Ottaviano Augusto: pensiero politico, riforme e politica culturale

Ottaviano Augusto: pensiero politico, riforme e politica culturale A cura di Bianca Dematteis.

Pensiero politico e riforme politiche e culturali di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano dal 27 a.C. al 14. Il suo governo rappresentò il passaggio dal periodo repubblicano al principato

1La politica di Ottaviano Augusto

Statua dell'Imperatore Augusto
Statua dell'Imperatore Augusto — Fonte: getty-images

1.1La nascita e la parentela con Cesare

Gaio Ottavio, il futuro primo imperatore di Roma, nacque nel 63 a.C. a Roma. Il padre, Gaio Ottavio, era originario di Velletri e morì quando il figlio era ancora bambino; la madre, Azia, era figlia di Giulia, sorella di Gaio Giulio Cesare

Gaio Ottavio era dunque pronipote di Cesare. Cesare, circa un anno prima della sua morte, avvenuta alle idi di marzo nel 44 a.C., nominò nel suo testamento Gaio Ottavio suo erede e lo adottò. In seguito all’adozione, Gaio Ottavio prese il nome di Gaio Giulio Cesare Ottaviano

1.2Lo scontro con Marco Antonio a Modena e il secondo triumvirato

Alla notizia della morte del prozio, Ottaviano mosse immediatamente verso Roma, da Apollonia, città in Epiro nella quale si trovava. Lo scontro con Marco Antonio, il grande generale che avrebbe voluto raccogliere l’eredità di Cesare, fu pressoché immediato. Ottaviano, infatti, intendeva far valere le volontà testamentarie di Cesare e dunque assumere il potere come suo successore ed erede. Antonio, a sua volta, non intendeva essere messo da parte da un giovane dalla salute cagionevole come appariva essere Ottaviano.

Marco Antonio e Cleopatra
Marco Antonio e Cleopatra — Fonte: getty-images

Il conflitto tra i due scoppiò quando Antonio assediò la citta di Modena, dove aveva riparato Decimo Bruto, uno dei cesaricidi. Il Senato chiese aiuto a Ottaviano affinché muovesse contro Antonio. Ottaviano, e accanto a lui i due consoli, e in quanto tali capi supremi dell’esercito, Gaio Vibio Pansa e Aulo Irzio, ottenne il suo primo successo militare; vinto a Modena, Antonio dovette fuggire nella Gallia Narbonense, una provincia in cui governava Marco Emilio Lepido

Forte del successo militare, Ottaviano fece ritorno a Roma alla guida del suo esercito e, sebbene non avesse ancora l’età per divenire console, si fece attribuire tale nomina dal Senato.

Ottenuta tale prestigiosissima carica, si alleò con l’antico avversario Antonio e con Marco Emilio Lepido: era nato il secondo triunvirato (43 a.C). Diversamente dal primo, il secondo triunvirato fu un accordo legale, in base al quale i triunviri cominciarono a spartirsi gli immensi territori di Roma e il potere. Per suggellare ulteriormente tale accordo, Ottaviano sposò Clodia, figliastra di Antonio.

1.3Il secondo triumvirato: la battaglia di Filippi e la spartizione dell’impero

Tra le prime azioni compiute dai triunviri vi fu la lotta contro i cesaricidi, gli assassini di Giulio Cesare. Furono elaborate liste di proscrizione contro coloro che avevano tramato contro Cesare o sostenuto apertamente l’omicidio del dittatore. Il nemico di Antonio, Cicerone, fu tra le prime vittime.

Con la battaglia di Filippi, nel 42 a.C., lo scontro fu diretto: i due congiurati Bruto e Cassio furono sconfitti ed entrambi si diedero la morte. Dopo questa fondamentale vittoria, il cui valore era sia politico sia simbolico, i tre si spartirono i territori posseduti da Roma: a Ottaviano toccò la Spagna, ad Antonio andò l’Oriente, a Lepido l’Africa. Antonio, in tale contesto, ebbe modo di conoscere Cleopatra, regina egizia, con la quale instaurò una relazione amorosa.

Tuttavia, la rivalità tra i triunviri non ebbe fine, anzi, ebbe inizio un decennio di lotte per l’egemonia personale su Roma. A Perugia, nel 40 a.C., Ottaviano combatté con successo contro il fratello di Antonio, Lucio Antonio, che aveva chiamato a raccolta gli italici, danneggiati dalla perdita delle loro terre a favore dei veterani.

Poco dopo, a Brindisi, avvenne una nuova spartizione delle competenze territoriali:

  • a Ottaviano andò il controllo di tutto l’Occidente;
  • a Lepido spettò la gestione delle province africane;
  • Antonio acquisiva il dominio della Grecia e delle aree orientali.

Per siglare e rafforzare questa complessa alleanza, Antonio sposò la sorella di Ottaviano, Ottavia e nel 38 a.C. il triumvirato fu rinnovato per altri cinque anni.

1.4La battaglia di Azio e la fine della Repubblica

Battaglia di Azio
Battaglia di Azio — Fonte: getty-images

Con il passare degli anni, la figura di Lepido divenne sempre più marginale, fino a che non restarono che Ottaviano e Antonio a contendersi il potere. Ottaviano ottenne un altro successo militare sconfiggendo nel 36 a.C. Sesto Pompeo, figlio di Gneo Pompeo Magno, a Milazzo e a Nauloco, in Sicilia.

Giunti in prossimità della fine del triumvirato, la rivalità tra Antonio e Ottaviano raggiunse il suo apice. Antonio aveva infatti ripudiato Ottavia e stava progettando con Cleopatra la creazione di un nuovo impero in stile ellenistico tra Roma e l’Egitto; Ottaviano seppe creare una fortissima propaganda contro il suo avversario, presentando Antonio come traditore dei costumi e della tradizione degli antichi romani e nel 32 a.C. riuscì a convincere il Senato a dichiarare guerra a Cleopatra.

Il conflitto non fu più considerato rimandabile ed ebbe luogo nella battaglia navale di Azio, un porto in Grecia, nel 31 a.C. La vittoria fu riportata da Ottaviano, grazie anche all’impegno del generale Marco Vipsanio Agrippa. Antonio fuggì ad Alessandria ma, sconfitto nuovamente, si diede la morte. Presto ripeté questo gesto anche Cleopatra. 

Il successo di Ottaviano fu massimo: l’Egitto divenne un suo dominio personale e a partire da questo momento ebbero fine le guerre civili. La Repubblica fu definitivamente affossata, il potere era concentrato esclusivamente nelle mani di Ottaviano: ebbe così inizio il principato

1.5Il principato e la pax augustea

Ottaviano formalmente restituì il potere nelle mani del Senato, ma in realtà rafforzò la propria egemonia; ottenne i titoli:

  • di princeps, cioè di primus inter pares, da intendersi come primo tra i suoi pari cittadini;
  • di imperator, un titolo che, fino a Cesare, era attribuito ai comandanti militari dal giorno della vittoria fino al loro trionfo;
  • di Augusto “degno di venerazione”, “superiore”, attribuitogli dal Senato nel 27 a.C.

Mantenne intatta la facciata della Repubblica, restarono in piedi infatti tutte le magistrature e i comizi, ma riuscì ad accentrare nelle sue mani tutte le principali cariche: egli fu principe del senato, console, censore, tribuno, proconsole e pontefice massimo. Instaurando il principato, Augusto riuscì ad avere il potere di un monarca all’interno di un sistema che, formalmente, appariva ancora repubblicano.

Durante i 45 anni del suo governo, Augusto intese presentarsi come l’uomo che aveva riportato la pace a Roma: l’espressione pax augustea, impiegata per riferirsi agli anni intercorsi tra il 31 a.C. e il 14 d.C., indica proprio questo nuovo clima di rinnovata pacificazione e prosperità di cui Augusto si presentò come l’artefice

1.6Le province e gli ultimi anni

Augusto cercò in primo luogo di rafforzare i possedimenti e i confini. In molte di queste azioni di guerra si distinse il valore militare del generale Agrippa:  

  • sedò alcune ribellioni in Spagna e in Gallia;
  • portò al Danubio il confine settentrionale dell’Impero ed estese il proprio dominio su alcuni territori a Nord delle Alpi;
  • nel 20 a.C. stipulò una pace con i Parti;
  • nella selva di Teutoburgo, i romani subirono una cocente sconfitta: nel 9 d.C., Arminio, il capo dei cherusci, una popolazione germanica, batté il governatore Publio Quintilio Varo.

Augusto morì nel 14 d. C. a Nola, nei pressi di Napoli. Nessuno dei suoi discendenti gli sopravvisse e così, alla sua morte, lasciò il potere a Tiberio, figlio del primo matrimonio tra la sua terza moglie, Livia Drusilla, e Tiberio Claudio.

2Le riforme di Ottaviano Augusto

L'Ara Pacis di Augusto
L'Ara Pacis di Augusto — Fonte: ansa

Augusto mise in atto una serie di riforme in campo politico, militare, economico.

Ridusse il numero dei senatori.
Divise le province: 1) le province imperiali erano territori non ancora pienamente pacificati e venivano gestiti da un legato scelto da Ottaviano stesso, scelto tra i cavalieri. Le tasse qui raccolte confluivano nel fisco, controllato dall’imperatore stesso. 2) Le province senatorie, territori ormai pacificati, erano dirette da funzionari nominati dal Senato. Le tasse erano destinate all’erario, di competenza statale.

Riformò l’esercito, riducendo il numero di legioni (da 60 a 25) e istituendo il reclutamento su base volontaria. Creò inoltre: 9 coorti pretoriane, le guardie personali dell’imperatore, dirette ognuna da un prefetto del pretorio; 4 coorti urbane per la protezione di Roma; 8 coorti di vigili da far intervenire in caso di disordini e incendi.

Organizzò le frumentazioni, la distribuzione gratuita di grano direttamente alla plebe, e fu l’artefice della realizzazione di spettacoli magnificenti, in ossequio alla politica del “panem et circences” funzionale alla creazione del consenso.

Impose ai cittadini più ricchi 3 tasse: di successione; sulla liberazione degli schiavi; sulle compravendite.

Le nuove entrate permisero di creare l’erario militare e di premiare economicamente i soldati che abbandonavano le armi e intraprendono una nuova attività.

Investì nella costruzione di imponenti e grandiose opere pubbliche, tra le quali: il Foro di Augusto, il Pantheon, l’Ara Pacis. Finanziò l’ammodernamento della rete stradale

3La politica culturale di Ottaviano Augusto

Il Foro di Augusto, uno dei fori imperiali di Roma
Il Foro di Augusto, uno dei fori imperiali di Roma — Fonte: getty-images

3.1I mos maiorum

Augusto si fece portavoce della necessità di tornare agli antichi valori della tradizione romana, contaminata e guastata dal contatto con il mondo orientale. Al centro pose la celebrazione del mos maiorum, il costume, la tradizione degli antenati. Emanò dunque leggi suntuarie, cioè contro il lusso, e una serie di normative volte a sostenere la natalità e a ristabilire il primato della famiglia, punendo l’adulterio e incentivando i matrimoni.

Al contempo, si prodigò per un ritorno ai culti tradizionali e introdusse il culto imperiale nella parte orientale dell’impero. A Roma, invece, per non apparire in contrasto con i costumi antichi, non incentivò l’adorazione ufficiale della sua persona.

3.2Mecenate

Con Augusto la cultura ebbe un ruolo essenziale come strumento di propaganda politica. La produzione culturale, in primis artistica e letteraria, era finalizzata alla creazione celebrativa del mito di Roma.

Augusto si avvalse del fondamentale contributo di Mecenate. Questi animò un circolo letterario e fu protettore di artisti e intellettuali che, con le loro opere, celebrarono la storia di Roma e la figura di Augusto. Tra gli autori più noti di questo periodo ed espressione di tale clima culturale, sono da annoverare:

  • lo storico Tito Livio;
  • il poeta Virgilio;
  • il poeta Orazio.
    Domande & Risposte
  • Cosa fece Augusto?

    Ottaviano Augusto, instaurando il principato, riuscì ad avere il potere di un monarca all'interno di un sistema che appariva ancora repubblicano. Riportò la pace a Roma ed attuò una serie di riforme politiche, militari ed economiche: riduzione del numero di senatori, divisone delle province in imperiali e senatorie, realizzazione di opere pubbliche, introduzione di leggi a tutela della famiglia...

  • Come è morto l'imperatore Augusto?

    L'imperatore Augusto morì per cause naturali nel 14 d.C. a Nola.

  • In che giorno è nato Augusto?

    Il 23 settembre.

  • Chi era l'antagonista di Augusto?

    Marco Antonio. Generale che avrebbe voluto raccogliere l’eredità di Cesare.