Papà Goriot di Honoré de Balzac: analisi e riassunto

Di Redazione Studenti.

Papà Goriot: analisi e riassunto del capolavoro dello scrittore francese Honoré de Balzac, noto esponente della commedia dei costumi

PAPÀ GORIOT, HONORÉ DE BALZAC

Honoré de Balzac
Honoré de Balzac — Fonte: getty-images

Papà Goriot è considerato uno dei capolavori di Honoré de Balzac. Vediamo la trama di questo romanzo.

Parigi 1819. In uno stabile malandato di rue Neuve-Sainte Geneviève si trova la pensione Vauquer, nella quale ruotano, oltre alla tenutaria, una serie di personaggi: Mademoiselle Michonneau, Victorine Taillefer, Madame Couture, Monsieur Poiret, Bianchon, Vautrin, Eugène de Rastignac e papà Goriot.

Le descrizioni della strada, dell’esterno dell’edificio e successivamente dell'interno della pensione, rappresentano simbolicamente tutta la vicenda del romanzo, una storia di miseria e di cinismo.

Nei romanzi di Balzac la descrizione dei personaggi segue generalmente il ritratto dell’ambiente in cui agiscono: i due aspetti sono strettamente legati l’uno all’altro.

La descrizione dell’ambiente serve a Balzac per  introdurre un personaggio: la vedova Vauquer, esattamente specchio della pensione che gestisce. La persona, così come la casa prima descritta, viene rappresentata dall’autore in modo realistico, con ricchiezza di dettagli che lasciano un senso di tristezza e soffocamento.

La sua faccia è “vecchiotta” come i suoi mobili e la stanza “trasuda la sventura” subita dalla signora Vauquer.  Lei incarna il tipo di donna che appartiene alla bassa borghesia (‘bassa’ sia a livello economico che morale), nascosta dietro una maschera di apparente bontà.

Tra i vari pensionanti ne emergono due in particolare: Papà Goriot ed Eugène de Rastignac.

Il primo è un ex pastaio che era riuscito a mettere insieme un enorme patrimonio tanto da far sposare le figlie con un conte e con un banchiere. Le ama di un amorecquasi patologico, e per soddisfare ogni loro più piccolo capriccio si riduce sul lastrico, salendo man mano dal primo piano della pensione alla soffitta dove si paga di meno, mentre gli altri pensionanti malignano su di lui.

Nonostante questo amore quasi ossessivo per le figlie, queste non lo ricambiano ma, anzi, avanzano sempre maggiori richieste trattandolo con durezza, facendolo anche interdire.

Lo studente Eugène de Rastignac, proveniente da una famiglia nobile decaduta, è invece un giovane ambizioso che tenta di scalare la società parigina per riscattare la povertà della propria famiglia, e lo fa tramite Madame de Beauseant, una lontana cugina, che gli suggerisce di usare le donne per introdursi nell’alta società.

L'uomo dunque seduce prima Anastasie de Restaud e poi Delphine de Nucingen, che, si scoprirà, sono entrambe figlie di Papà Goriot. L’amore di Rastignac per la figlia di Papà Goriot induce il vecchio a fantasticare sulla speranza vana di poter ricostruire una vita nuova attraverso la figlia secondogenita, che egli immagina insieme al giovane.

PAPÀ GORIOT, RIASSUNTO

Un personaggio minore ma importante ai fini della storia è Vautrin, detto Trompe-la-mort, "il quarantenne dalle basette tinte”, descritto come sfuggente e infido. Questi tenta di proporre a Rastignac di uccidere il fratello di M.lle Taillefer, abbandonata e diseredata da un padre milionario, per poi sposarla e spartire la dote. Durante il romanzo pronuncia vari discorsi chiave, che mettono in questione i valori sociali del giovane Rastignac. L’intervento della polizia porta a scoprire che in realtà egli è un ex-forzato evaso, che verrà riportato in cella.

Su ognuno dei personaggi si focalizza l’attenzione di Balzac, ognuno è portatore di un valore della società parigina dell’epoca, che per la maggior parte delle volte è negativo. La pensione è rappresentata come un microcosmo dove queste differenti personalità si intrecciano, interagiscono tra loro, per mettere in risalto le opposte caratteristiche dell’indole umana, qui esasperate senza mezzi termini (dal meschino all’enigmatico, dall’ambizioso, all’arrivista, etc.).

Ascolta su Spreaker.

PAPÀ GORIOT, TRAMA

Un aspetto importante della narrazione viene dal modo in cui vengono descritti i vari personaggi, insistendo minuziosamente sui particolari, su un gesto, su un dettaglio dell’abito, sulle abitudini, sul carattere.

Da questi particolari, fisici e morali, nascono poi le vicende in cui i personaggi sono vittime, capri espiatori di un ambiente sociale in cui si fa sempre più netta la separazione tra ricchi e poveri e in cui il cinismo travolge anche le relazioni affettive.

Il romanzo termina proprio con un gesto finale di cinismo da parte delle figlie: Papà Goriot, sconvolto dalla rivelazione dell’infelicità delle figlie e dalle loro ulteriori richieste, sta per morire. Loro, pur essendo state avvisate delle condizioni del padre, accuseranno svariate giustificazioni per non presentarsi al suo capezzale.

Nell’illusione di vederle vicino a sé, Goriot trascorrerà gli ultimi istanti di vita nel freddo stanzino della pensione, e l’unico che lo assisterà con affetto di figlio sarà Eugène, insieme ad un giovane medico che spera così di poter studiare una nuova patologia.

Anche al funerale, l’unico presente sarà sempre il fedele Eugène, che impara così che i valori sociali a cui aveva attribuito importanza finora sono inutili e che il denaro è il metro di misura della società: tutti sono disposti ad essere amici di chi è ricco, ma subito abbandonano chi cade in disgrazia. Il giovane ora è pronto ad affrontare il mondo, avendolo conosciuto nella sua cruda realtà.

Il romanzo di Balzac è estremamente attuale: offre un ritratto vivido e realistico della società borghese e aristocratica dell’epoca, ma è anche un viaggio all’interno dell’uomo, tra le sue meschinità e le sue virtù.