Pietre di inciampo: cosa sono e perché se ne parla

Pietre di inciampo: cosa rappresentano e perché sono importanti. Il progetto europeo realizzato dall'artista tedesco Gunter Demnig

Pietre di inciampo: cosa sono e perché se ne parla
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Pietre di inciampo

Fotografia delle pietre di inciampo a Roma
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Le pietre di inciampo, in tedesco Stolpersteine, fanno parte del progetto artistico e commemorativo ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig per tenere viva la memoria dei deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti che non sono mai più tornati nelle loro case.

Recentemente, quattro pietre d’inciampo sono state oltraggiate e danneggiate a Roma, in via Dandolo e in via Mameli. Le pietre, visibilmente annerite dall'atto vandalico, ricordavano la deportazione di Michele Ezio Spizzichino, Amedeo Spagnoletto e di Eugenio e Giacomo Spizzichino. 

 

Pietre di inciampo: cosa sono

Le pietre di inciampo rappresentano un vero e proprio monumento europeo per tenere viva la Memoria di uno dei periodi più bui della nostra storia. Questi piccoli monumenti sono dei blocchi di pietra quadrati ricoperti di ottone posti di fronte alla casa dei deportati nei campi di sterminio nazisti. Ogni pietra ha inciso il nome, la data di nascita, il luogo e il giorno di deportazione e la data di morte.

Il progetto, nato in Germania, si è poi diffuso in tutta Europa e ha il compito di ricordare tutte le vittime del nazismo perseguitate per la religione, la razza, le idee politiche e gli orientamenti sessuali. Le pietre d’inciampo inducono passanti a un inciampo emotivo e mentale, invitandoli a riflettere sulla storia e a onorare la memoria delle vittime.

In Italia, le prime pietre furono posate a Roma nel 2010 e attualmente sono presenti in molte altre città italiane.

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