Paradiso di Dante: analisi e struttura | Video

Di Redazione Studenti.

Paradiso di Dante: analisi e struttura. In questo video Chiara Famooss ci spiega le caratteristiche e il significato della terza cantica della Divina Commedia

PARADISO: ANALISI E STRUTTURA

Paradiso: analisi e struttura. Video a cura di Chiara Famooss
Paradiso: analisi e struttura. Video a cura di Chiara Famooss — Fonte: redazione

La terza cantica della Divina Commedia è dedicata al Paradiso, che Dante descrive come un luogo eterno ed etereo. Ogni elemento che lo forma è spirituale.

Riallacciandosi alla cosmologia tolemaica Dante immagina che, oltre una sfera detta “sfera del fuoco”, che divide il mondo terrestre dal Regno del Cielo, intorno alla Terra ruotino nove cieli disposti uno dentro l’altro. Questi cieli sono composti di una sostanza detta etere (qualcosa di simile all’aria) e muovendosi brillano.  

Qui le anime beate non hanno restrizioni e sono ammesse a godere di ogni luogo, tutte le sedi sono accessibili e collegate fra loro. Ma per spiegare il significato del Paradiso, Dio dispone le anime in una posizione prestabilita. Le anime si dividono quindi in sette gruppi disposti secondo la virtù che gli è propria, e cioè: spiriti difettivi, spiriti operanti per la gloria terrena, spiriti amanti, spiriti sapienti, spiriti combattenti per la fede, spiriti giusti e spiriti contemplanti.

Il Paradiso è formato da 9 cieli. I primi sette cieli prendono il nome dai pianeti che si trovano al loro interno, rispettivamente abbiamo quindi il cielo della Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove e Saturno. Oltre questi primi sette cieli troviamo un ottavo cielo, quello delle “Stelle Fisse” dove si trovano le costellazioni visibili dalla Terra, e poi il nono cielo, detto “Primo Mobile” perché è il cielo che, muovendosi per primo, trasmette il suo movimento a tutti gli altri. Oltre i nove cieli entriamo in un regno eterno, sterminato, che abbraccia tutto quanto esiste al di sotto di esso: siamo nella sede di Dio e cioè nell’Empireo.

Dio si trova in un posto preciso, una “candida rosa” che possiamo immaginare come un anfiteatro in cui, sulle tribune, troviamo beati, santi e le schiere angeliche.

    

Le guide di Dante nel Paradiso sono due: Beatrice, che lo lascia nel 30esimo canto, e San Bernardo di Chiaravalle. Queste due guide simboleggiano due modi diversi di porsi davanti la fede.

  • Beatrice diventa una maestra di filosofia e di teologia, lo aiuta a capire la struttura dei cieli e la posizione dei beati. In questo modo si porta a compimento il ruolo della donna angelo dello stilnovo che avvicinava il poeta a Dio.
  • San Bernardo si presenta invece come un padre amorevole, che intercede con la Vergine per Dante. Questa guida rappresenta il completo abbandono a Dio. Ti ricordiamo, infatti, che è uno dei santi fondamentali della Cristianità.

Grande protagonista della terza cantica, come scoprirai guardando i video successivi, è Cacciaguida, antenato di Dante che il poeta incontra nel XV canto e che si trattiene fino al XVII. Cacciaguida non solo fornisce al poeta l’occasione per un confronto fra la Firenze antica e quella moderna corrotta e riprovevole, ma è anche colui che inciterà Dante a scrivere la Commedia.

Con i canti dedicati a Cacciaguida Dante espone chiaramente gli intenti dietro la stesura della Commedia: Non spera solo di educare e istruire il pubblico, ma spera anche di ottenere una revoca dall’esilio che, come qui ci spiega a chiare lettere, è un fardello grandissimo per il poeta.  

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