Pietro Metastasio: poesie, teatro e il melodramma

Pietro Metastasio: poesie, teatro e il melodramma A cura di Antonello Ruberto.

Storia di Metastasio, poeta e drammaturgo vissuto nel 1700 famoso per aver rinnovato il melodramma italiano. Tra le sue opere più famose c'è Didone abbandonata

1Il settecento, il secolo del melodramma

Teatro Regio di Torino, 1752
Teatro Regio di Torino, 1752 — Fonte: getty-images

Come genere letterario il melodramma nasce e si afferma già nel Seicento, ma è durante il Settecento il suo successo diventa un vero e proprio trionfo diffondendosi in tutta Europa e conoscendo un successo capillare, che riempie non solo i teatri dei grandi centri urbani, ma anche quelli delle città piccole e medie; un fenomeno che rende il melodramma l'ultimo genere letterario italiano ad avere fortuna in tutta Europa. 

Si è quindi di fronte ad un fenomeno sociale, culturale e letterario che incide su di un intero periodo storico ed è connotato da caratteristiche precise. Anzitutto il melodramma, costituito da musica e dal libretto (cioè il testo dell'opera) è strutturato in modo che il testo scritto possa essere messo in musica da diversi compositori. 

I testi sono internamente suddivisi in micro-sequenze narrative in cui si alternano i recitativi, in cui l'attore recita accompagnato da un componimento musicale non particolarmente articolato, e le arie, momenti in cui la musica prende il sopravvento e l'attore si esprime cantando: queste segnano momenti particolari, in cui si arriva ad una sospensione dei dialoghi e della narrazione che lascia spazio al cantato ed all'introspezione dei personaggi. 

Alessandro nell'Indie: libretto di Pietro Metastasio
Alessandro nell'Indie: libretto di Pietro Metastasio — Fonte: getty-images

Questa scansione interna trova ben presto una sua precisa codificazione nella quale le arie assumono, per la loro peculiare valenza lirica, un ruolo importante caratterizzandosi come patetiche, amorose o agitate in base agli affetti, cioè agli stati emotivi che vogliono suscitare e vengono disposte in base ad un preciso schema compositivo che scandisce i vari momenti dell'opera. 

Questa codificazione rende i libretti del melodramma assai predisposti all'essere modificati, tagliati o allungati e modificati in base alle esigenze di chi scrive la musica: se infatti nell'Ottocento si avrà che nell'opera il binomio tra musica e libretto sia indissolubile, nel melodramma settecentesco la versatilità costituisce una delle cifre stilistiche essenziali. 

A livello storico il melodramma diventa il centro di un dibattito letterario particolarmente acceso. Ad inizio del XVIII secolo aveva infatti sostituito il dramma pastorale, che pure con Tasso e Guarini aveva raggiunto notevoli vette liriche, nel numero delle forme della poesia teatrale accanto alla tragedia e alla commedia.    

La natura mista del melodramma che mischia letteratura e musica, ed il prevalere della musica sul lato letterario, gli sfarzi scenografici, la commistione di stile tragico e comico, la composizione interna che permette una continua rielaborazione dei libretti sono tutti aspetti che permettono al melodramma di assumere un ruolo centrale nel processo di riforma antibarocca che si va sviluppando all'inizio del nuovo secolo e che punta ad eliminare il vecchio stile letterario.    

2Metastasio, poeta del melodramma

Pietro Trapassi nasce a Roma il 3 gennaio 1698 da umile famiglia. Il nobiluomo Gian Vincenzo Gravina lo accoglie nella sua casa e lo avvia agli studi giuridici e letterari, inducendolo anche a mutare il suo cognome nella forma grecizzante di Metastasio. Il giovane poeta cresce quindi seguendo la più rigida educazione classicista fino al 1718, anno della morte del suo tutore. 

Fino a quest'anno Metastasio ha già pubblicato una raccolta di versi ed una tragedia, entrambe di argomento mitico, ma ora ha la possibilità di aprirsi alla letteratura più moderna: quella barocca e manierista, Tasso, Marino e Guarini, ed entra a far parte dell'Arcadia

Nel 1720 si trasferisce a Napoli, dove conosce la nobildonna Marianna Pignatelli, vicina all'Imperatrice, e la cantante Marianna Benti Bulgarelli, cui dedica la Didone abbandonata, il suo primo melodramma scritto nel 1724. La Didone è un successo. Nei seguenti sei anni la produzione di melodrammi di Metastasio è continua, ed ognuno di essi è un trionfo di pubblico. 

Nel 1729, per intercessione della Pignatelli, viene chiamato a Vienna alla corte dell’imperatore Carlo VI, dove diventa poeta di corte sostituendo Apostolo Zeno, dove rimane fino alla morte il 12 aprile del 1782. Da qui le sue opere si diffondono in tutta Europa andando incontro ad un enorme consenso, e ad un gran numero di repliche e riprese. 

2.1Le opere principali di Metastasio

Pietro Metastasio: poeta e librettista
Pietro Metastasio: poeta e librettista — Fonte: getty-images

La produzione di Metastasio è vasta, e conta un gran numero di opere. Tra queste va ricordata la prima che venne composta, la Didone abbandonata, che incontra da subito un enorme successo di pubblico. Caratteristica della Didone è l'attenzione che l'autore dedica alla descrizione psicologica dei protagonisti, di cui tratteggia con precisione le caratteristiche individuali. Ad esempio nell'opera, oltre al duo classico Didone ed Enea, è presente un terzo personaggio: il re Iarba, nemico della principessa cartaginese e suo pretendente; e la complessità psicologica di Didone, si delinea nelle sfaccettature del suo rapporto con gli altri due protagonisti: passionale nei confronti dell'amato ed incerto Enea, gelida ed altera nei confronti del re Iarba. 

Frontespizio. "Opere del Signor Abate. Alla Maestà di Caterina II imperatrice" di Metastasio. Zatta Edition, Venezia, 1772
Frontespizio. "Opere del Signor Abate. Alla Maestà di Caterina II imperatrice" di Metastasio. Zatta Edition, Venezia, 1772 — Fonte: getty-images

Un'altra opera che necessita di essere menzionata è l'Olimpiade: scritta nel 1733 rappresenta forse il modello del melodramma settecentesco. Il re Clistene promette in sposa la figlia Aristea al vincitore dei giochi olimpici, il giovane Licida è innamorato della ragazza ma sa di non poter vincere, e chiede così all'amico Megacle di gareggiare al suo posto, non sapendo che anche lui è innamorato di Aristea che, a sua volta, ricambia: alla fine del dramma si scopre che Licida e Aristea sono fratelli e ciò permette il matrimonio della giovane con Megacle. La trama e l'impostazione scenica sono assai convenzionali, motivo per cui ciò su cui il lavoro di scrittura di Metastasio si concentra sul susseguirsi degli eventi e sull'efficacia dei tempi degli interventi e dei dialoghi, studiati in modo da far concentrare l'attenzione del pubblico su di essi e, quindi, sullo svolgimento della vicenda piuttosto che sul suo scioglimento finale, che appare sin da subito abbastanza prevedibile. 

3Caratteristiche dell'opera di Metastasio

Metastasio è lo scrittore simbolo del melodramma, l'autore che, per qualità e quantità, più di tutti ha dato a questo genere. Ma la sua produzione letteraria, nel complesso, si caratterizza per il fatto che egli tende ad affinare ed approfondire quegli aspetti e caratteristiche che erano già stati propri dell'opera di Apostolo Zeno, e che tramite le quali quest'ultimo intendeva rinnovare la poesia secentesca

Metastasio riduce drasticamente gli intrecci rappresentati ad uno solo, rifiutando totalmente la narrazione di intrecci paralleli e distaccati da quello originario, mentre i rapporti tra i vari personaggi vengono definiti dal susseguirsi delle varie scene. 

Soprattutto con Metastasio si introduce l'alternanza tra recitativi e arie, affidando ai primi la funzione più strettamente narrativa, ed alle seconde quella più prettamente lirica, fissandole inoltre in corrispondenza della fine della scena o dell'uscita di scena dei personaggi che, tramite l'aria, hanno modo di descrivere il proprio carattere o i propri pensieri.  

Queste sono solo alcune delle applicazioni pratiche delle idee di Metastasio alla forma del melodramma, ma le riflessioni di questo autore sono molto più ampie e profonde e, raccolte in lettere private e nell'Estratto dell'arte poetica di Aristotele, danno il quadro di come egli fosse fautore di una ricerca e di un approccio alla scrittura volto ad un profondo cambiamento dello stile del teatro poetico, partendo proprio dalla necessità di dover coniugare parole e musica in una chiave nuova ed innovativa rispetto al panorama secentesco.