Sant'Agostino e la patristica: definizione e caratteri generali

Sant'Agostino e la patristica: definizione e caratteri generali A cura di Chiara Colangelo.

Vita e pensiero di Sant'Agostino d'Ippona, autore delle Confessioni. Caratteri generali della patristica e delle sue tre fasi

1La patristica e Sant'Agostino d'Ippona

Sant'Agostino d'Ippona
Sant'Agostino d'Ippona — Fonte: getty-images

Il diffondersi e il radicarsi del cristianesimo apre una nuova stagione di riflessione filosofica, che sarebbe poi divenuta dominante nell’Europa occidentale dei secoli successi: la filosofia cristiana. Tale filosofia, al contrario di quella antica che ricercava la verità, prende le mosse da una verità già rivelata (la parola di Dio), e ha il compito di interpretarla e renderla comprensibile.

Coloro che si adoperarono nell’elaborazione di una dottrina filosofica del cristianesimo vennero chiamati “padri della Chiesa” e tale dottrina patristica. Gli studiosi suddividono la patristica in tre fasi:  

  • La fase apologetica, in cui i “padri” della Chiesa difendevano il cristianesimo dagli attacchi teorici dei pagani, che durò fino al 200 circa.
  • La fase della formulazione dei cardini della filosofia cristiana, dal 200 al 450 circa.
  • La fase della rielaborazione di tale filosofia, dal 450 al 750 circa.

Il principale esponente della patristica fu Sant'Agostino d’Ippona. Nato nel 354 a Tagaste, in Africa nordoccidentale (l’attuale Algeria), Agostino intraprese gli studi classici, coltivando un particolare interesse per la grammatica, fino ai 19 anni, quando la lettura dell’Ortensio di Cicerone lo appassionò alla filosofia. Figlio di un padre pagano e di una madre cristiana, Agostino si avvicinò al manicheismo, al quale aderì nel 374.  

Dopo aver insegnato per alcuni anni retorica a Cartagine, si trasferì a Roma e poi a Milano, dove si convertì al cristianesimo nel 387. Nel 391 divenne sacerdote e nel 395 venne nominato vescovo di Ippona, dove rimase fino alla morte, sopraggiunta nell’agosto del 430.  

Gli scritti di Sant'Agostino sono numerosissimi, ma la sua opera più celebre è senza dubbio le Confessioni, in cui l’autore unisce, alla narrazione delle sue vicende autobiografiche, riflessioni filosofiche e teologiche. Oltre alle Confessioni altre due opere importanti sono: La città di Dio, scritta tra il 413 e il 426, in cui il filosofo difende il cristianesimo dalle critiche della filosofia pagana e riflette sulle tematiche politico-sociali della sua epoca; e la Trinità, scritta tra il 399 e il 419, in cui si analizza il dogma trinitario.  

2Fede e ragione in Agostino

Altra illustrazione che raffigura Agostino
Altra illustrazione che raffigura Agostino — Fonte: ansa

Prendendo spunto dalla scuola neoplatonica, Sant'Agostino ritiene che la filosofia sia un percorso interiore che ogni uomo deve compiere. Nella sua riflessione, infatti, l’uomo deve chiarire sé a sé stesso, cercando di conoscere la propria anima e conseguentemente Dio, in una prospettiva in cui la dimensione soggettiva è il cardine della speculazione filosofica. Nella filosofia agostiniana fede e ragione non sono in contrapposizione, bensì legate da un’influenza reciproca espressa dal motto: crede ut intelligas (credi per comprendere) e intellige ut credas (comprendi per credere).  

Per Agostino la verità risiede in Dio, che è perfetto, e immutabile. Anche nell’uomo esistono delle verità (parziali), che però non possono provenire dall’esperienza e dalle sensazioni, per loro natura mutevoli e fallaci, ma devono provenire direttamente da Dio che illumina l’intelletto umano con dei criteri immutabili di giudizio: le idee attraverso le quali l’uomo conosce il mondo.

3Sant'Agostino e gli attributi di Dio

Sant'Agostino pone Dio al vertice della sua concezione ontologica: Dio è l’essere sommo da quale derivano gli altri esseri in una gerarchia, che ha al suo gradino più basso la materia, con una presenza di essere via via minore (angeli, uomo, animali, piante, ecc). Il Dio agostiniano ha tre attributi:   

  1. Dio è essere al sommo grado (Padre)
  2. Dio è verità o Logos che si rivela (Figlio)
  3. Dio è amore che si offre a chi ama (Spirito Santo)

Per intraprendere la ricerca di Dio, l’uomo deve interrogarsi sulla sua stessa natura e arrivare a comprenderla. Essendo gli uomini immagine di Dio hanno anche essi una natura trinitaria, in quanto esistono, conoscono, e amano. La natura trinitaria dell’uomo si riflette anche sulle facoltà che lo caratterizzano e che sono la memoria, l’intelligenza e la volontà.

Secondo Sant'Agostino, la corrispondenza tra la natura umana e quella divina permette all’uomo di trovare Dio attraverso una ricerca interiore. Tuttavia l’uomo è composto anche di materia e può decidere di vivere secondo lo spirito, o di vivere secondo la carne allontanandosi dall’essere e abbandonandosi al peccato.  

La filosofia antica era dominata dalla credenza, derivata dall’eleatismo, che nulla si potesse creare dal nulla. Agostino, invece, in accordo con quanto scritto sulla Bibbia, ritiene che Dio abbia creato il mondo dal nulla attraverso il Logos, ovvero le idee immutabili. Assieme al mondo Dio crea anche il tempo, che gli è del tutto estraneo in quanto egli è sostanza immutabile

4Il problema del male

Affresco bizantino che raffigura i padri della chiesa
Affresco bizantino che raffigura i padri della chiesa — Fonte: getty-images

Sensibile fin da giovane al problema dell’origine del male, Agostino in un primo momento aderì al manicheismo che, rispetto al cristianesimo praticato da sua madre, riusciva a conciliare l’esistenza del male e quella di un Dio buono. Successivamente però l’esistenza di due principi opposti (Bene e Male) che si scontrano incessantemente divenne per Sant'Agostino filosoficamente irricevibile, in quanto presupponeva che il Bene potesse nuocere al Male e viceversa, facendo decadere il principio di incorruttibilità di Dio. La sua conversione al cristianesimo non fece che acuire il problema dell’origine del male. Se Dio è buono e da lui ha origine tutto, da dove viene il male

Agostino risolve questo dilemma affermando che il male non esiste in quanto tale, ma è solo una privazione di bene, esattamente come il buio non esiste di per sé ma è solo assenza di luce

Il filosofo di Ippona distingue i mali fisici dai mali morali: 

  • I primi sono parte integrante dell’armonia dell’universo, e quindi sono l’aspetto negativo di un bene molto più grande; 
  • I secondi sono causati dagli uomini che commettono peccati, rinunciando a ciò che è sommo, per preferire ciò che è inferiore.

5La concezione della storia

Nell’opera La città di Dio, scritta tra il 413 e il 426, ovvero in un periodo caratterizzato dalle invasioni barbariche e da una forte instabilità politica, Sant'Agostino riflette sul suo tempo e afferma che, così come nella vita dell’uomo c’è una tensione tra spirito e corpo, anche nella storia dell’umanità c’è una lotta incessante tra una città celeste, composta da giusti e una città terrena abitata dagli empi.  

Nessuna delle due città domina in maniera esclusiva un periodo storico, ma esse sono sempre mischiate tra loro, e solo alla fine dei tempi la città celeste prevarrà su quella terrena

La prospettiva illustrata da Agostino nella sua opera, in accordo con quella cristiana, respinge la concezione ciclica del tempo, propria del pensiero greco, sostituendola con una visione lineare del tempo.

Non uscire da te stesso, rientra in te: nell'intimo dell'uomo risiede la verità.

Sant'Agostino d'Ippona