Poesie di Natale di Alda Merini

Di Francesca Ferrandi.

I testi di "Buon Natale" e "Natale 1989", le due poesie di Natale di Alda Merini, una delle poetesse italiane contemporanee più importanti

POESIE DI NATALE DI ALDA MERINI

Alda Merini è fra le poetesse più famose del nostro tempo. Al Natale ha dedicato ben due componimenti.
Alda Merini è fra le poetesse più famose del nostro tempo. Al Natale ha dedicato ben due componimenti. — Fonte: ansa

Il Natale è tra le feste più amate da quasi tutti i cittadini del mondo occidentale. Per questo motivo moltissimi autori, più o meno famosi, nel corso degli anni hanno dedicato molte poesie a questa festività. Tra gli scrittori più importanti c'è Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – 1 novembre 2009), una delle poetesse più note della Letteratura contemporanea, che al Natale ha dedicato ben due poesie, Buon Natale e Natale 1989.

Nella prima la scrittrice mostra solo velatamente l’inquietudine che contraddistingue le sue opere, lasciando spazio a un messaggio di speranza ben calato nella realtà. Nella seconda invece, la gioia per l’arrivo del Natale lascia spazio alla consapevolezza che questa festività sta lentamente iniziando a corrompersi.

ALDA MERINI, BUON NATALE



A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

ALDA MERINI, NATALE 1989



Natale senza cordoglio
e senza false allegrie...
Natale senza corone
e senza nascite ormai:
l'inverno che già sfiorisce
non vede il suo «capitale»,
non vede un tacito figlio che forse un giorno d'inverno
buttò i suoi abiti ai rovi.
Marina cara,
la giovinezza ti lambisce le spalle
ed è onerosa come la poesia:
portare la giovinezza
è portare un peso tremendo,
sognare fughe e fardelli d'amore
e amare uomini senza capirne il senso.
Il divario di una musica

Il divario della tua fantasia
non possono che prendere spettri,
perciò ogni tanto te ne vai lontana
in cerca di una perduta ragione di vita
in cerca certamente della tua anima

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