Parlare di politica a scuola è un dovere?

Di Tommaso Caldarelli.

Lo sostiene un maestro e giornalista. Ma nelle classi...

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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Sta girando moltissimo sulla rete oggi l'intervento di un maestro e giornalista italiano che lavora fra la Sicilia e la Lombardia: si chiama Alex Corlazzoli e scrive, fra gli altri, sul Fatto Quotidiano. Insegna in una scuola elementare e con i bambini delle sue classi fa qualcosa che, secondo lui, è molto insolito e che dovrebbe però esserlo molto di meno, fino a diventare regola o persino dovere all'interno dei nostri istituti: PARLARE DI POLITICA.

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PARLARE DI POLITICA - Scrive Corlazzoli su Cado in Piedi che "nelle scuole si vota, ma purtroppo non si parla di politica". E intende: i ragazzi che esprimeranno il primo voto, i maggiorenni, saranno con ogni probabilità ancora alunni di una scuola superiore, ma nessuno li educa alla politica."Questo è un problema",dice, "perché quando guardo i miei ragazzi, che hanno 10 anni, penso sempre che tra 8 anni andranno a votare, rientreranno a scuola non più da alunni della scuola primaria, ma da cittadini, che dovranno andare ad esprimere le loro preferenze". Ai ragazzi della sua scuola Corlazzoli racconta di aver appeso al muro "i cartelloni elettorali", ovvero quelli che si trovano nei seggi prima del voto, quelli ufficiali, "per spiegare cosa è la destra e cosa è la sinistra" e di essere stato "duramente redarguito", ovvero rimproverato, per la sua scelta.

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DIFFERENZE - "Quando parlo ai miei ragazzi di Atene parlo di politica e non dà fastidio a nessuno; se invece parlo di destra e sinistra, o del sistema elettorale, beh questo dà fastidio", continua il maestro: e questo, dice, non è giusto. Non è l'unica attività di politica che Corlazzoli propone ai suoi bambini di 10 anni: "Ogni anno faccio anche una sorta di Consiglio Comunale in classe", e poi accompagna la classe in gita proprio al consiglio comunale nella città Lombarda di Lodi: "Abbiamo fatto una lezione al Consiglio Comunale di Lodi con il vero sindaco che aiutava quelli che facevano l'opposizione, mentre quelli della maggioranza erano aiutati da un assessore". E alla fine di lezioni del genere i bambini gli hanno chiesto se, da grandi, potranno fare anche loro i sindaci o i consiglieri comunali.

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QUALCHE DATO - Tu nella tua classe parli di politica? Con i tuoi compagni di classe, magari durante le assemblee studentesche o le iniziative degli studenti, o anche con i professori? E hai modo di informarti, leggi dei giornali o vai a vedere cosa è successo? Le statistiche in generale dicono il contrario: i dati dell'osservatorio Giovani Editori dimostrano che se non sono i professori a coinvolgere le classi nel progetto "Quotidiano in classe" solo il 9% degli studenti si avvicina ad un quotidiano perché lo ritiene "troppo complicato" e sostiene che "non parla degli argomenti che riguardano i giovani". Alcuni esperti che si sono trovati a spiegare ad esempio la Costituzione nelle classi hanno percepito che in generale gli studenti sono contrari a parlare di politica perché "a scuola non se ne dovrebbe parlare".

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