Prima prova 2022, i consigli dello scrittore Carlo Gabardini autore del libro "Una storia comune: Sanpa: io, noi, tutti"

Di Marta Ferrucci.

Carlo Gabardini è uno scrittore, attore, comico e conduttore radiofonico che ci presenta il suo ultimo libro "Una storia comune: Sanpa: io, noi, tutti" e, con l'occasione, fornisce ai maturandi i suoi consigli di scrittura per affrontare la prima prova della maturità 2022

Carlo Gabardini e "Una storia comune: Sanpa: io, noi, tutti."

Carlo Gabardini ha da poco pubblicato con Harper Collins il suo ultimo libro "Una storia comune: Sanpa: io, noi, tutti.", tra il saggio e l'inchiesta dove racconta la vicenda di San Patrignano - diventata anche serie per Netflix - e quanto, questa vicenda, non faccia parte solo del passato ma sia anche il nostro presente.

D. La droga non è una questione risolta nel passato anche se le droghe sono diverse o, meglio, se ne sono aggiunte di nuove. Secondo te le motivazioni che spingevano all’epoca a drogarsi sono le stesse motivazioni di oggi? O sono diverse le tipologie di persone, le cause, le sofferenze?

Carlo Gabardini
Carlo Gabardini — Fonte: ufficio-stampa

Carlo: Su wikipedia cerco droga, trovo: “È una qualsiasi sostanza che, se inalata, iniettata, fumata, ingerita, sciolta sotto la lingua, assorbita attraverso un cerotto sulla pelle o da diverse mucose, provoca un temporaneo cambiamento psico-fisiologico nel soggetto. In farmacologia la droga, chiamata anche farmaco, è una sostanza chimica utilizzata per trattare, curare, prevenire o diagnosticare una malattia o per promuovere il benessere”.

A chi non serve un “temporaneo cambiamento psico-fisiologico”, quando si sta poco bene, quando non si riesce a dormire, quando il nervosismo ti stringe i tendini da dentro, quando si ha caldo, quando si è tristi, quando i fantasmi ci parlano contemporaneamente e non riusciamo ad alzarci dal letto, quando si fa buio in pieno giorno e nulla merita il nostro interesse? Non intendo dire che tutte le droghe siano uguali – dal vino, all’aspirina, al caffè, alla marijuana, al sonnifero, all’MDMA, allo psicofarmaco, alla coca, alla sertralina - no di certo; ma i malesseri che portano a bramare un cambiamento psico-fisiologico sì, quelli sono tutti molto molto simili. Le angosce dei tossici sono le stesse angosce di tutti i loro coetanei; poi i primi hanno scelto soluzioni distruttive.

D: Mi ricordo i drogati ai giardinetti di Roma, le siringhe per strada. Oggi questo non si vede o si vede molto meno. Chi sono e dove sono i drogati oggi?

Carlo: con la droga devi fare i conti, prima o poi, fa parte di questa società come l’elettricità, il vino, la pizza, gli antidepressivi, l’amore, la felicità. Credo che già i miei genitori ne fossero consci: prima o poi la droga la incontri.

D.: Perché è ancora così importante raccontare questa storia?

Carlo: La droga non è sparita, oggi ce n’è più di prima, e a occhio e croce siamo parecchio inesperti anche questa volta. Capire cosa si rischia quando uno Stato è impreparato, mi sembra importante, perché qualunque sia il tema è una questione che vale per tutti, nessuno può sentirsi escluso o esentato. Perché se lo Stato è manchevole, nascerà un’organizzazione che si sostituisce ad esso.

D. “Dobbiamo continuare a raccontarcela, la nostra storia, maiuscola e minuscola. Zittire le questioni è poco utile e per nulla lungimirante.” Quali sono le storie che non ci stiamo raccontando?

Carlo: Molte di quelle che ci fanno paura, tutte quelle di cui ci vergogniamo, una miriade di quelle che dimentichiamo noi stessi; quelle che non abbiamo più voglia di studiare, quelle che ci siamo arresi a capire, quelle che ci appaiono troppo complesse o troppo personali. Non è una questione di titoli o avvenimenti precisi che “non ci raccontiamo” (anche se un lungo elenco si potrebbe fare), è una questione di desiderio di condividere. Forse ci stiamo occupando troppo di story-telling dei prodotti e troppo poco del nostro; raccontarci da dove veniamo e c’ho che abbiamo fatto, per decidere dove andare tutti assieme.

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Prima prova maturità 2022: i consigli per lo scritto

  1. Domanda - Prima prova maturità (lo scritto di Italiano), cos’è che secondo te non deve mancare al primo scritto dell’esame di Stato: una riflessione sull’attualità, una citazione pertinente, una riflessione personale, una frase coraggiosa…
    Carlo: Il punto di vista, la presenza di chi scrive, la sua voce.

  2. D - Un consiglio di scrittura per i maturandi
    Carlo: La scrittura è riscrittura, non affezionarti troppo alla prima stesura di nessuna frase.Quanto vale per te il voto/giudizio esterno a scuola/lavoro così come in altri ambiti?

  3.  D - Quanto vale per te il voto/giudizio esterno a scuola/lavoro così come in altri ambiti?
    Carlo:
    Mi pare una domanda-pastrocchio (perdonami!): un voto o un giudizio hanno valore solo quando restano in ambiti che hanno qualcosa in comune: il voto della maturità a un provino come attore serve poco; il giudizio di qualcuno ha senso solo se mi fido di questo qualcuno, ecc. ecc.

  4. D - Come ti rilassi prima di una prova improtante?
    Carlo: Non mi rilasso, ma fantastico di rilassarmi una volta superata.

  5. D - Hai riti scaramantici/gesti/portafortuna che funzionano e che i maturandi potrebbero rivendersi? O nei hai visti di assurdi?
    Carlo:
    Funziona divertirsi, ma solo se prima ci si è preparati.

  6. D - Raccontaci una “lezione” importante che hai imparato nel corso della tua vita.
    Carlo: Se lavori bene, prima o poi qualcuno se ne accorge; siccome però non abbiamo troppo tempo, se non se ne accorgono tocca farglielo notare.
  7. D - Immagina una traccia per il tema della prima prova: quale potrebbe essere? Su cosa potrebbero essere chiamati a riflettere i maturandi?
    Carlo: Si può essere felici?

  8. D - Consigliaci un libro che a te ha cambiato la vita.
    Carlo: Vi consiglio Nova, di Bacà; ma la vita cambia continuamente.
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PRIMA PROVA: ANALISI DEL TESTO SVOLTE PRONTE DA SCARICARE

Ecco quindi alcune analisi del testo già svolte per prendere spunto. Iniziamo dalle tracce degli esami degli anni scorsi: