Paul Éluard: biografia e poesie

Paul Éluard: biografia e poesie A cura di Elisabetta Garieri.

Biografia, poesie e opere di Paul Éluard, poeta surrealista francese

1Paul Éluard e la passione per la poesia

Paul Éluard (1895-1952) nel 1947
Paul Éluard (1895-1952) nel 1947 — Fonte: getty-images

«E in virtù d’una parola/ Ricomincio la mia vita/ Sono nato per conoscerti/ Per chiamarti/ Libertà.». Sono i versi più famosi, tradotti da Franco Fortini, di un autore che visse da protagonista gli sconvolgimenti politici e culturali del suo tempo, trovando a ciascuno di essi una “risposta poetica”. Fu tra le anime del movimento surrealista, e anche membro del Partito Comunista, partecipò a entrambe le guerre mondiali e alla resistenza contro il nazismo, si impegnò sempre per un mondo di pace, libero da dittature e disuguaglianze.   

Paul Éluard, pseudonimo, tratto dal cognome della nonna materna, di Eugène Grindel, nacque nel 1895 a Saint-Denis, comune adiacente a Parigi. Figlio di una sarta e di un contabile, dopo essersi trasferito con loro nella capitale, dove portò a termine gli studi, ancora adolescente si ammalò di tubercolosi.   

Costretto a passare tre anni in un sanatorio svizzero, lì fece due tra gli incontri più importanti della sua vita: quello con una ragazza russa che soprannominò Gala, e quello con la poesia. Tornato a Parigi, nel giro di due anni aveva sposato Gala e dato alle stampe la raccolta Premiers poèmes (Prime poesie), autore: Eugène Grindel.   

Paul Éluard al 95° reggimento di fanteria, dicembre 1916. Francia
Paul Éluard al 95° reggimento di fanteria, dicembre 1916. Francia — Fonte: getty-images

Nel frattempo era anche stato arruolato nella Prima guerra mondiale come infermiere militare. Proprio dal fronte inviò a Parigi, in diciassette esemplari, la sua seconda raccolta: Le devoir (Il dovere), firmata per la prima volta Paul Éluard. Era nato un poeta. 

Smobilitato dal fronte per motivi di salute, profondamente segnato dalla guerra, come tutti i poeti della sua generazione, nel 1918 pubblicò Poèmes pour la paix (Poesie per la pace), che risvegliò l’interesse di Jean Paulhan. Quel critico eminente volle addirittura conoscere Éluard di persona, per poi metterlo in contatto con Louis Aragon e André Breton, e segnare così una svolta nella sua evoluzione di poeta. 

2Paul Éluard, il dadaismo ed il surrealismo

Il trauma della guerra aveva segnato un’intera generazione di artisti e letterati, provocando una rivoluzione culturale: quella delle avanguardie, nata dal rifiuto dell’idea di progresso borghese, che aveva finito per spedire tanti giovani al massacro. Éluard prese parte a quella temperie: nel 1923 fondò una rivista, Proverbe (Proverbio), e partecipò al festival Dada in maggio.  

In quel momento fioriva il dadaismo, che si preparava però a essere soppiantato dal surrealismo. Il primo infatti era un movimento di contestazione radicale e distruttiva, al punto da essere quasi auto-distruttivo nella volontà di non riprodurre ciò che criticava. Il surrealismo teneva invece, mentre criticava la cultura esistente, a costruirne una nuova. I protagonisti del surrealismo furono comunque influenzati, all’inizio, dallo scompiglio portato a Parigi da Tristan Tzara, tanto che, ancora nel 1946, quando il momento di Dada era finito da un pezzo, Paul Éluard mise un suo verso in esergo alla Poésie ininterrompue (Poesia ininterrotta). 

Paul Éluard in ospedale. Francia, 1916
Paul Éluard in ospedale. Francia, 1916 — Fonte: getty-images

Negli anni 1921-22 Éluard era in pieno fermento, e pubblicò tre opere illustrate dal pittore tedesco Max Ernst: Les nécessités de la vie et les conséquences des rêves (Le necessità della vita e le conseguenze dei sogni), Répétitions (Ripetizioni) e Les malheurs des immortels (La sfortuna degli immortali). Poi, nel 1923, assieme a Louis Aragon, André Breton e Benjamin Péret, abbandonò il movimento dadaista

Nel 1924, in preda a una forte crisi esistenziale e coniugale, Éluard scrisse Mourir de ne pas mourir (Morire di non morire), che dedicò a Breton, e che si presentava come un addio alla scrittura. Quindi, alla ricerca di una possibile rigenerazione, partì per un lungo viaggio, che lo portò fino in Oceania

Tornato a Parigi alla fine del 1924, rinnegò quell’esperienza e si immerse di nuovo a capofitto nella scrittura: Breton aveva appena pubblicato il Manifesto del surrealismo, e Éluard vi aderì con entusiasmo. Assieme a Péret pubblicò 152 proverbes mis au goût du jour (152 proverbi riportati in auge): come dimostrava il nome della rivista da lui fondata, era molto attento alle forme di espressione della quotidianità, per il loro aspetto immediato. 

Paul Éluard e sua moglie Gala, febbraio 1917. Francia
Paul Éluard e sua moglie Gala, febbraio 1917. Francia — Fonte: getty-images

Fu il periodo d’oro della «banda surrealista» formata da lui, Aragon e Breton che, estromessi dalla Société des gens de lettres, fecero irruzione per protesta nella redazione della rivista Les Nouvelles littéraires, in pieno stile contestatario. 

Nel 1926 Éluard pubblicò Capitale de la douleur (Capitale del dolore), che lo consacrò definitivamente come poeta di rilievo, tanto che, vent’anni dopo, questa raccolta inaugurò la collezione tascabile di poesia della più prestigiosa e importante casa editrice francese: Gallimard. 

Nel frattempo, si era anche iscritto al Partito Comunista, mentre sua moglie Gala l’aveva lasciato per il pittore Salvador Dalì. Dalla presa del potere di Hitler in Germania in poi, i surrealisti si spesero a livello internazionale per denunciare i pericoli dell’estrema destra: a Praga, in Spagna e a Londra. 

Nel 1938 a Parigi organizzarono una nuova Esposizione internazionale del surrealismo, del quale Éluard e Breton pubblicarono un Dictionnaire abrégé (Dizionario conciso del surrealismo). 

3Éluard, il periodo della resistenza e della “poesia civile”

Alla fine del 1938, però, il legame tra i due capofila del surrealismo si spezzò, a causa delle divergenze politiche: mentre Breton, che aveva conosciuto Trotzkij, si avvicinò alle istanze del trotzkismo, Éluard restò fedele all’Unione Sovietica di Stalin

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, nel 1939, venne arruolato come tenente. Dopo essere tornato a Parigi, in seguito all’armistizio di Compiègne, entrò a far parte della resistenza, e assieme al Comitato nazionale degli scrittori continuò a pubblicare, in clandestinità, libri invisi al regime, tra i quali l’antologia di poeti non collaborazionisti Domaine français. All’attività di “editore” continuò ad affiancare la scrittura, firmando però in quel periodo le sue opere con lo pseudonimo di Jean du Haut

Finita la guerra, riprese a pubblicare con il suo nome e nel 1946 uscì Poesie ininterrompue (Poesia ininterrotta). Considerata l’apice della sua produzione, è un viaggio amoroso che sposta l’orizzonte dall’individuo alla coppia e dalla coppia alla collettività: «E gli uomini fuori/ E gli uomini ovunque/ Padroni di tutto/ Che schiantano le mura/ Si dividono il pane/ E denudano il sole/ E si baciano in fronte/ Rivestono tempeste/ Allacciano le mani/ Fanno fiorir carnale/ Lo spazio e il tempo […]». 

Una foto scattata nell'agosto 1952 a Vallauris che mostra il pittore spagnolo Pablo Picasso (a sinistra) mentre parla con il suo amico, poeta francese, Paul Éluard (a destra)
Una foto scattata nell'agosto 1952 a Vallauris che mostra il pittore spagnolo Pablo Picasso (a sinistra) mentre parla con il suo amico, poeta francese, Paul Éluard (a destra) — Fonte: getty-images

Il suo impegno politico e civile non si esaurì con la fine della guerra: nel 1948 partecipò al Congresso mondiale della pace e pubblicò Poèmes politiques (Poesie politiche), con la prefazione di Aragon. 

Éluard continuò a viaggiare quasi fino alla fine della sua vita, nel 1952, quando lo colse un attacco di cuore a Parigi. Macedonia, Ungheria, Messico, Praga: i viaggi furono parte integrante del suo impegno poetico e politico, durante i quali accompagnava alle letture delle sue poesie discorsi in favore della democrazia e del socialismo

4La poesia “nuda” di Éluard, amore e rivoluzione

Gruppo di surrealisti. La fila dietro (da sinistra): Rupert Lee, Ruthven Todd, Salvador Dalì, Paul Éluard , Roland Penrose, Herbert Read, Mesens, George Reavey e Hugh Sykes-Davies. Prima fila (da sinistra): Diana Lee, Nusch Eluard, Eileen Agar, Sheila Legge
Gruppo di surrealisti. La fila dietro (da sinistra): Rupert Lee, Ruthven Todd, Salvador Dalì, Paul Éluard , Roland Penrose, Herbert Read, Mesens, George Reavey e Hugh Sykes-Davies. Prima fila (da sinistra): Diana Lee, Nusch Eluard, Eileen Agar, Sheila Legge — Fonte: getty-images

Breton disse che il surrealismo aveva le sue radici nella guerra, perché era nato in reazione allo sgomento e alla rabbia che essa aveva provocato. Vale anche per Éluard, i cui versi sono permeati in più dal tema dell’amore, che era caro ai surrealisti, ma che lui affronta con un linguaggio immediato, nuovo e allo stesso tempo di tutti, come il “pane quotidiano”. La poesia di Éluard si caratterizza per l’estrema freschezza e semplicità con cui trasmette le emozioni, con un’innocenza che ha spinto diversi critici a descriverla come “adamitica”. Impregnata di stupore e meraviglia, sembra pronunciata da una voce che è come se fosse sempre nuova al mondo. 

I temi trattati sono tutt’altro che ingenui, ma non vengono mai esposti in modo didattico: l’intento è di far rivivere nel lettore gli stati d’animo che attraversano l’autore quando riflette a essi

È una poesia lirica e impegnata insieme: i due aspetti sono tra loro intrecciati e inscindibili, così come gli elementi biografici e storici che contiene. A questo proposito, Éluard dichiarò di aver inizialmente concepito Liberté come una poesia rivolta a una donna amata, e di essersi poi reso conto, componendola, che ciò di cui intendeva parlare era l’amore per la libertà.