Ossigeno illegale: Mafie ed emergenza Covid-19

Di Redazione Studenti.

Il 18 febbraio 2021 le scuole veronesi dialogano con Nicola Gratteri sul suo nuovo libro sul rapporto tra mafie ed emergenza Covid-19

OSSIGENO ILLEGALE

Nicola Gratteri
Nicola Gratteri — Fonte: getty-images

La rete di scuole veronesi Scuola e Territorio Educare Insieme annuncia, per il giorno 18 febbraio 2021 alle ore 10.00, un appuntamento con il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri sul tema di drammatica attualità al centro del suo ultimo libro Ossigeno illegale. Come le mafie approfitteranno dell’emergenza Covid19 per radicarsi nel territorio italiano (Mondadori).

L’incontro – in diretta streaming sulla pagina Facebook e recuperabile successivamente anche in differita – fa parte del progetto di educazione alla cittadinanza attiva promosso dalla rete di oltre cinquanta scuole veronesi che fa capo all’Istituto Copernico Pasoli.

INCONTRO CON NICOLA GRATTERI

Ad oggi sono già oltre cento le classi iscritte, cioè più di duemila studenti e studentesse delle scuole secondarie di Verona ma anche della Sicilia e del Lazio che potranno interagire con il dottor Gratteri durante l’incontro.

Nicola Gratteri è uno dei magistrati più esposti nella lotta alla ‘ndrangheta. La sua carriera in magistratura è iniziata molto presto, è stato Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, sotto scorta dal 1989. È stato titolare di importanti indagini tra cui quella sulla strage di Duisburg. Dal 2016 è Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Tra i suoi libri scritti insieme ad Antonio Nicaso si ricordano – oltre all’ultimo uscito Ossigeno illegale. Come le mafie approfitteranno dell'emergenza Covid-19 per radicarsi nel territorio italiano - La malapianta (2010), La giustizia è una cosa seria (2011), La mafia fa schifo, Oro bianco (2015), Fiumi d'oro (2017), Storia segreta della 'ndrangheta (2018) e La rete degli invisibili (2019).

Non c’è alternativa a questa vita con la scorta senza la quale non faccio neanche dieci metri. Non mi sento a posto con la mia coscienza a tirarmi indietro, io ho scelto di lavorare in Calabria perché sento di potere arginare il fenomeno mafioso e rendere è più vivibile questa Terra. Non posso deludere migliaia di persone per le quali sono, con altri miei colleghi, l’ultima spiaggia.

Fonte: ufficio-stampa