La maturità 2022 quest'anno tornerà ad essere simile a quella pre-Covid. Gli studenti - a meno di marcia indietro dell'ultimo momento da parte del MI - dovranno svolgere due prove scritte e un colloquio orale. Mentre la seconda prova sarà diversa da istituto a istituto, la prova di italiano sarà ministeriale.

La prima prova che affronteranno gli studenti il 22 giugno chiederà agli studenti di scegliere una traccia fra sette proposte dal MI:

Puoi dare uno sguardo alle possibili tracce della maturità 2022, che abbiamo ricavato sulla base degli anniversari storici, sociali, artistici e scientifici di quest'anno, ma anche alle possibili tracce per il tema di attualità 2022, basate sugli eventi più importanti accaduti negli ultimi anni.

TEMA ARGOMENTATIVO SUI VACCINI

L'anniversario da cui vogliamo partire per immaginare un tema argomentativo sui vaccini è quello dei 200 anni dalla nascita di Louis Pasteur, chimico francese che diede un contributo fondamentale alla microbiologia moderna, lavorando proprio sul vaccino e sugli studi sulla fermentazione.

Con la pandemia di Covid-19 si è tornato a parlare di vaccini in modo più costante, anche se le polemiche sulla vaccinazione infantile per l'accesso alla scuola non sono mancate negli ultimi anni.

Come costruire, quindi, un tema argomentativo sui vaccini oggi, a partire dalla nascita di chi il vaccino lo ha scoperto?

Pasteur a Parigi per la vaccinazione antirabbica
Pasteur a Parigi per la vaccinazione antirabbica — Fonte: getty-images

Prima di tutto, per articolare il tuo tema dovrai fornire un po' di contesto, a partire da come si sono sviluppati i vaccini nella storia.

Prima di quello di Pasteur, il nome che dovrai ricordarti è quello di Edward Jenner, medico inglese impegnato nella lotta contro i vaiolo, una malattia contagiosa che causa una mortalità molto elevata, e che al suo tempo era diffusissimo in Inghilterra.

Accorgendosi che le persone che contraevano il vaiolo bovino - una tipologia di vaiolo che colpiva appunto i bovini - non entravano poi in contatto col vaiolo umano, capì che poteva esserci una correlazione. Jenner si chiese se iniettando una forma "addomesticata" di vaiolo in un corpo sano, quello sviluppasse anticorpi alla sua forma più grave: a partire da questo assunto iniettò nel corpo di un bambino di otto anni il virus del vaiolo bovino, dopo aver estratto del pus secreto dalle escoriazioni e dalle pustole provocate dal vaiolo vaccino. In seguito, espose il bambino al vaiolo umano, e notò che il bambino non si ammalò.

Fu quella, nei fatti, la prima forma di immunizzazione sperimentata nell'Europa moderna: il nome vaccino prese piede proprio a partire dalla pratica di Jenner, legata al vaiolo che colpiva i bovini.

Ma veniamo a Pasteur: come mai la scoperta del vaccino moderno si fa risalire a lui?

Perché il primo vaccino che Pasteur inoculò contro la rabbia il 6 luglio 1885, non proveniva da una forma "altra" della malattia, come nel caso di Jenner, ma dai germi indeboliti della malattia stessa. Grazie ai suoi studi di microbiologia - alla base anche del processo di pastorizzazione, fondamentale in medicina e non solo - Pasteur permise così la nascita del vaccino moderno.

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I VACCINI OGGI

A partire dalla storia dei vaccini, puoi passare alla riflessione sul vaccino oggi: cosa è cambiato? In che modo e perché?

La ricerca sul vaccino non si è più fermata da allora: è di qualche mese fa la raccomandazione dell'EMA per il vaccino contro l'ebola, una delle malattie più gravi e mortali al mondo. E, naturalmente, è sotto gli occhi di tutti la produzione dei vaccini contro il Covid-19, la discussione sui quali negli ultimi anni ha popolato stampa e politica su vari fronti.

Alcuni spunti fondamentali, poi, vengono proprio dal vaccino contro la forma di Coronavirus che tutti oggi conosciamo: 

  • Per la prima volta, la produzione di un vaccino è stata velocissima e tempestiva. In circa un anno si è potuta avviare una campagna vaccinale che solo pochi anni fa sarebbe stata impensabile. E lo si è potuto fare perché ci si è basati sulle scoperte avvenute negli anni precedenti sulle altre forme di coronavirus, e su una tecnologia - quella a mRna - che era stata già avviata da tempo. I tempi di produzione - non quelli di sperimentazione - sono stati quindi ridotti in maniera stupefacente, e questo è stato un innegabile traguardo per la scienza;
  • I benefici del vaccino sono stati da subito sotto gli occhi di tutti: le restrizioni dovute alla pandemia hanno potuto cadere man mano che le forme gravi degli effetti del virus venivano meno a livello numerico. Con le terapie intensive finalmente svuotate, è stato possibile prendere decisioni politiche che andavano nuovamente nel senso della normalizzazione.

ANTIVACCINISTI E OPPOSIZIONE AI VACCINI

Ma l'ultima pandemia ha anche messo in luce altri aspetti:

  • I vaccini sono ormai arrivati al terzo richiamo nel mondo occidentale, ma in alcune zone del mondo la vaccinazione ha ancora numeri bassissimi. E così, mentre vanno avanti gli studi sulle dosi ripetute dei vaccini e l'immunizzazione, ci si chiede se sia giusto a livello etico che le case farmaceutiche possano produrre profitto su un bene in grado di tutelare la salute collettiva in un momento di emergenza mondiale;
  • Si è registrata una fortissima opposizione ai vaccini da parte degli antivaccinisti o no-vax. Le motivazioni sono varie: c'è una generale sfiducia nella scienza, una scarsa o nulla convinzione nella politica e nelle decisioni collegate alla gestione della pandemia, una modesta percentuale di disinformazione, ma anche una paura generalizzata. In molti casi chi si è rifiutato di sottoporre se stesso o i propri familiari alla vaccinazione lo ha fatto perché non ha ricevuto adeguate rassicurazioni da parte dei medici sugli effetti del vaccino: si pensi a donne in gravidanza, bambini al di sotto degli 11 anni, anziani con patologie croniche.

Molti paesi hanno posto restrizioni nei confronti di chi ha scelto di non vaccinarsi, cosa che ha contribuito a creare ulteriori polemiche. Da un lato, si tratta di una misura necessaria per limitare la diffusione del virus, dall'altra rischia di compromettere altri diritti inviolabili, come quello al lavoro: si pensi al green pass rafforzato.

TEMA ARGOMENTATIVO MATURITÀ 2022: COMMENTO PERSONALE

A questo punto potrai esprimere all'interno del tema il tuo punto di vista: lo dovrai fare, naturalmente, in maniera articolata e supportata da dati e fatti.

Ecco qualche spunto di riflessione da cui potrai partire:

  • L'introduzione del vaccino contro il vaiolo ha contribuito alla quasi totale scomparsa della malattia. Quello contro il morbillo ha ridotto drasticamente la mortalità infantile. Perché avere dubbi sull'efficacia dello strumento?
  • L'obbligatorietà del vaccino come tutela al diritto alla salute può entrare in conflitto con altri diritti? Se sì, quali? E, in caso affermativo, quale dovrebbe prevalere secondo la Costituzione? E secondo te?
  • Come si potrebbe ovviare al problema degli alti costi dei vaccini nei paesi in via di sviluppo?
  • Perché c'è chi mette in dubbio la scienza e la veridicità delle scoperte scientifiche? Da dove parte questo scetticismo, e da cosa è originato?
  • Pensa all'esperienza della pandemia che stiamo vivendo. In che modo si potrebbe articolare a livello pubblico un dibattito reale sulla sicurezza o meno dei vaccini? Come sarebbe corretto fare informazione? Cosa è mancato finora e cosa si potrebbe fare secondo te?

Se hai bisogno di ulteriori spunti per creare un tema argomentativo, puoi dare uno sguardo qui: