Predicato verbale e predicato nominale: differenze e frasi d'esempio

Di Veronica Adriani.

Differenze e frasi di esempio per capire bene la differenza fra predicato verbale e predicato nominale. Ecco come fare a non confondersi

PREDICATO VERBALE E PREDICATO NOMINALE

Conosci le differenze tra predicato verbale e nominale? Ecco le cose che devi tenere a mente
Conosci le differenze tra predicato verbale e nominale? Ecco le cose che devi tenere a mente — Fonte: istock

Spesso, nell'analisi logica, trovandosi di fronte a una forma verbale ci si arresta: quello che abbiamo davanti è un predicato verbale o un predicato nominale?

Non sempre gli studenti riescono a fare chiarezza al primo colpo, anche se con un po' di attenzione si può arrivare facilmente a risolvere l'enigma. Vediamo come.

DIFFERENZA FRA PREDICATO VERBALE E NOMINALE

Iniziamo da un assunto: il predicato, quale che sia, è praticamente il centro semantico della frase, ciò che regge la struttura vera e propria del periodo che stiamo prendendo in considerazione, e determina i ruoli degli altri elementi al suo interno.

Il verbo racconta un'azione e stabilisce sia chi la compie sia chi la subisce: ecco perché, nell'analisi logica, il consiglio è quello di partire sempre dal verbo per capire come sia strutturata la frase.

La differenza sostanziale fra predicato verbale e predicato nominale consiste nel fatto che mentre nel primo caso il verbo "regge" da solo l'azione, senza ausilio di nomi o aggettivi che ne spieghino il senso, nel secondo caso il verbo non può esistere senza un altro elemento che lo dettagli maggiormente. Sei ancora più confuso? Ecco qualche esempio per chiarire le idee.

PREDICATO VERBALE

Il predicato verbale è costituito da un verbo predicativo che regola i ruoli del soggetto e dell'oggetto all'interno della frase:

  • Mario va a casa --> verbo andare
  • Mario se ne è andato --> Verbo andarsene

Sono considerati predicati verbali (unici e completi) anche le forme verbali costituite con verbi servili o fraseologici (cominciare, stare, sapere)

  • Mario ha dovuto parlare di fronte a tutti
  • Mario ha iniziato a raccontare delle sue vacanze a cena

Se il verbo essere ha valore di stare, esistere, trovarsi, rimanere, appartenere o è seguito da preposizioni semplici o articolate, è predicato verbale e non nominale:

  • Mario era sull'aereo --> Si trovava sull'aereo
  • La penna è di Mario --> Appartiene a Mario

PREDICATO NOMINALE

Il predicato nominale, come dice la parola stessa, è formato da un verbo (detto copula) e da una parte nominale. A cosa serve quest'ultima? A chiarire meglio il significato della copula, che da sola non potrebbe reggere la frase:

  • Mario è simpatico --> Non potresti dire: Mario è
  • Mario è un idraulico --> Vale lo stesso

Ma il verbo essere non è l'unico verbo che può trovarsi in questa condizione. Esistono verbi copulativi (sembrare, restare, diventare...) che hanno lo stesso valore del verbo essere:

  • Mario diventerà un grande leader --> Sarà
  • Mario sembra arrabbiato --> Non potresti dire Mario sembra

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