Peggy Guggenheim: biografia e storia della collezionista e mecenate americana

Peggy Guggenheim: biografia e storia della collezionista e mecenate americana A cura di Laura Morazzini.

Biografia e storia di Peggy Guggenheim, collezionista e mecenate americana, sostenitrice della scuola astratta-espressionista newyorkese.

1Chi sono i Guggenheim?

Peggy Guggenheim durante l'apertura del Museo Guggenheim
Peggy Guggenheim durante l'apertura del Museo Guggenheim — Fonte: getty-images

Figlia di Benjamin, facoltoso ebreo newyorchese, e nipote di Solomon R., fondatore del Guggenheim Museum di New York, diventa una delle collezioniste d’arte più famose di sempre.

Gli Stati Uniti accolgono ondate di immigrati dall’Europa da più di un secolo e anche la famiglia di Peggy Guggenheim ha una storia relativamente molto recente. Ebrea da parte di entrambi i rami familiari, i suoi antenati si sono stabiliti negli Stati Uniti nella prima metà dell’800 per sfuggire alle restrizioni lavorative imposte agli ebrei in Europa: i Seligman sono originari di Baiersdorf in Baviera e i Guggenheim di Lengnau nel Cantone Argovia, in Svizzera.

Sia Meyer Guggenheim che James (in origine Jacob Seligman) partono da condizioni lavorative modeste per diventare nel giro di pochi anni dei milionari: nonno Guggenheim da venditore di lucido per cucine a magnate dell'industria estrattiva, e il nonno Seligman, da venditore porta a porta a banchiere. Meyer pretende dai propri figli eccellenti risultati lavorativi, pari ai suoi, e nonostante i disaccordi interni tutti i figli si distinguono per intraprendenza e capacità manageriali.

2Da Marguerite a Peggy Guggenheim

Collezione Peggy Guggenheim, Canal Grande a Venezia
Collezione Peggy Guggenheim, Canal Grande a Venezia — Fonte: getty-images

Il quinto dei sette ragazzi Guggenheim è Benjamin, affascinante e brillante, è il primo della famiglia ad iscriversi all’università; meno rigido dei fratelli, ama il bel mondo e divertirsi ma bene presto la famiglia, ansiosa di consolidare il proprio status all’interno della buona società newyorchese, lo obbliga a prendere moglie. La scelta cade su Florette Seligman, anche lei ebrea ma proveniente da una famiglia persino più ricca della sua. L’unione è infelice; studiata a tavolino sulle esigenze delle rispettivi in famiglia si rivela una relazione fra persone troppe diverse e caratterialmente distanti. 

Marguerite è la seconda di tre sorelle e nasce in quella che ormai è una famiglia ricchissima, benché bizzarra: la madre Florette per una specie di tic nervoso ripete ogni frase tre volte e igienizza ogni oggetto con il cloroformio, una delle zie riesce a parlare solo cantando, molti domestici e bei mobili convivono con una rigida parsimonia di denaro nelle spese, ai limiti dell’avarizia

L’educazione delle tre ragazze è esclusivamente basata sul lavoro di istitutrici private e, nonostante l’impegno nel sociale della famiglia con beneficienza e azioni caritatevoli, la loro vita sociale rimane separata dai coetanei, appartenenti a famiglie ebree più antiche e meglio inserite e in particolar modo dai “gentili” ovvero i non ebrei.   

2.1Peggy Guggenheim autodidatta

Benjamin Guggenheim, padre della collezionista d'arte Peggy, vittima milionaria dell'affondamento del Titanic nell'aprile del 1912
Benjamin Guggenheim, padre della collezionista d'arte Peggy, vittima milionaria dell'affondamento del Titanic nell'aprile del 1912 — Fonte: getty-images

Alla morte del padre Benjamin la ricchezza di famiglia ha un forte calo, almeno in confronto allo stile di vita precedente e alla crescente ricchezza degli cugini. Gli zii cercano di correre ai ripari ripagando in parte i debiti del fratello e versando soldi su un conto intestato a Florette, alla quale fanno credere sia un’iniziativa del marito defunto.

Le finanze familiari si riassestano con la morte di nonno Seligman, che intesta ad ognuna della sorelle un cospicuo patrimonio, da riscuotere al compimento dei 21 anni. Dopo il debutto in società nel 1916, Marguerite capisce in fretta che la vita da ereditiera in cerca di marito non fa per lei.

Inizia a farsi chiamare Peggy, distinguendolo dal nomignolo Maggie con il quale la vezzeggiava il padre, e decide di darsi da fare: lavora come infermiera da un dentista e poi si fa assumere al Sunwise Turn, un bookshop di libri sull'arte e il teatro di proprietà cugino Harold Loeb.

Qui scopre le avanguardie artistiche e si innamora della cultura europea, decidendo ben presto di tornare per Parigi ma questa volta per viverci.

3Un artista per marito

La collezionista d'arte americana Peggy Guggenheim (1898-1979) nella sua casa di Venezia con i suoi cani, dicembre 1961
La collezionista d'arte americana Peggy Guggenheim (1898-1979) nella sua casa di Venezia con i suoi cani, dicembre 1961 — Fonte: getty-images

A Parigi frequenta l’ambiente dei letterati e degli artisti e di molti di loro diventa amica. Incontra nuovamente lo scrittore Laurence Vail, del quale si innamora, per i suoi modi e la sua cultura anche se è un alcolista, a tratti fastidioso e a tratti violento. Si sposano nel 1922 e hanno due figli, Sinbad e Pegeen, ma il matrimonio dura solo fino al 1930, a causa del comportamento aggressivo e violento di lui. L’amore di Peggy ha breve durata e l’ambiente che entrambi frequentano si rivela fin troppo stimolante dal punto di vista delle relazioni.

Peggy si mette con John Holms, uno scrittore inglese e scopre che per potersi sposare con il nuovo compagno è costretta per legge a chiedere l’affidamento di solo uno dei figli.

La felicità dura poco: Holms muore durante un’operazione chirurgica, la sorella maggiore Benita muore di parto dopo innumerevoli gravidanze andate male, e la minore Hazel causa la caduta (e la morte) dei propri due figli, forse un atto disperato per impedire l'affidamento esclusivo all’ex marito.

4La prima galleria d’arte di Peggy Guggenheim

Londra, Tate Gallery: Peggy Guggenheim e il direttore Norman Reid. Dicembre, 1964
Londra, Tate Gallery: Peggy Guggenheim e il direttore Norman Reid. Dicembre, 1964 — Fonte: getty-images

Dopo svariate relazioni, Guggenheim si trasferisce a Londra per trovare nuovi stimoli ed affrancarsi dai lacci familiari affermandosi in campo lavorativo; è indecisa se aprire una casa editrice, sceglie poi una professione più economicamente “sostenibile” e nel 1938 inaugura la propria galleria d’arte, la Guggenheim Jeune dove espone solo opere di arte contemporanea, in particolare le avanguardie europee che a Londra sono ancora poco conosciute. Organizza mostre singolari e originalissime, in una Picasso, Ernst, Kandinsky, Dalì, Magritte, Arp, Mirò, in un’altra raccoglie ed espone opere di bambini tra cui sua figlia e un giovanissimo Lucien Freud.

La galleria però incassa poco o niente e lei decide di chiudere e ripensare il modo di proporre i suoi artisti: si fa consigliare dal consulente Herbert Reid che le prepara la “legendary list”, un elenco degli artisti assolutamente da avere e proporre sul mercato.

Guggenheim compra a man bassa ma ci sono già nell’aria le prime avvisaglie di guerra; allo scoppio del conflitto si trasferisce per qualche tempo a Parigi, ma il museo del Louvre rifiuta di nascondere la sua collezione nei magazzini; lei allora ne organizza la trasferta negli Stati Uniti, nascondendo le opere in casse sigillate e in mezzo ad oggetti d’uso comune.

5Peggy Guggenheim una collezionista affermata

L'artista tedesco Max Ernst (1891-1976) con alcune sue opere in Francia, circa 1955
L'artista tedesco Max Ernst (1891-1976) con alcune sue opere in Francia, circa 1955 — Fonte: getty-images

Tornata negli USA nel 1941, sposa il pittore surrealista Max Ernst, immigrato negli Stati Uniti grazie a lei, e nel 1942 apre un'altra galleria a New York la Art of This Century, dove propone arte europea e americana, per la prima volta esposte in un’unica sede. Qui molti artisti avranno la loro prima mostra personale; tra quelli finanziati: Jackson Pollock, Mark Rothko, Robert Motherwell e Hans Hofmann. 

Nel 1946 firma la propria autobiografia ma l'eccessiva sincerità non le viene perdonata: ai suoi lettori appare come una madre snaturata, ossessionata dalla sua collezione e dai suoi amanti. 

La collezionista d'arte Peggy Guggenheim nel suo museo sul Canal Grande a Venezia, 1979
La collezionista d'arte Peggy Guggenheim nel suo museo sul Canal Grande a Venezia, 1979 — Fonte: getty-images

Alla fine della guerra torna in Europa e nel 1947 si sposta a Venezia, scegliendo un palazzo del 1700 affacciato sul Canal Grande; presta la propria collezione alla Biennale del 1948 regalandosi grande visibilità e dal 1951 utilizza il proprio palazzo come spazio espositivo per mostrare la sua collezione al pubblico

Il successo di pubblico è esponenziale: espone la sua collezione anche all’Orangerie di Parigi e risveglia l’interesse dei curatori del museo dello zio, Solomon Guggenheim museum, che propongono l’acquisizione dell’intera collezione: Peggy accetta, ma a condizione che le opere rimangano a Venezia.

Muore nell’ospedale di Camposampiero nel 1979, dove è ricoverata per una banale frattura al piede.