Il poema epico-cavalleresco in Italia e Francia: caratteristiche e autori

Il poema epico-cavalleresco in Italia e Francia: caratteristiche e autori A cura di Antonello Ruberto.

Come nasce il poema epico-cavalleresco, la sua diffusione nelle corti del Rinascimento in Italia e Francia, autori e opere più importanti

1L'epica aristocratica in Francia e in Italia

Battaglia di Roncisvalle: Roland suona il corno contro i baschi
Battaglia di Roncisvalle: Roland suona il corno contro i baschi — Fonte: getty-images

Il poema epico cavalleresco è uno dei grandi generi che lega la letteratura francese a quella italiana. La «chanson de geste» nasce nella Francia dei capetingi come mezzo per celebrare e definire i valori aristocratici della lealtà al sovrano, dell’onore e della difesa della fede e della patria.

Il poema più celebre tra questi è la Chanson de Roland, che parte da un fatto storico realmente accaduto: al ritorno da una campagna militare nella Spagna del nord nel 778 la retroguardia dell’esercito di Carlo Magno rimane vittima di un’imboscata di predoni baschi, nello scontro cadono anche alcuni cavalieri, tra cui Roland.

L’episodio viene rielaborato alla fine del XII secolo nella Chanson de Roland, dove Roland, giovane e ardito, diviene il paladino del vecchio re Carlo e cade vittima di un agguato dei saraceni orchestrato da Gano, suo patrigno e servo infedele del re cristiano. Nel poema, destinato ad avere enorme fortuna, è assente il tema amoroso e le figure femminili sono quasi assenti, ma vengono esaltate le virtù guerriere e lo spirito di sacrificio spinto all’estremo. 

Battaglia di Roncisvalle (778) condotta da Carlo Magno, re dei franchi - La morte di Orlando (Poema epico Chanson de Roland)
Battaglia di Roncisvalle (778) condotta da Carlo Magno, re dei franchi - La morte di Orlando (Poema epico Chanson de Roland) — Fonte: ansa

L’antica epica francese viene ripresa, rielaborata e adattata alle esigenze della realtà italiana dopo che la discesa di Carlo VIII nel 1494, che segna l’inizio delle Guerre d’Italia, pone fine all’assetto politico degli stati regionali italiani e mette definitivamente in crisi i modelli culturali umanistici.    

Le corti diventano i nuovi punti di riferimento attorno ai quali si riorganizzano le aristocrazie locali dando vita nuove realtà di cui i letterati, sostenuti dal mecenatismo dei signori, tracciano i riferimenti ideali. In quest’operazione la riscrittura delle vicende di Roland, il cui nome viene italianizzato in Orlando, è destinato ad avere un ruolo particolare.     

2Matteo Maria Boiardo e l'Innamorato

Matteo Maria Boiardo nel 1476 comincia la stesura del suo Orlando innamorato, un racconto destinato a rimanere incompiuto. Il Boiardo è un nobile legato alla famiglia degli Este, e la sua opera è pensata proprio in riferimento alla realtà cortigiana, tuttavia egli vive in un periodo in cui il ruolo della corte come centro politico e culturale non è ancora diventato fondamentale, e perciò costruisce un’opera finalizzata a stupire e divertire il lettore, priva sia di costruzioni ideologiche di stampo umanistico che di stampo cortigiano

L’Innamorato rinnova i vecchi modelli francesi dando uno spessore diverso sia ai personaggi che alle loro storie: il tema amoroso ha un ruolo centrale e per la prima volta si vede Orlando innamorarsi, il personaggio di Angelica viene profondamente rinnovato ed affianco a quelli tradizionali compaiono nuovi personaggi, Rodamonte e Rugiero, inventati dal Boiardo e assenti nell’epica francese

3Ludovico Ariosto e il Furioso

Nelle intenzioni di Ludovico Ariosto l’Orlando furioso, la cui scrittura inizia nel 1506 e termina con la terza edizione del 1532, è una continuazione dell’opera interrotta del Boiardo, e dell’Innamorato infatti riprende la narrazione ricca di aneddoti e digressioni. 

Ma l’Orlando furioso è un’opera fortemente innovativa sotto diversi aspetti: fin dalla prima stesura è pensata per la stampa, cioè per raggiungere un pubblico più vasto possibile, motivo per cui Ariosto adotta il modello del classicismo fiorentino esposto da Bembo nelle Prose della volgar lingua

I nuclei narrativi del Furioso sono tre: lo scontro tra le truppe cristiane di Carlo Magno e quelle dei saraceni che invadono la Francia puntando su Parigi; l’amore di Orlando per Angelica che lo rende folle; e l’amore tra il saraceno Ruggero e la cristiana Bradamante.  

Orlando furioso: La frenesia di Orlando: incisione di Filippo Pistrucci
Orlando furioso: La frenesia di Orlando: incisione di Filippo Pistrucci — Fonte: ansa

Quest’ultimo ha un significato particolare perché Ruggero, convertitosi al cristianesimo, sposa Bradamante dando vita alla dinastia estense cui il casato degli Ariosto è strettamente legato e a cui lo stesso Ludovico deve la sua fortuna: a partire dalla dedica ad Ippolito d’Este, l’opera intera si presenta come un omaggio alla casata ferrarese e alla sua corte a cui i personaggi del suo poema propongono valori ed ideali.  

Oltre che dal dato linguistico, la volontà dell’Ariosto di parlare ad un pubblico ampio si evidenzia anche dai riferimenti, più o meno velati, alle vicende delle Guerre d’Italia: lo stesso Carlo Magno, re di Francia, viene dipinto in modi diversi con il cambiare della politica estense da filofrancese ad antifrancese.  

4Torquato Tasso e la Gerusalemme liberata

La Gerusalemme liberata è considerata, a ragion veduta, il capolavoro del Tasso, ed ha una storia lunga e travagliata pari a quella del suo autore. Tasso concepisce un’opera strutturalmente diversa sia da quella della tradizione francese che da quella italiana, a cominciare dall’ambientazione che viene spostata dalla Francia invasa dai saraceni alla Terra Santa, dove i cristiani arrivano con l’obiettivo di conquistare Gerusalemme. 

L’intenzione del Tasso è quella di impostare un poema moderno ispirandosi però ai modelli classici, compresi quelli omerici, costruendo un racconto basato su polarizzazioni contrapposte. I due eserciti emergono come protagonisti collettivi, rappresentanti di ideali antitetici: a quello crociato, sostenuto dalle forze celesti, si oppone quello pagano aiutato dalle potenze infernali. 

I vari personaggi, sia i crociati che i pagani, sono oggetto di una profonda indagine psicologica ma, anche in questo caso, si giunge ad esiti diversi che rappresentano piani ideologici contrapposti: nell’esercito pagano trionfano gli interessi personali dei singoli eroi, mentre per i cristiani, dove pure sono bene presentate le vicende dei paladini, trionfa il piano collettivo finalizzato al raggiungimento dello scopo comune della presa di Gerusalemme

Gerusalemme liberata di Torquato Tasso: incizione di Francesco Valegio
Gerusalemme liberata di Torquato Tasso: incizione di Francesco Valegio — Fonte: ansa

Per tanti aspetti, il poema tassiano può essere considerato assolutamente immerso nel suo tempo: nel richiamo all’epopea crociata si avverte l’ansia provocata dalla grande avanzata ottomana di quegli anni; così come la lunga gestazione della Liberata si spiega soprattutto con l’ossessione del Tasso di produrre un’opera aderente sul piano ideologico alle linee della Controriforma che si sviluppa in quegli anni, tanto che temendo di aver scritto un’opera eretica, nel 1577 la sottopone al giudizio di un gruppo di cardinali romani.

5Guarda il video sulla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso