Poesie di guerra di Umberto Saba | Video

Di Redazione Studenti.

Umberto Saba dedica una parte della sua produzione al tema della guerra. Ecco in che modo lo affronta e i temi della poesia Marcia Notturna

POESIE DI GUERRA DI UMBERTO SABA

Poesie di guerra di Umberto Saba: guarda il video
Poesie di guerra di Umberto Saba: guarda il video — Fonte: redazione

Umberto Saba nasce a Trieste nel 1883, il padre abbandona la madre prima che lui nascesse. Cresce con la madre ebrea, una donna dal carattere difficile e la balia slovena, che è invece molto affettuosa. Passa un'infanzia infelice e malinconica. Tra il 1907 e il 1908 presta servizio di leva, esperienza che si rifletterà nei Versi Militari. Viene chiamato alle armi nella Prima Guerra Mondiale e da questa esperienza nascono le Poesie scritte durante la guerra. Concluso il conflitto, ritorna a Trieste e acquista una libreria.

Nel 1938, colpito dalle leggi razziali, lascia l'Italia per trasferirsi a Parigi. Durante lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale è a Roma, sotto la protezione di Ungaretti. Durante l'occupazione nazista si nasconde a Firenze, in una casa di Montale. Dopo la guerra si afferma come poeta: collabora con il Corriere della Sera e nel 1945 pubblica la seconda edizione del Canzoniere. Muore a Gorizia nel 1957, qualche mese dopo la morte dell'amata moglie.  

IL CANZONIERE

Il Canzoniere è la sua opera più importante, una raccolta di poesie che Saba ha scritto nel corso di tutta la sua vit: è un'opera unitaria dal forte carattere personale e biografico. Per lui la scrittura è una necessità esistenziale, un metodo di autoindagine. L'edizione definitiva dell'opera è divisa in tre sezioni e nel primo volume (1900-1920) troviamo i Versi Militari e le Poesie scritte durante la guerra, che trattano dell'esperienza della guerra e dell'addestramento militare.

MARCIA NOTTURNA

Analizziamo insieme una delle poesie di Saba che tratta il tema della guerra:

Marcia notturna

Con le lanterne del tempo di guerra
si procede, e la luna ha un tenue velo,
tutte le chiare stelle ardono in cielo.
Oh, spegnete quei lumi, uomini, in terra!
Presso, nel mare, quell’argenteo gelo
trema, e ci segue. Ebbri di sonno, stanchi
di querelarsi e di cantare, i fanti
tornano sotto un luminoso cielo,
lungo il golfo che a me ricorda quello
dove nacqui, che a notte ha il tuo sorriso
malinconico, l’aria del tuo viso.


Cosi che intorno io mi ritrovi il bello
lasciato quando qui venni a marciare,
e i sonni dell’infanzia a ritrovare.

In Marcia notturna Saba descrive la marcia dei soldati lungo il mare. Il tema della guerra è presente ma in una luce nuova: non ci sono armi, addestramenti o combattimenti. C'è la descrizione degli elementi naturali del mare, del golfo, della luna. Il poeta denuncia gli orrori della guerra senza mai citarli, in maniera diretta, perché la bellezza della natura ha la meglio sulle brutture della azioni umane. Durante la marcia Saba si abbandona ai ricordi d'infanzia quando non conosceva la guerra, ma la inventava giocandoci.  

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