Paul Verlaine: biografia e poetica

Paul Verlaine: biografia e poetica A cura di Laurène Suau.

Storia, biografia e poetica di Paul Verlaine, il poeta maledetto noto per le sue poesie, la vita tormentata ed il tumultuoso rapporto con Rimbaud

1Vita di Paul Verlaine

Paul Verlaine (1844-1896)
Paul Verlaine (1844-1896) — Fonte: getty-images

Paul Verlaine nasce a Metz nel 1844 ma passa la sua giovinezza a Parigi dove segue studi classici. Il suo gusto per le lettere si afferma velocemente. Verlaine legge i poeti contemporanei (Baudelaire, Gautier, Banville), frequenta gli ambienti parnassiani.  

Entra nell’amministrazione del Comune del IX Municipio e continua a coltivare la passione della poesia. Nel 1866 pubblica a sue spese la sua prima raccolta Poemi saturnini ancora influenzati dal Parnassio.

Dopo la morte di suo padre e dalla cugina che adorava, Verlaine si rifugia nel alcol. Continua a scrivere, nel 1869 Le Feste galanti viene pubblicata. È una piccola raccolta nella quale si afferma l’estetica di Verlaine, raffinata ed evanescente. Ma il poeta ha ancora problemi con l’alcol e, in due occasioni in cui era ubriaco, tenta di ammazzare sua madre.  

1.1Verlaine e l’incontro con Rimbaud

Arthur Rimbaud, 1870
Arthur Rimbaud, 1870 — Fonte: getty-images

Nel 1870 si sposa con Mathilde Mauté e grazie al matrimonio vivrà un periodo di conforto e stabilità che si percepisce anche in La Buona canzone. Ma l’assedio di Parigi, il regime politico della Comune e in seguito l’incontro con Arthur Rimbaud rompono questo fragile equilibrio.   

I due poeti iniziano una relazione tumultuosa, lasciano le loro famiglie e nell’indigenza, viaggiano insieme in Gran Bretagna e Belgio. La loro relazione finirà nel 1873, quando Verlaine, durante una crisi di gelosia e disperazione, spara a Rimbaud ferendolo lievemente alla mano. Verlaine è condannato a due anni di carcere, sua moglie ottiene la separazione e l’affidamento del piccolo George nato nel 1871.   

1.2Verlaine: l’isolamento e la riflessione

Paul Verlaine
Paul Verlaine — Fonte: getty-images

Verlaine si ritrova in prigione dove vive una conversione spirituale e morale. La raccolta Saggezza del 1880 è la testimonianza di questa nuova direzione. Si converte al cristianesimo e ritrova la libertà sforzandosi di seguire una vita consona agli standard del tempo.  

Insegna in Inghilterra e Francia ma dopo quattro anni torna ad essere vittima dell’alcol e degli attacchi di rabbia. Ancora una volta si accanisce contro sua madre e, dopo la morte di questa, si ritrova completamente solo ed inizia ad entrare e uscire dagli ospedali.  

Ma questo è anche il tempo della consacrazione: i suoi pari ne riconoscono la grandezza e lo consacrano “principe dei poeti”. Verlaine è invitato a fare delle conferenze all’estero. Pubblica parallelamente Felicità e Canzone per lei nel 1891, I miei Ospedali, Le mie Prigioni, Le mie Confessioni. Queste raccolte lasciano trasparire un uomo diviso tra fede e sensualità, tra sogni di un asceta ed esistenza sregolata. 

Malgrado questi anni produttivi, Paul Verlaine muore nell’indigenza e nella solitudine nel 1896

2Poetica di Verlaine

Le prime esperienze di Verlaine sono legate alla scuola parnassiana ma i Poemi saturnini non sono solo un esercizio di forma come aveva preconizzato Leconte de Lisle (per il culto della forma nella poesia). Le composizioni, per la maggioranza liriche, si arricchiscono di una malinconia inquieta d’ispirazione baudelairiana e introducono un’estetica della suggestione, dell’impressione, che sarà lo stile di Verlaine, la cui ambizione è di lasciarsi solo sfiorare dalla realtà. 

Contemporaneo della pittura impressionista, l’impressionismo letterario di Verlaine gli permette di unire il suo talento di poeta e di musicista alla sua sensibilità per le immagini. Crea così l’opera completa sognata dalla generazione di fine secolo, l’arte totale, teorizzata dal musicista tedesco Richard Wagner.   

I versi non sono più, come nei romantici, una rappresentazione della passione o di un dramma. Non si tratta neanche di un effetto di stile, come nei parnassiani, ma ogni elemento della descrizione fa del paesaggio il simbolo autentico dell’anima sognatrice del poeta.   

2.1Verlaine e la musica

Verlaine, Rimbaud e Bonnier: particolare del dipinto "Le Coin de table" di Henri Fantin-Latour
Verlaine, Rimbaud e Bonnier: particolare del dipinto "Le Coin de table" di Henri Fantin-Latour — Fonte: ansa

Verlaine è il poeta che ha saputo usare al meglio la musicalità delle parole per stendere la sfera delle suggestioni al campo acustico. La musicalità intrinseca all’opera di Verlaine ha sedotto tanti musicisti e compositori classici come Gabriel Fauré o Claude Debussy, cantautori come George Moustaki, Charles Trenet (1913-2001) o Léo Ferré (1916-1993).

Quest’ultimo considera Verlaine un “ingegnere della parola” che piega la metrica alle esigenze sonore, che rifiuta l’alternanza delle rime mascoline e femminili e non rifiuta le assonanze all'interno di un verso, senza tuttavia rigettare la tradizione.

Nel 1884 Verlaine pubblica nella raccolta Allora e ora un poema scritto dieci anni prima; i poeti dopo di lui lo considerano come il manifesto del simbolismo, anche se Verlaine stesso afferma di aver solo scritto una canzone: L’Arte poetica, dove espone i valori poetici che hanno guidato la sua creazione, ovvero musica e sfumature.  

2.2Verlaine: la rottura e la decadenza

Se non ha avuto la forza di rottura del suo amico Rimbaud e del suo grande ammiratore Mallarmé, Verlaine ha comunque introdotto il fatto di cronaca, personale, nella poesia.  

E’ anche stato il primo in Francia a parlare di decadenza in I Poeti maledetti nel 1884 e risponde così a un giornalista: “Ce l’avevano buttato come un insulto quest’epiteto; l’ho raccolto come un grido di guerra, ma non significava niente di speciale, che io sappia. Decadente! Il crepuscolo di un bel giorno non vale tutte le aurore! E poi il sole che sembra tramontare, non si alzerà forse domani? Decadente in fondo non voleva dire niente affatto. Ve lo ripeto: era piuttosto un grido e una bandiera senza niente intorno.” (Jules Huret, Indagine sull’evoluzione letteraria).  

3Romanze senza parole di Verlaine: analisi e spiegazione

Ritratto di Paul Verlaine nella sua casa, Rue de Vaugirard a Parigi nel 1894
Ritratto di Paul Verlaine nella sua casa, Rue de Vaugirard a Parigi nel 1894 — Fonte: ansa

È una raccolta di poesie composte tra il 1872 e il 1873, durante il suo vagabondaggio insieme a Rimbaud e quando Verlaine stava in carcere. La raccolta fu ignorata dalla stampa a causa dello scandalo suscitato dalla relazione tra i due poeti ma si può considerare come una delle più belle riuscite del poeta. 

Il titolo della raccolta, copiato a Mendelssohn, è paradossale perché non esistono versi senza le parole. Un volta ancora, Verlaine mette l’accento sulla melodia, componente essenziale della sua poesia. La musica, risultato di un lavoro minuzioso sulla prosodia, raggiunge un raffinamento eccezionale in queste 23 composizioni. 

La romanza, all’origine, una canzone semplice e sentimentale accompagnata dal pianoforte, trasfigura temi autobiografici, legati ai rapporti tormentati tra Verlaine e Rimbaud. Il poeta non analizza ma si accontenta di suggerire uno stato d’animo complesso, secondo lo stile impressionista che lo caratterizza “in cui l’Indeciso al Preciso si giungono”. 

4Saggezza: analisi e spiegazione

Sul prato di Georges Barbier: illustrazione pubblicata in "Feste galanti" di Paul Verlaine nel 1928
Sul prato di Georges Barbier: illustrazione pubblicata in "Feste galanti" di Paul Verlaine nel 1928 — Fonte: getty-images

Verlaine scrive Saggezza in carcere o dopo la sua liberazione e fino al 1880. La raccolta è organizzata in tre libri:
- Il primo racconta le lotte intime tra vecchi peccati e le forze che costringono il poeta a convertirsi.
- Nel secondo, il poeta dialoga con Dio e la Vergine Maria con un tono familiare e rispettoso che non manca di patetico.
- Il terzo è il libro del ritorno al mondo: il poeta può finalmente evocare le sue vicissitudini (la rottura con Rimbaud, la crisi psicologica, il carcere) senza timore di non sapere tenere le distanze.

La detenzione favorisce la meditazione ed il pentimento riguardo la sua precedente vita dissoluta ma Verlaine non ha rinunciato al ritmo e alla musica dei versi che, secondo lui, sono molto più importanti del mondo delle immagini.