Pedagogia di John Locke: pensieri sull'educazione

Di Redazione Studenti.

Idee su pedagogia e percorso educativo e scopi dell'educazione secondo John Locke

JOHN LOCKE

John Locke
John Locke — Fonte: getty-images

Assieme a Rosseau e Kant fu uno dei primi ad interessarsi al rapporto che intercorre tra l’individuo e la società. Locke sosteneva che il fine dell’educazione fosse l’inserimento nella società ed è necessario un’educazione individuale per ognuno con un proprio insegnante. Rosseau sosteneva invece che la società corrompe l’uomo che nello stato di natura sarebbe invece un buon selvaggio, per cui l’educando va escluso dalla società. Anche Rosseau prevede un’educazione individualizzata. Kant invece assume una posizione intermedia: non definisce la società come buona o cattiva, ma dice che essa dipende dai rapporti con l’individuo, quindi una persona può cambiare la società.

Locke si incentrò sull’educazione per i giovani maschi di famiglia ricca, cioè i gentleman, che facevano parte dell’antica aristocrazia ma erano anche inseriti nella vita produttiva. Si tratta di un’educazione individualizzata, privata e basata sull’osservazione del bambino da parte del precettore che deve creare un percorso formativo a partire dalle attitudini e dalle capacità dell’allievo. È preferibile un’educazione privata perché nella scuola pubblica il bambino, pur imparando a rapportarsi con gli altri, diventa più rozzo e difficilmente gestibile. Al contrario con un precettore privato il bambino sarà più giusto e avrà un comportamento più nobile. Scopo del percorso formativo non è la conoscenza ma la costruzione di una personalità corretta per il gentleman. Il gentleman deve essere libero, cioè deve saper rinunciare agli appetiti e autodominarsi, attraverso la razionalità che è superiore alla passione e ai desideri.

JOHN LOCKE: PEDAGOGIA

Il modello educativo si basa su diversi principi:

  • L'onore, il valore tipico dell’aristocrazia, che è collegato alla rispettabilità e che si ottiene attraverso il rispetto delle leggi umane, le leggi divine e l’opinione pubblica, cioè le consuetudini.
    Gli stimoli per giungere a ottenere l’onore non so i premi e le punizioni, che anche se sono importanti, sono sostituiti dall’amore per la stima e il timore della vergogna. Le punizioni di tipo esterno, quindi quelle corporali o le umiliazioni, creano solo dei caratteri timorosi da schiavi, non adatti al gentleman
  • L’interiorizzazione reale dei principi che poi si trasferiscono nelle azioni esteriori
  • L’esperienza e l’abitudine, che si forma attraverso la ripetizione e che porta all’interiorizzazione. il bambino deve ripetere continuamente quello che sa in modo da acquisire abilità e senso d responsabilità. Nell’esperienza è importante la liberà iniziativa dell’alunno. Inoltre il precettore deve suscitare in lui interesse e scegliere il momento giusto per gli insegnamenti.
  • Il dialogo, che è alla base dell’educazione. Attraverso il dialogo il bambino capisce l’importanza del sapere e memorizza concetti in modo permanente.

PEDAGOGIA DI JOHN LOCKE

I contenuti dell’educazione sono differenti da quelli dell’educazione tradizionale, perché Locke voleva non tanto trasmettere conoscenze ma creare una personalità da gentleman. Esalta per i più piccoli il gioco, ma i materiali del gioco devono rappresentare cose piccole della vita quotidiana in modo da permettere in seguito di passare dal gioco al lavoro. Locke si distacca dalla mentalità del rinascimento esaltando il valore del lavoro, perché rafforza l’esercizio ed è salutare. Inoltre permette al futuro gentleman di crearsi un’identità, per cui il lavoro è antropogeno, e di conoscere abbastanza a fondo delle attività che in futuro potrebbe dirigere. Soprattutto la falegnameria e l’agricoltura sono utili perché danno abilità e competenza ed educano attraverso la fatica. La salute fisica che si crea attraverso l’esercizio del lavoro fisico è importante, perché è necessaria per vivere felicemente, diventare capaci di resistere alla fatica e alle mancanze e formare un carattere saldo e resistente (mens sana in corpore sano, cioè una mente sana risiede in un corpo sano).

Sono importanti nell’educazione i viaggi formativi, che sviluppano saggezza e prudenza. Inoltre il gentleman impara lingue straniere e ottiene nuove conoscenze. Nei primi viaggi è accompagnato dal precettore, poi viaggerà da solo. C’è anche una formazione morale e religiosa. Dio è un fondamento di tutte le virtù e bisogna introdurlo come colui che da tutti i beni, e non colui che punisce. È sconveniente approfondire l’argomento perché questo genera anche negli adulti confusione, e anche ateismo e superstizione. Attraverso l’idea di Dio il bambino giunge alle virtù e proprio per questo la spiegazione riguardo Dio deve essere semplice e di facile comprensione. La saggezza invece si forma sviluppando nel bambino un’indole attenta e capace.

Anche la civiltà e le buone maniere sono importanti, ricollegandosi al concetto di onore. Però anche le buone maniere devono essere interiorizzate. Le leggi sono anch’esse interiorizzate, tanto che il gentleman non ha bisogno che gli siano imposte, perché ne ha fatto parte di sé. Bisogna per fare questo, spiegare ai bambini l’utilità e il bene delle leggi.

La cultura è l’ultimo passo della formazione, perché è necessaria ma non principale, Bisogna creare un percorso graduale da semplice al complesso e essa è subordinata alle qualità del carattere. Inoltre non va insegnata attraverso castighi e obblighi ma con altri metodi che cambiano in base alle attitudini del bambino. Bisogna evitare la retorica perché crea solo malintesi e inganni la letteratura è utile solo se favorisce la riflessione e il disegno solo se ha usi pratici. Il latino deve essere appreso dopo il francese, attraverso la lettura e le conversazioni. La grammatica deve essere appresa solo per la propria lingua ed essere ridotta al minimo.

Importanti sono geografia, matematica, diritto, che sono indispensabili per il gentleman. Il bambino impara inoltre la filosofia e riceve lezioni di stile, ballo, scherma e equitazione.

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