Il pensiero di Max Weber: riassunto di sociologia

Di Redazione Studenti.

Max Weber: riassunto del pensiero dell'economista, sociologo, filosofo e storico tedesco. Riassunto schematico e metodologia del filosofo

Max Weber

Max Weber fa parte dello storicismo tedesco. È un costruttivista: la realtà è data dal mondo esterno + il soggetto che conosce.

Non è un sostenitore della teoria olistica (il gruppo è un qualcosa superiore alla somma delle parti), mentre sostiene l'individualismo metodologico, che ha al centro dell'indagine della sociologia:

  • NO fatti sociali- Durkeim
  • SI azioni degli attori sociali dotate di senso.

Weber dà per scontato che sia possibile comunicare tra gli esseri umani e che anche gli altri esseri umani siano dotati di coscienza come noi. Gli uomini, per lui, si capiscono grazie al linguaggio, che è una griglia infinita di tipizzazioni.

Il sociale :

  • non è una realtà sui generis, ma la risultante di azioni e interazioni da parte dei soggetti.
  • è una possibilità e non una realtà (è così ma potrebbe essere diversamente)
  • è costruito dagli attori.

Per Weber esistono i soggetti, che danno senso al mondo.

Max Weber, metodologia

Max Weber
Max Weber — Fonte: getty-images

Secondo Max Weber c'è una distanza infinita tra i concetti e la realtà e quindi non deve esistere la  pretesa di rappresentare esattamente la realtà con i concetti. (infatti i concetti idealtipici di Weber sono utopici).

Per il positivismo tutti i fatti esterni erano conoscibili ed oggettivi e attraverso il metodo logico sperimentale essi venivano collegati attraverso connessioni logiche. Una teoria era ritenuta vera quando rappresenta la realtà così come appariva.

Per Weber, per cogliere la realtà si ha bisogno di assumere un certo punto di vista e quindi di selezionare necessariamente una parte di questa infinità del reale; ciò che si vede dipende dal punto di vista che si assume per osservare. La mente umana è selettiva.

Quindi sotto il punto di vista conoscitivo Weber va a minare le fondamenta della visione positivistica e con lui viene meno il principio della verità come corrispondenza tra la teoria e la realtà esterna e si parte dal presupposto che il nostro è un sapere debole perchè non poggia su fenomeni oggettivi.

Ma allora quello che colgo è un fatto assoluto oppure è un fatto relativo al punto di osservazione? Per Weber i fatti sono visibili a partire da un punto di vista.

I concetti che io uso non sono una trasposizione della realtà ma un modo per dare ordine e visibilità al reale.

Per Weber partendo da infiniti punti di vista si possono studiare infiniti elementi possibili e concettualizzazioni e dare infiniti ordini alla realtà dato che essa è infinita.

Durkeim invece affermava che la realtà ed i fatti sociali erano esterni e costrittivi e tolti i preconcetti erano conoscibili oggettivamente.

Influenza di Dilthey e Windelband

Weber riprende Dilthey per la distinzione tra scienze sociali e scienze della natura e Windelband per la distinzione tra scienze nomotetiche (studiano la regola e la legge) e scienze ideografiche (si interessano della specificità dei fatti).

Arriva quindi alla conclusione che le scienze della natura sono indifferenti ai valori dato che studiano le leggi e le scienze storico sociali sono invece interessate alla specificità dell'accadere, specificità intesa come l'unicità di ogni uomo rispetto agli altri.

  • Scienze storico sociali ↔ scienze ideografiche
  • scienze naturali ↔ scienze nomotetiche

Perchè ognuno sceglie un determinato punto di vista per osservare la realtà? Perchè ognuno di noi ha determinati interessi e rilevanze. Una cosa non è rilevante in sé ma in base ad un principio di rilevanza: tutto è rilevante in base ad una scala di valori che cambiano con il tempo e con le culture. Quindi la selezione dell'osservatore sarà sempre una selezione che dipende dalla relazione al valore.

Che cos'è la relazione al valore? È una relazione che permette di selezionare campi di studio e non deve essere confusa con i giudizi a valore che sono fuori dalla scienza.

Giudicare la minore o maggiore validità di un valore è una questione di fede e non di scienza. Spetta all'uomo decidere come agire e scegliere i valori in questione in base alla sua coscienza ed alla sua personale concezione del mondo. Il compito della scienza non è quello di formulare norme vincolanti ma può solo offrire a colui che agisce di misurare le conseguenze del suo agire.

L'uomo può stabilire in base alla relazione ai valori ciò che ha senso da ciò che non ne ha. Noi possiamo capire la realtà attribuendole significato o meglio senso, che implica sempre una connessione di valori data dalla cultura.

Weber dice che il mondo umano è sempre il mondo del senso, il regno della cultura intesa come interpretazioni / significati del mondo che cambiano nel tempo.

La cultura è sempre legata ad elementi di valore.

Il mondo sociale

Secondo Weber, il mondo sociale:

  • è incessantemente costruito dagli attori.
  • rappresenta una possibilità e non una realtà, è in una certa maniera ma potrebbe essere anche diversamente. Il reale è sempre solo possibile
  • è riconducibile ad una serie di azioni dotate di senso e di interazioni reciproche.

Il mondo sociale, inoltre, ha come scopo quello di cogliere la specificità dell'accadere. Una volta scoperte alcune regolarità dell'accadere bisogna andare avanti fino a cogliere la specificità dell'accadere. Queste regolarità Weber le chiama uniformità empiriche e sono comportamenti umani ripetuti nel tempo che spiegano come persista la società. Sono legate a contingenze storico sociali.

Lo scienziato sociale

Il ruolo dello scienziato sociologico è più complesso rispetto allo scienziato della natura perché egli deve cogliere il senso dell'agire che è propriamente umano e non appartenente al mondo della natura.

Inoltre, mentre tratta dell'individuo, della società e delle istituzioni come fenomeni distaccati da sé, in realtà ne è condizionato.

La sociologia comprendente

La sociologia di Weber si chiama comprendente, perchè deve comprendere il senso delle azioni degli uomini e  spiegarlo nelle sue cause e nei suoi effetti.

Il sociologo ha bisogno di un metodo e di una concettualizzazione che gli viene data dagli idealtipi (vedi schema).

Deve inoltre intendere e spiegare il senso delle azioni. Secondo Weber ci sono due modi d'intendere:

  • Intendere attuale: si coglie immediatamente il senso di un'azione.
  • Intendere esplicativo: s'intende il senso e si spiega. Si individua la motivazione dell'azione (il perchè si è fatta una certa cosa).

Il motivo è il senso dell'azione ed è interno. Si usa il motivo come elemento che determina l'agire: è una spiegazione del rapporto mezzo fine ed ha la stessa struttura logica del rapporto causa-effetto.

L'oggettività, la causa, le causazioni

Che cos'è per Weber l'oggettività? Non è la corrispondenza ai fatti ma l'accordo degli osservatori che assumono una stessa ottica e concordano sul fatto che le cose stanno realmente così.

Per Weber non si può parlare di tutte le cause, dato che si è selezionata una parte finita di realtà, ma di un qualcosa di più debole della causa: la causazione.

Se il positivismo pretendeva di spiegare tutte le cause del fatto per poi poterlo spiegare completamente, per Weber invece un evento è determinato da tante concause, difficili da individuare. Per Weber una costellazione di eventi ne provoca un'altra.

Per lui è come se la vita fosse un percorso lungo il quale ci sono delle possibilità, è il singolo uomo che da senso alle sue azioni e ci sono varie cause di cui se ne distinguono due classi: le causazioni accidentali e le causazioni adeguate.

Le cause si possono rintracciare attraverso giudizi di possibilità oggettiva che consistono nel chiedersi cosa sarebbe accaduto nel caso di esclusione di alcune variabili.

Gli storici quando parlano di eventi stanno parlando di causazioni di fenomeni più o meno rilevanti che hanno determinato altri eventi. Se l'esclusione ipotetica di alcune concause conduce a conseguenze diverse da quelle del processo reale ne deriva una diversa gradazione dei giudizi di possibilità oggettiva.

I due casi limite sono:

  • le causazioni accidentali
  • le causazioni adeguate.

Le prime sono tutte quelle concause che hanno avuto rilevanza minima nel far accadere il fenomeno e che hanno con le cause un rapporto di causazione accidentale, (il fenomeno si sarebbe verificato anche senza di loro. )

Le seconde invece sono quelle concause necessarie che hanno avuto un peso nel calcolo delle probabilità;senza la loro presenza si avrebbe avuto un risultato molto diverso da quello del processo reale e hanno con le cause un rapporto di causazione adeguata.

Per Weber in sociologia bisogna muoversi secondo un esperimento concettuale controfattuale muovendoci attraverso i giudizi di possibilità oggettiva: Se x allora p / se non x allora non p. Ad esempio: cosa sarebbe successo se invece di vincere si fosse perso?