Ossimoro: cos'è ed esempi

Di Redazione Studenti.

Ossimoro: significato e spiegazione con esempi della figura retorica usata in poesia

COS'E' L'OSSIMORO

Cos'è l'ossimoro
Cos'è l'ossimoro — Fonte: istock

L’ossimoro (attenzione, si pronuncia con l’accento sulla i, Ossìmoro) è una figura retorica che unisce dal punto di vista sintattico due termini opposti fra loro, dando origine a una sorta di paradosso apparente.

È un tipo di figura retorica molto utilizzata in poesia, anche a firma di illustri scrittori del passato.

L’ossimoro viene utilizzato come scelta stilistica per dare enfasi e forza a un testo o a una singola espressione: il paradosso che crea costringe il lettore alla riflessione, mettendo in risalto il senso delle parole.

OSSIMORO: ESEMPI

Due esempi celebri di ossimoro si trovano in Giovanni Pascoli: lucida follia e tacito tumulto.

Ma c’è un altro, ben più noto passo, che contiene un ossimoro: l’Infinito di Giacomo Leopardi: E il naufragar m’è dolce in questo mare.

E ancora, Alessandro Manzoni nell’Adelchi parla di provida sventura.

Ma che dire del titolo del più celebre libro di Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere?

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