Peronella: trama, personaggi e morale della novella del Decameron di Boccaccio

Peronella: trama, personaggi e morale della novella del Decameron di Boccaccio A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Trame e temi della seconda novella della settima giornata del Decameron di Boccaccio. Narratore è Filostrato e la vicenda prende spunto da una Fabula delle Metamorfosi di Apuleio. Re della giornata è Dioneo.

1Peronella (VII, 2)

Peronella mette un suo amante in un doglio tornando il marito a casa; il quale avendo il marito venduto, ella dice che venduto l'ha a uno che dentro v'è a vedere se saldo gli pare: il quale, saltatone fuori, il fa radere al marito e poi portarsenelo a casa sua.

2Peronella: introduzione alla novella

Una moglie adultera che compare in tribunale. Una scena medievale
Una moglie adultera che compare in tribunale. Una scena medievale — Fonte: getty-images

Il re di giornata Filostrato, il vinto d’amore, il narratore triste del Decameron, lancia un monito agli uomini: 

«Carissime donne mie, elle son tante le beffe che gli uomini vi fanno, e spezialmente i mariti, che, quando alcuna volta avviene che donna niuna alcuna al marito ne faccia, voi non dovreste solamente esser contente che ciò fosse avvenuto o di risaperlo o d'udirlo dire a alcuno, ma il dovreste voi medesime andar dicendo per tutto, acciò che per gli uomini si conosca che, se essi sanno, e le donne d'altra parte anche sanno: il che altro che utile esser non vi può, per ciò che, quando alcun sa che altri sappia, egli non si mette troppo leggiermente a volerlo ingannare. Chi dubita dunque che ciò che oggi intorno a questa materia diremo, essendo risaputo dagli uomini, non fosse lor grandissima cagione di raffrenamento al beffarvi, conoscendo che voi similemente, volendo, ne sapreste beffare?». 

Questo monito dovrebbe indurre gli uomini a essere più cauti e a non tradire le loro donne: se le tradissero, le renderebbero eticamente libere di fare altrettanto e avrebbero anche spifferato tutto ai quattro venti, creando grande vergogna e disagio. Portare le corna – che tutti vedono e tu ignori – non piace a nessuno, oggi come allora. 

Ma è proprio di questo che si parla nella settima giornata: delle beffe ai mariti e della straordinaria intelligenza delle donne nell’ordire trame e inganni per ottenere le visite degli amanti. Oggi incontriamo Peronella, astuta donna, che beffa il marito in modo esemplare, usando una botte. 

3Peronella: la trama

Un muratore che vive a Napoli è sposato con una bella donna di nome Peronella, la quale è però innamorata di Giannello, un giovane aitante. Tutte le mattine il marito va a lavorare e la moglie incontra Giannello nella sua casa. Tuttavia, un giorno inaspettatamente il marito, in compagnia di un mercante, torna a casa prima e una volta bussato all’uscio, Peronella in fretta e in furia fa nascondere Giannello dentro una botte

Lei si finge sorpresa del suo arrivo e chiede spiegazioni: il marito è ben contento perché ha appena concluso un affare vendendo proprio quella botte per cinque gigliati. Lei, con un lampo di genio, per non farsi credere meno furba dice che anche lei ha appena venduto quella botte però a sette gigliati a un uomo che aveva voluto entrarci dentro per vedere se era sano. 

In quel momento ecco che esce Giannello dalla botte, fingendosi il compratore, il quale asserisce che la botte era buona sì, ma dentro c’era troppo sporco. Per non mandare a monte l’affare, la donna ordina al marito di entrare per pulirlo e nel frattempo, mentre guida il marito nella pulizia, affacciata alla botte, se la spassa con il giovane, dato che per l’arrivo improvviso del marito non aveva potuto portare fino in fondo la faccenda. 

Quando finisce, Giannello ben contento, paga i sette gigliati e se ne va via felice e contento lasciando l’amante soddisfatta e il marito scornato

4Peronella: analisi

È una scena da film comico: il marito torna prima del previsto quando sua moglie è in compagnia dell’amante, una storia vecchia almeno fino alla famosa novella di Venere, Marte e Vulcano (o per meglio dire Afrodite, Ares ed Efesto, visto che è contenuta nell’Odissea). 

Ma è contenuta anche in Apuleio e la commedia latina è piena di questi episodi. Concentriamoci su Apuleio. Secondo Vittore Branca, Boccaccio sentì questo grande autore latino “come un suo precursore, l’unico autore della letteratura greca e latina che avesse prestato orecchie alle narrazioni del popolo e le avesse ritenute degne di una consacrazione letteraria” (Boccaccio Medievale, Sansoni 1970).  

La grande bravura di Apuelio è proprio quella di risaltare con eleganza e ritmo narrativo situazioni comiche che appassionano e divertono il lettore. È una celebrazione della vita, con un sorriso di intendimento, in questo caso senza neanche complicazioni morali: riteniamo giusto il comportamento di Peronella perché il marito è uno stupidone e quindi, implicitamente, se lo merita.  

Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio — Fonte: getty-images

Andiamo allora a confrontare almeno una parte di questa novella con il modello di Apuleio (Met. IX, 5-7), per la precisione la parte finale: 

«Vuoi sapere la verità, buona donna?» le fece. «Questa tua botte è troppo vecchia e sgangherata. Ha certe crepe che paion fessure,» e rivolgendosi come se nulla fosse al marito: «E tu buon uomo, chiunque sia, fammi il favore di darmi una lanterna; voglio toglierci tutto lo sporco per vedere se può ancora servire. Non crederai mica che io li vada a rubare i miei soldi!» E quell'intelligentone, quella perla rara di marito, tutto premuroso senza sospettare di nulla, acceso il lume: «Tirati su di lì, amico mio, e stattene quieto e comodo. Ci penserò io a farlo e te la mostrerò quand'è pulita.» E così dicendo, toltisi gli abiti, si calò dentro con il lume e cominciò a raschiare tutta la gromma che con il tempo s'era formata in quella vecchia giara. Dal canto suo l'amante, un pezzo di ragazzo, si lavorava di gusto, dal di dietro, la moglie del fabbro che se ne stava appoggiata e curva sulla giara e che anzi, da vera puttana, sporgendo il capo all'interno, si prendeva gioco del marito dicendogli: «Pulisci qui, c'è ancora sporco lì, e qua e là,» finché portato a termine ciascuno il suo lavoro, e avuti i suoi sette denari, quel disgraziato fabbro fu costretto a caricarsi in spalla la giara e a portarla fino a casa del suo rivale. 

Boccaccio invece: 

Disse allora Giannello: “Il doglio mi par ben saldo, ma egli mi pare che voi ci abbiate tenuta entro feccia, ché egli è tutto impastricciato di non so che cosa sì secca, che io non ne posso levar con l'unghie, e però io nol torrei se io nol vedessi prima netto.” Disse allora Peronella: “No, per quello non rimarrà il mercato; mio marito il netterà tutto.” E il marito disse: “Sì bene”, e posti giù i ferri suoi e ispogliatosi in camiscione, si fece accendere un lume e dare una radimadia e fuvvi entrato dentro e cominciò a radere. E Peronella, quasi veder volesse ciò che facesse, messo il capo per la bocca del doglio, che molto grande non era, e oltre a questo l'un de' bracci con tutta la spalla, cominciò a dire: “Radi quivi e quivi e anche colà” e “Vedine qui rimaso un micolino.” E mentre che così stava e al marito insegnava e ricordava, Giannello, il quale appieno non aveva quella mattina il suo disidero ancor fornito quando il marito venne, veggendo che come volea non potea, s'argomentò di fornirlo come potesse; e a lei accostatosi, che tutta chiusa teneva la bocca del doglio, e in quella guisa che negli ampi campi gli sfrenati cavalli e d'amor caldi le cavalle di Partia assaliscono, a effetto recò il giovinil desiderio; il quale quasi in un medesimo punto ebbe perfezione e fu raso il doglio, e egli scostatosi e la Peronella tratto il capo del doglio e il marito uscitone fuori. Per che Peronella disse a Giannello: “Te' questo lume, buono uomo, e guata se egli è netto a tuo modo.” Giannello, guardatovi dentro, disse che stava bene e che egli era contento; e datigli sette gigliati a casa sel fece portare. 

Boccaccio, rispetto ad Apuleio, ricama di più sul dialogo e cambia alcuni particolari, ma la sostanza della trama è ovviamente identica e ci dice molto sulla capacità di Boccaccio di utilizzare tanta materia narrativa preesistente e di farla confluire in un’opera organica e originale: molti dei fatti che ci racconta sono presi direttamente dall’oralità, ma lui li rielabora, li rende più problematici o più snelli: dipende. 

Il marito beffato è posto in una situazione di passività, e ciò si può notare dal fatto che il suo nome non è indicato: è soltanto un muratore di Napoli. 

Protagonista assoluta, insomma, è la giovane Peronella con cui ci sentiamo immediatamente di simpatizzare, soprattutto per la sua grande furbizia

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5Temi presenti in Peronella

La beffa è onnipresente, sempre lei, sempre l’inganno. Il Decameron è un’aspra lotta tra ingannatori e ingannati. È una guerra che non fa prigionieri. Ma il Decameron è anche una storia di adulteri e sarà opportuno riflettere sul perché questo tema è così ossessivo, al punto che oggi noi con boccaccesco intendiamo qualcosa di sconcio: dovremmo dire boccacciano, ma ci sembra di togliere qualcosa. Il problema sussiste ancora oggi e ancora oggi nelle scuole si tende a glissare sulle novelle più sconce o magari a proporle solo per far ridere un po’ i ragazzi (il che è un bene sia chiaro) e far vedere che siamo insegnanti alla moda (e il far vedere è sempre un male, perché non aggiunge niente a ciò che siamo); ma forse non si coglie fino in fondo il problema, la visione d’insieme dell’opera. 

Se l’adulterio è così ossessivo è perché Boccaccio forse aveva intenzione di far risaltare il rapporto che esiste tra ingegno, parola e natura. La natura ci chiama al godimento, al corpo, e il godimento possiamo ottenerlo con l’ingegno: intendiamo con godimento un qualunque vantaggio e con l’ingegno la capacità egoistica di ottenerlo: il tramite di tutto questo meccanismo è la parola che si fa portatrice di inganni, di mezze verità, di illusioni e rivelazioni (come nel motto di spirito). Dunque il Decameron ci offre una materia ben più complessa di quella riconducibile a semplici amori adulteri (che non sono l’unico tema, sia chiaro). Riguarda l’etica di ognuno e come stare al mondo. 

6Personaggi di Peronella

Peronella ci colpisce per la sua prontezza di spirito e subito simpatizziamo per lei, al contrario del marito che ci appare come emblema dello sciocco

L’amante è audace perché osa compiere i suoi piaceri sessuali proprio mentre la donna è affacciata sulla botte e guida il marito: questa è davvero una situazione paradossale e comica, degna del teatro, ma infatti Boccaccio ci prepara alla sensibilità del teatro. Se solo provassimo a immaginare questa scena su un palco, rideremmo ancora di più con la donna che guida il marito nel perlustrare la botte cercando di contenere i gridolini di piacere per non farlo accorgere (una scena da commedia dell’arte). 

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