Prima prova 2018: saggio breve su Franco Basaglia e la chiusura dei manicomi

Di Veronica Adriani.

40 anni fa chiudevano i manicomi in Italia. Ecco qualche consiglio per strutturare per la prima prova 2018 un saggio breve o un tema storico su Franco Basaglia

PRIMA PROVA 2018: SAGGIO BREVE O TEMA STORICO

Ricorrono il 13 maggio i 40 anni dall'introduzione della legge che prende il nome da Franco Basaglia
Ricorrono il 13 maggio i 40 anni dall'introduzione della legge che prende il nome da Franco Basaglia — Fonte: ansa

Ci stiamo avvicinando agli esami di Maturità e già da tempo sono iniziate le ipotesi sulla traccia che sarà scelta per la prima prova 2018 di Italiano. Abbiamo già provato a dare un'idea delle possibili tracce sulla base degli anniversari storici, artistici, scientifici e di cultura generale che cadono nel 2018, ma - come sempre - la certezza della scelta del MIUR non ci sarà fino alla mattina della prima prova scritta.

Nulla vieta però di ipotizzare: il MIUR infatti ha dichiarato che quest'anno fra le tracce scelte ce ne saranno alcune di grande rilevanza sociale, ma soprattutto rilevanti per la crescita educativa e civile dei giovani. Ecco allora qualcuna fra le nostre ipotesi:

40 ANNI LEGGE BASAGLIA

Tra le possibili tracce per la prima prova di Maturità 2018 però non possiamo ignorarne una. Ricorrono infatti proprio nel 2018 i 40 anni dalla legge Basaglia, che sanciva la definitiva chiusura dei manicomi in Italia. Una legge importante, che ha cambiato per sempre la storia della psichiatria nel nostro paese, insieme al modo di relazionarci alla salute mentale.

I fatti: il 13 maggio 1978 il Parlamento italiano approvò la cosiddetta legge Basaglia, che, pur se promossa dal deputato democristiano e psichiatra Bruno Orsini, prende il nome da Franco Basaglia, grande psichiatra che con le sue idee innovative in quegli anni stava facendo ripensare al modo di trattare la malattia mentale all'interno delle strutture pubbliche.

La legge, in particolare, introdusse un'importante innovazione: cadeva l'obbligo di reclusione forzata per i malati psichiatrici, tra cui, in quegli anni, erano inclusi anche prostitute e omosessuali, colpevoli di "pubblico scandalo" e "devianza" secondo la legge in vigore dai primi del '900 e approvata sotto il governo Giolitti.

I ricoveri prima della Basaglia venivano decisi in modo totalmente arbitrario: era sufficiente segnalare la presunta malattia mentale di un soggetto perché questo potesse essere internato: c'era un primo momento di internamento provvisorio, dopodiché il provvedimento diventava definitivo.

I pericoli di un simile sistema sono chiari a tutti: era sufficiente, ad esempio, dichiarare pazzo un dissidente politico perché quest'ultimo subisse un internamento (il Fascismo fece infatti uso di questi sistemi per neutralizzare gli oppositori al regime). La legge basaglia introdusse il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) solo in casi specifici e comunque nel rispetto della dignità della persona e dei diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione.

Un altro aspetto della legge Basaglia, il più noto all'opinione pubblica, fu quello relativo alle cure. I trattamenti per i pazienti psichiatrici nei manicomi erano spesso ai limiti del disumano: non solo questi venivano sottoposti a violente sedute di elettroshock e camicie di forza, ma si trovavano spesso anche in condizioni di malnutrizione e scarsa igiene. L'impossibilità di uscire dalla reclusione formzata o di valutare trattamenti alternativi - l'elettroshock è una terapia ancora in uso nel trattamento dei disturbi mentali, ma in altre modalità - rendeva nei fatti quella dei pazienti dei manicomi una vera e propria prigionia autorizzata.

Alla legge Basaglia seguirono altre leggi: prima su tutte la numero 833 del 23 dicembre 1978, approvata pochi mesi dopo la Basaglia e che istituì il Servizio Sanitario Nazionale, e successivamente la 9 del 2012 e la 81 del 2014, grazie alla quale furono chiusi anche gli ospedali psichiatrici giudiziari. La legge Basaglia quindi fu solo il primo step di una rivoluzione più lenta che coinvolse la sanità italiana, ma anche quella che scardinò una certa mentalità in termini di salute mentale.

MATURITÀ 2018, SAGGIO BREVE BASAGLIA

Il MIUR potrebbe decidere quindi di assegnare per la prima prova di maturità 2018 un tema storico o un saggio breve su Franco Basaglia? È possibile. In ogni caso, meglio prepararsi: di seguito i nostri consigli per fare un buon saggio breve (in generale) e in particolare sul tema della salute mentale e della chiusura dei manicomi.

Nel saggio breve è importante avere le idee chiare fin dall'inizio. Dovrai individuare l'argomento principale del tuo saggio, farti un'idea della tesi cui vuoi arrivare, illustrarne pro e contro e infine avvalorare il tuo punto di vista. Credi che l'introduzione della legge Basaglia sia stata un'innovazione positiva nel sistema legislativo italiano? Parti da lì. Pensi il contrario? Vale lo stesso. Ciò che conta è che tu sia in grado di portare prove a supporto della tua tesi senza lasciare tutto nell'opinione pura.

Il dossier che riceverai a corredo della prova conterrà probabilmente tutto quello di cui avrai bisogno per illustrare la tua tesi. Non sottovalutare dati, numeri, statistiche, confronti. Ecco un piccolo vademecum per lavorare al meglio (i dettagli nella nostra guida sul saggio breve storico-politico).

  1. Leggere attentamente la traccia e i documenti contenuti nel dossier
  2. Disporre le fonti in ordine cronologico
  3. Individuare i collegamenti e le relazioni tra le diverse fonti
  4. Suddividere le fonti a seconda delle tesi

Per costruire un saggio breve avrai bisogno di uno schema per non andare fuori tema. Dovrai inoltre rispettare la struttura della tipologia di testo che hai scelto di trattare, ovvero: 

  • Titolo
  • Introduzione e presentazione dell’argomento
  • Corpo centrale del saggio breve in cui, con l’ausilio dei documenti del dossier, con tesi, Antitesi e Sintesi
  • Conclusione

Scegli infine un titolo convincente e accattivante: stai esponendo un punto di vista!

MATURITÀ 2018, TEMA STORICO BASAGLIA

Se avrai deciso invece di affrontare un tema storico, il consiglio è quello di pensarci molto bene: il tema storico non è un testo di opinione, ed è molto importante conoscere nel dettaglio i fatti di cui parli. Buttati su questa tipologia solo se sei davvero sicuro di saperla padroneggiare molto bene. Non sottovalutare inoltre l'opinione degli storici (e della storiografia in genere) sul fenomeno, con i suoi pro e i suoi contro.

Per prepararti al meglio puoi approfondire qui: Come scrivere un tema storico

Ecco infine qualche spunto per iniziare a studiare: