Il pellegrino nel Medioevo: descrizione, simboli e storia

Il pellegrino nel Medioevo: descrizione, simboli e storia A cura di Edoardo Angione.

Storia e caratteristiche del pellegrino medievale: abbigliamento e simboli dell'uomo medievale che si sottoponeva a viaggi estenuanti per espiare le sue colpe

1Il pellegrinaggio medievale: introduzione

Al giorno d’oggi i cristiani e gli appartenenti a quasi tutte le religioni del mondo intraprendono talvolta un pellegrinaggio: non si tratta di turismo, ma di viaggi molto speciali verso un luogo considerato sacro, intrapresi per motivi di culto, devozione o per penitenza. La parola deriva dal latino peregrinus, “straniero”. Nel medioevo i pellegrinaggi erano parte integrante della vita quotidiana della maggior parte delle persone: si trattava del motivo più comune per cui, chi non era un mercante, poteva mettersi in cammino ed attraversare distanze per l’epoca davvero enormi.  

Perché si intraprendeva un pellegrinaggio nel Medioevo? Poteva servire ad adempiere un voto, o magari ad espiare un crimine commesso. Ancora più spesso si intraprendeva un pellegrinaggio per ottenere, come vedremo, indulgenze per sé o per i propri cari, anche defunti. Talvolta un pellegrino partiva in cerca di una cura miracolosa, altre volte semplicemente per intraprendere un percorso di fede. Nessuno di questi aspetti è esclusivamente inerente alla religione cristiana, che tuttavia, a partire almeno dal IV secolo d.C., iniziò a riconoscere nel pellegrinaggio una compiuta espressione di pietà religiosa. Questo, come vedremo, avrà importanti conseguenze sociali e culturali. 

2I luoghi di pellegrinaggio

Il pellegrinaggio non è stato inventato nel Medioevo: molti santuari erano ad esempio venerati anche in epoca romana, e talvolta, come nel caso del Santuario della SS Trinità sul Monte Autore, forse sin dalla preistoria. Per propiziarsi gli dei anche gli antichi egizi ed i babilonesi praticavano pellegrinaggi, così come l’usanza non è mai scomparsa neanche in India e Giappone. Nel Medioevo cristiano, i luoghi di pellegrinaggio erano naturalmente quelli della Terrasanta, dunque legati alla figura di Gesù: Betlemme, Nazareth, Gerusalemme, il Calvario.   

La cattedrale di Santiago di Compostela consacrata nel 1211
La cattedrale di Santiago di Compostela consacrata nel 1211 — Fonte: istock

Nondimeno, durante il Medioevo innumerevoli mete di pellegrinaggio sorsero anche in Europa: si trattava di luoghi legati alla vita di santi, a eventi miracolosi, o ad apostoli. Santiago de Compostela, ad esempio, è tuttora considerato il luogo di sepoltura dell’apostolo Giacomo di Zebedeo, cugino di Gesù. Roma, la città dove è sepolto San Pietro, è sempre stata un luogo di Pellegrinaggio, ma lo è in particolare dal 1300, anno in cui papa Bonifacio VIII istituì il primo giubileo. I pellegrini diretti a Roma erano chiamati “Romei”. 

3Una fede tangibile: abbigliamento e simboli del pellegrino

Spesso, nella cultura generale di oggi, tendiamo a considerare il Medioevo come un’epoca altamente spirituale. Questo è senza dubbio vero, ma bisogna anche considerare che, se per noi la fede è diventata in molti casi un fatto prevalentemente interiore, nel Medioevo europeo la fede era un qualcosa di tangibile e di onnipresente, che andava costantemente dimostrato ed esteriorizzato. 

Per questo motivo, il pellegrinaggio doveva essere innanzi tutto riconoscibile: un pellegrino indossava una “divisa” speciale, spesso contraddistinta da larghi cappelli, bastoni, distintivi ed altri simboli di riconoscimento. Talvolta, i pellegrini giunti a destinazione ricorrevano al tatuaggio  - in questo modo, anche se derubati da banditi, si poteva dimostrare il proprio status di pellegrino. Questo spiega anche come mai poteva accadere che una persona impossibilitata a partire in pellegrinaggio poteva mandare qualcun altro al proprio posto: ciò che contava, in ultima analisi, era il gesto concreto. 

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Per le stesse ragioni, capitava spesso che per non tornare a mani vuote i pellegrini si procurassero ‘prove’ del viaggio avvenuto: piccole reliquie, acqua santa proveniente dai luoghi visitati, o persino la polvere dei pavimenti dei luoghi sacri. Il pellegrinaggio era in qualche modo anche una dimostrazione pubblica della propria pietà.

4Il viaggio del pellegrino

Pellegrini a Roma per il Giubileo del 1350
Pellegrini a Roma per il Giubileo del 1350 — Fonte: ansa

Nel corso dei suoi viaggi, perlopiù a piedi, il pellegrino attraversava territori sconosciuti e spesso pericolosi sopportando privazioni e difficoltà. Questi viaggi potevano condurlo ad un santuario relativamente vicino (ce n’erano in tutta Europa), ma molto spesso i pellegrini si spingevano fino all’Italia meridionale, che collegava i due principali centri della cristianità: Roma e Gerusalemme.   

L’Italia di allora era del resto dotata di vere e proprie, come le definiremmo oggi, ‘infrastrutture turistiche’: molte strade romane erano ancora in funzione e collegate alla Via Francigena, la strada che collegava l’Europa Occidentale a Roma, passando per le Alpi. Spesso i pellegrini tendevano a dormire all’addiaccio, ma potevano anche essere ospitati in ‘spedali’, gestiti da ordini religiosi, se in grado di dimostrare il proprio status di pellegrini: i segni esteriori servivano anche a questo. Anche le rotte navali, controllate dalle potenze marinare italiane, erano relativamente sicure. 

Basilica di San Pietro a Roma
Basilica di San Pietro a Roma — Fonte: getty-images

5Gli aspetti economici del pellegrinaggio

Nonostante la presenza di servizi espressamente dedicati al pellegrino, intraprendere un viaggio per Santiago de Compostela, Roma, o peggio ancora Gerusalemme, richiedeva tempo e denaro, oltre a comportare diversi rischi. In cambio di ciò, il pellegrino otteneva in primo luogo la possibilità di interventi miracolosi da parte dei santi, poiché alle reliquie conservate nei luoghi di pellegrinaggio venivano attribuiti poteri miracolosi. I luoghi di pellegrinaggio aumentarono nel corso del Medioevo anche grazie al commercio di reliquie: per aumentarne il numero, si smembravano i corpi dei santi o si diluiva il loro sangue in acqua.

Attraverso le offerte, i pellegrini potevano poi ottenere indulgenze, i cui vantaggi non erano immediati, ma destinati all’aldilà: un’indulgenza consentiva alle anime dei defunti di trascorrere meno tempo nell’espiazione dei propri peccati. Le offerte dei pellegrini andavano ad arricchire direttamente le chiese o i monasteri locali, che ne riservavano anche una parte per i poveri e per la manutenzione dell’edificio, finché il papato non iniziò ad arricchirsi direttamente con le indulgenze prima del XIV secolo. 

6Donne e pellegrinaggi

Generalmente in epoca medievale il pellegrinaggio era considerato un’attività riservata agli uomini, con qualche variazione a seconda dei tempi e dei luoghi. Per questo motivo le donne che intraprendevano pellegrinaggi erano spesso vittime di satira. Nondimeno, donne di qualsiasi posizione sociale hanno intrapreso pellegrinaggi per tutto il Medioevo, spesso facendo i conti con il giudizio negativo della società, e dovendo chiedere il permesso ai propri supervisori: mariti, fratelli o padri.  

Nel 1413 Margery Kempe, una mistica inglese, intraprese un pellegrinaggio fino a Gerusalemme, passando per Venezia. Si trattenne poi a Roma fino al 1415, e due anni dopo andò a Santiago de Compostela; anni dopo, rimasta vedova, riprese a viaggiare per l’Europa visitando numerosi luoghi sacri. Come tutti i pellegrini, la Kempe acquistò indulgenze per se stessa e per i suoi conoscenti. Intraprese tutti questi viaggi senza suo marito, ma insieme ad una compagnia di pellegrini che includeva, oltre ad una sua serva, un uomo che amministrava il suo denaro. Tra i pellegrini le donne erano tollerate, ma non completamente libere.

Dice S. Gregorio di Nissa a proposito dei pellegrinaggi: «Col cambiare il luogo non ci si avvicina di più a Dio». Ahimè, questo non è che troppo certo. A Dio non ci si avvicina che col cambiare sé stessi. Søren Kierkegaard